Notizie sulla Sanità in Sardegna

1784 - 1779

1784, 6 Agosto - Torino ( ? )
Manifesto del Magistrato de’ Conservatori Generali di Sanità.
Per li provvedimenti da osservarsi riguardo al morbo sanguigno, scopertosi nelle bestie bovine, come pure ne’ casi d’altre malattie de’ bestiami, coll’ Istruzione indicanti li segni di detto morbo, li rimedi preservativi, così le avvertenze, e precauzioni da praticarsi nell’ occorrenza
.
I primi casi si verificarono nei dintorni della città di Savignano......... essendo però anche in altri territorj ezianzio di diverse provincie insorta tale malattia giudicata febbre putrida, o sia male sanguigno, con sintomi di gonfiezza alla gola in alcuni di detti animali, ed in altri di carbone originata a giudizio de’ veterinarj dalle stesse cause dell’ insalubrità delle acque stagnanti, ed anche de’ pascoli inariditi per la siccità, e finalmente da un eccessivo riscaldamento ne’ lavori; perciò dopo d’ essersi date le più pronte provvidenze per impedire la comunicazione delle bovine ammalate colle sane, e per le più esatte cautele riguardo ai mercati, e macelli: stimiamo ora spediente di notificare al Pubblico le precauzioni, e preservativi non meno che li rimedj curativi del morbo suddetto............

1
Divieto assoluto di condurre le bestie malate ai pascoli e agli abbeveratoi comuni.

2
Divieto a qualunque persona di vendere, distribuire anche a titolo gratuito, mangiare, e conservare carni di bestia bovina, ed ogni altra d’onghia divisa morta di qualsivoglia morbo, oppure sta ammazzata nello stato d’ infermità, e singolarmente alli macellai, e ai loro preposti di comperare, introdurre ne’ macelli, o di smaltire carni di tale qualità....

3
Entro due giorni dalla constazione della malattia dovrà esserne data comunicazione al Giusdicente e in caso di morte, per qualsiasi male, della bestia se ne comunichera lo stesso giorno il decesso affinchè il Sindaco o uno dei Consiglieri della comunità presenzi all’ inumazione di detto animale tutto intero e con varie incisioni sulla pelle, inumazione che dovrà avvenire ad una certa profondità per impedire che lupi o cani possano cibarsene. Chiunque osasse dissotterrarla, incorrerà la pena di tre mesi di carcere, previa l’esemplarità dell’applicazione per un quarto d’ ora alla corda in pubblico, o altra a
Noi arbitraria, secondo le circostanze.


4
Le uniche infermità che consentono di vendere o di acquistare bovine malate sono possono essere solo la rottura o slogatura cagionata da recente cascata,...... e quelli ancora, che avranno avuto parte scientemente nel contratto, incorreranno la pena di mesi tre di carcere.

5
Poiché in caso di bovine morte di carbonchio o di altro male di natura maligna anche il solo maneggiamento di esse ,ed il solo spruzzo del sangue potrebbe cagionare carboni, o altra malattia negli uomini, ne sarà proibito tanto lo scorticamento come lo squartamento, salvo che ciò si facesse da’ periti per motivo di osservazione colle
più esatte cautele
.......

6
Anche le bestie che sono state in contatto con quelle malate non possono essere condotte nei pascoli e negli abbeveratoi comuni.

7
Le bovine condotte ai mercati saranno visitate da un marescalco e quelle che saranno riscontrate ammalate verranno poste in quarantena a spese del proprietario.

8
Anche le bovine destinate ai macelli saranno visitate prima che vi siano introdotte.

9
I maniscalchi , nel caso abbiano visitato una bestia risultata malata, non possono visitarne un altra se non dopo aver preso le precauzioni di legge.

10
La pena per i macellai che non osserveranno tali disposizioni sarà d’un tratto di corda, da darsegli in pubblico o dall’elevazione, o d'applicazione alla corda, oltre il carcere a tempo, secondo le circostanze de’ casi.............

