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Notizie sulla Sanità in Sardegna
1765
- 1775
1765,
13 Dicembre - Cagliari
Quantità di china china, che si è ritrovata appresso degli Speziali,
e Chirurghi di Cagliari nei giorni 12, e 13 Xmbre 1765, e numero degli ammalati,
che nei giorni stessi vi erano in questa città, come da notizie somministrate
da suddetti Speziali e Chirurghi.
Gli Speziali in possesso di china erano 13 e i chirurghi 3. La quantità di
china presente in città era di libbre 25 e once 5 e mezzo. I malati
curati con la china furono 36.
Colle suddette libbre 25 e cinque once e mezzo di china china, a ragione
d’once
2 per ogni ammalato si possono guarire ammalati n. 152 e tre quarti, cioè 36
+ 116 e tre quarti.
1765,
17 Dicembre - Cagliari
Sentimento del Protomedicato concernente la quantità di china china
espresso nell’ aggiuntovi stato detagliato giudicata necessaria per la
guarigione degli ammalati, che in quei giorni erano in questa città.
Sulle notizie, che sono pervenute al Protomedicato , che vi potesse essere
mancanza di china china atteso il molto uso, che se n’è fatto
d’alcuni mesi in qua per la guarigione delle febbri intermittenti, che
in questo autunno sono state moltissime.....
Il Protomedico, il Prof. Palietti e un altro professore assicurano Sua Eccellenza
che nonostante tutto la quantità di china china presente in città sembra
essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste e che comunque, se fosse
necessario, in breve tempo se nepotrebbe far arrivare dell’ altra dalla
piazza di Livorno “col mezzo delle Speronave”.
1771,
2 Aprile - Cagliari ( Vol. 6 n. 309)
Pregone di S. E. D Vittorio Lodovico d’ Hallot Conte des Hayes & C.
Continente diverse provvidenze date in seguito alla visita del Regno.
29- Chirurghi, flebotomisti, e spetiali.- Per ovviare ad un tempo agli
altri abusi, che riconoscemmo pregiudiziali alla conservazione degli individui,
ed
alla pubblica sanità, mandiamo che d’or innanzi niuno possa esercitare
la professione di cerusico, flebotomista, o speziale, se dopo d, essere stati
muniti della patente di approvazione debitamente spedita o dal Magistrato sopra
gli studj, o dal Protomedicato generale rispettivamente giusta il prescritto
dalle Regie costituzioni sopra l’ Uneversità degli studj, non
le avranno presentate prima al giuduce del luogo, il quale vi farà in
piede il vista senza esazione d’alcun diritto; e mandiamo a’ Ministri,
ed Uffiziali di giustizia di non permettere loro altrimenti l’esercizio
di tali professioni, come di vegliare, affinchè gli uni non presumano
di esercitare le funzioni degli altri, e che debbano uniformarsi al prescritto
dalle accennate costituzioni, con ordinarne anche ne’ suoi casi la sospensione,
e rendere di tutto esatto conto al Governo, onde possa più adeguatamente
provvedervi.
30- Levatrici.-Vogliamo altresì, che le levatrici debbano presentare
le loro patenti al Giudicante del luogo, in cui intenderanno di professare
ta mestiere, e che nell’ esercizio di questo vengano da tutti considerate,
e riguardate come persone utili al pubblico, nè possano sottomettersi
dai deputati del Proromedicato, nè altri a pagamento d’ alcuna
tassa, o dritto, eccettuato solamente quello delle patenti a norma della stabilita
tariffa.
31- Bambini esposti.- Dovunque vi saranno levatrici sarà loro cura di
ritirare i bambini esposti, o pojetti, con darne parte al Maggiore di di giustizia,
ed al Parroco, onde si pensi a provvedervi. In difetto di levatrici spetterà quest’ incarico
in dirittura al Maggior di giustizia..................................
32- Acquavita, e licori.- Proibiamo a qualsivoglia fabbricator, ed anche rivenditore
di aquavite, e licori di alterargli, o comunque mischiarvi delle materie dannose
alla pubblica sanità secondo le direzioni più specifiche, che
emaneranno dal Protomedicato generale, a cui raccomadiao la maggior vigilanza,
massime all’ occasione delle consuete visite......., onde si possano
scoprire i contravventori, e far loro subire le pene e le multe prescritte.
33- Pozzi e fonti.- Le acque de’ pubblici pozzi, o fonti destinate all