11
Per gli altri reati non espressamente sanzionati si applicherà una muta di cinque scudi o di un mese di carcere.
In caso di recidiva la pena verrà raddoppiata od adattata alla gravità del reato.

12
Viene raccomandato a chi di dovere di rispettare e far rispettare dette disposizioni.

1784, 14 agosto - Torino ( ?)
ISTRUZIONE
Il morbo manifestatosi sulle bestie bovine..... è una febbre putrida detta volgarmente il mal sanguigno. Quantunque comunemente si creda, ch’ ella dipenda dall’ inzuppamento sanguigno della milza, dipende piuttosto da un simile inzuppamento de’ polmoni, ne’ quali il sangue divenuto....acre, spesso e viscoso....si arresta ..e così impediendo la circolazione, e la respirazione, in pochissimo tempo soffoca l’animale.
L’ accennata spessezza, e viscosità del sangue congiunta colla sua qualità acre, e quasi caustica, è cagione, che si fanno ristagni, e dei travasamenti anche in altre parti del corpo, onde nascono que’ tumori maligni esterni, o interni, accompagnati da escare cancrenose, e da enfisema chiamati il CARBONE: simili ristagni alle fauci osservatisi in alcuni vitelli con un gonfiamento edematoso alle parti esterne della gola si distinguono col nome di STRANGUGLIONE, o di SQUINANZIA; ma questi sono semplici accidenti, che non cangiano l’essenza del morbo, come neppure la canciano la DIARREA, la Dissenteria, o il PISCIA_SANGUE, che si potessero aggiungere: il morbo è sempre lo stesso, dipende dalle stesse cagioni, e vuol essere curato con gli stessi rimedj.

CAGIONI: Vengono ripetute quelle del Manifesto.

SEGNI: ....la malinconia, l’abbassamento della testa, la prostrazione delle forze, lorpilazione di tutt’ i peli, il tremore alle spalle o alle cosce, il rifiuto del cibo,la cessazione della ruminazione, molta bava colante dalle narici, e dalla bocca, le corna e le orecchie ora calde, ora fredde, il polso debole, il battimento dei fianchi colla respirazione più o meno stentata, e nelle vacche la diminuzione del latte.

RIMEDJ CURATIVI: Vengono ripetute e meglio specificate le norme igieniche del manifesto. Si prescrive una dieta rigorosa a base di crusca, zucche, lattuga, indivia asperse con aceto e sale. Anche l’acua deve essere purificata con farina di segale e aceto, nel quale siansi fatte macerare per dodici ore delle bacche di ginepro ammaccate. Come medicamenti diansi innoltre tre volte al giorno quattro pinte per volta di decotto di acetosa, di porcellana, o di pomi acidi o sughi espressi di queste piante..........., non si tardi a fare la REGIATURA, cioè fatta una incisione longitudinale alla giogaia vi si introducano diversi pezzi di radice di elleboro nero insieme legat; il giorno appresso si tolgano, per introdurre, e mantenere nella piaga degli stuelli di stoppa intrisi in un digestivo animato, composto coll’unguento basilicone, o col rosso di uovo, e colla trementina, coll’aggiunta di un poco di tintura di aloe, e di polvere di cantaridi.......Se si manifesta il CARBONE ,....,la regiatura facciasi tosto nel centro di esso tumore, e de è un vero carbone, si facciano anche delle profonde scarificazioni, e si diano bottoni di fuoco sino alle parti vive: non si usino mai i ripercussivi, quali sono tra gli altri il bolo, e l’aceto, che fanno sparire il tumore e uccidono l’animale. Per ravvivare le forze, giova dare una volta al giorno un boccale di vino rosso, in cui siansi sciolte due once di triaca, e tre dramme di sale ammonico: mezz’ oncia di canfora raspata in quattro once di spirito di vino non troppo rettificato produrrà lo stesso effetto. IL PISCIASANGUE si arresterà colle bevande acide sopra mentovate, aggiungendo un oncia nitro a caduna dose del decotto....... La diarrea va curata solo se troppo abbondante.
In tal caso bisognerebbe arrestarla con frequenti lavativi fatti col brodo di trippe e colle bevande gelatinose di linseme, di radice di altea, o di rasatura di corno di cervo.


RIMEDJ PRESERVATIVI: Vengono ripetute e ampliate le norme igieniche del Manifesto.

Avvertasi, che la cavata di sangue è molto dannosa agli animali attaccati da questa malattia, conviene solamente per precauzione negli animali sanguigni, e robusti, che non sono ancora ammalati.

1785, 11 Luglio - Cagliari ( Vol. 7 n. 444)
Istuzioni Per Servizio Sanitario (Prese dalli Regolamenti).
Per prevenire la peste viene istituito un servizio di vigilanza costiera costituito da barche che dovranno senza indugio scorrere continuamente lungo le coste della loro stazione, visitando attentamente le Cale, Spiagge e porti, ma sempre costeggiando alla minore distanza di terra possibile, e facendo qualche stazione dovranno procurare di pigliare il punto nel quale possano avere la più estesa visuale.

I comandanti di detti legni interrogheranno tutti i bastimenti, o barche, che troveranno navigando lungo le coste del Regno alla distanza minore di due miglia dal litorale, senza però mai comunicare con chicchessia con qualsivoglia pretesto.

Quando essi saranno a portata di voce di qualche bastimento chiameranno al Capitano il di lui nome, da dove venga, dove vada, in qual cosa consista il carico, e si procacceranno inoltre tutte le nuove massimamente relative alla salute tanto riguardo all’ equipaggio, quanto riguardo ai luoghi da onde proviene..........

Se detti bastimenti saranno provenienti da porti del Regno, ed ivi stati ammessi a libera pratica, sarà loro lecitodi navigare lungo le spiagge come a loro piacerà; rispetto però a quelli che non fossero stati ammessi a libera pratica, o fossero provenienti da qualunque porto Estero verrà ingiunto loro di recarsi nei Porti abilitati, e verranno in caso di rifiuto obbligati anche a viva forza ad allontanarsi da que’ luoghi, dove non possano in alcuna maniera aver pratica.

Se venisse avvistato qualche bastimento infetto di morbo pestilenziale, o contagioso qualunque, verranno allertati gli alcaidi delle torri più vicine i quali faranno rapporto all’ autorità sanitaria, le imbarcazioni sospette verranno costrette ad allontanarsi e verranno tenute controllate a vista dal servizio di vigilanza costiera.

Se qualche imbarcazione proveniente da Tolone,Marsiglia, o altra località della costa meridionale della Francia o comunque da una qualsiasi altra città o luogo in preda al colera o altra malattia contagiosa fosse costretta dalle intemperie ad approdare in qualche porto sardo, verrà (anche con la forza) costretta a lasciare la Sardegna nel più breve tempo possibile.

Se poi l’ equipaggio fosse già in preda alla peste e non fosse in grado di far navigare la nave, le barche di sicurezza obbligheranno detto equipaggio ad imbarcarsi sulla Cialuppa dello stesso bastimento inabile alla navigazione , e questa sotto la loro scorta condotta a qualche isolotto, vi faranno sbarcare l’ equipaggio, e sarà tenuto in lontananza tanto la Cialuppa, o barca, quanto la nave stessa, sotto stretta sorveglianza, sinchè pervengano gli ordini Superiori del Governo......

Le relazioni, e gli rapporti dei fatti occorsi in mare, od in terra relativi alla pubblica salute, saranno indirizzati al Villaggio, e luogo destinato per centro, e capo del Dipartimento delle rispettive torri, e guardie di costa da dove verranno poi trasmesse a Cagliari.

1790, 17 Giugno - Cagliari
NOI DON CARLO FRANCESCO THAON CONTE DI SANT’ ANDREA
In seguito ai riscontri, che abbiamo avuti, che siasi nelle Campagne di Orrotelli scoperta una qualche malattia nel bestiame bovino, per la quale possino essere già periti alcuni capi, e che questa siasi altresì già propagata in altri luoghi, interessando questo importante oggetto non solo la pubblica salute, ma eziandio la conservazione di detto bestiame , ci siamo perciò determinati di far colà pssare questo Chirurgo Collegiato Giorgio Fenu, affinche non solo proceda alla ricognizione di quel bestiame, che potrasi trovar infetto dalla supposta malattia, ma dia pure a nome nostro tutte quelle altre disposizioni ed ordini, che le circostanze potessero esigere in una materia così importante e delicata
.......
Il Fungente le veci di Protomedico Prof. D. De Giovanni redigeva quindi le istruzioni che il Chirurgo Fenu avrebbe dovuto mettere in atto per fronteggiare l’epidemia di carbonchio. Le istruzioni, in 9 punti, in primis raccomandavano al Fenu di visitare il bestiame ammalato, di esaminare quello morto, di controllare che non venissero macellate bestie morte di malattia “quantunque non siasi avvertita veruna notabile lesione”.
Invece:
(punto) 6- Se il suddetto Chirurgo osservi che nel bestiame non siavi ne carbonchio, ne ascesso formato, e che il bue in questione sia grasso e apparentemente benestante, allora converrà, che il medesimo tenti la evacuazione di sangue anche copiosa in quella miglior maniera, che giudicherà conveniente a proporzione delle circostanze.
7- Se poi siavi, come si è detto, o ascesso, o carbonchio, o bubone s’ incomincerà a tentare la guarigione coll’ apertura o dell’ ascesso, o del bubone procedendo poi alla cauterizzazione; se poi si trattasse di carbonchio, allora si scarificherà profondamente la parte, poi si cauterizerà, e si farà in seguito la medicazione secondo le regole dell’ arte.
8- Poichè si osservi carbone, ascesso, bubone, od altra già formata simile malattia dopo fatte, se siavi il bisogno, le cavate di sangue, non si tralascerà di purgare in alcun modo poco costoso, ma efficace questo bestiame, e ciò si farà replicatamente, se abbisogna.
Il punto 9- ricordava, infine, di rferire al Fungente le veci del Protomedico quanto fatto e quanto osservato affinchè questo informi di detto l’Eccellenza e ne prenda gl’ ordini in conseguenza.
Portata a termine la missione il chirurgo Fenu fece istanza al Fungente le veci di Protomedico, e Prf.re D. De Giovanni per ottenere il suo onorario ossia “quello che S.a Ill.ma giudicherà d’esser più conveniente, e giusto”
. Il De Giovanni stabilì:
“ Le vocazioni impiegate tanto nel viaggio, quanto nell’ osservazione, ed assistenza prestata per i motivi sovra espessi, importano scudi sardi trent’ otto.
Cagliari li 9.Agosto 1790

1799, 19 Settembre - Cagliari
Risoluzioni del Magistrato della Sanità di Cagliari.
In risposta a una richiesta (datata 17 settembre) del Sig. Comandante di Carloforte per ottenere il permesso di far scontare in quel porto la quarantena ad una nave (bombarda) Maonese proveniente da Tunisi per permetterle urgenti riparazioni, viene risposto non essere la cosa possibile perché gli unici porti isolani a ciò abilitati sono Cagliari e Alghero dove la suddetta imbarcazione dovrebbe essere inviata sempre che sia in possesso di una “PATENTE netta”. Nel caso invece che la “PATENTE sia sospettosa”,essa “dovrebbe indilatamente rimandarsi ai porti d’Italia per ivi scontare una rigorosa quarantena”.

 

 

Notizie sulla Sanità in
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Appunti per una storia
della sanità a Villacidro
La Sanità
Brevi note sul
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I personaggi
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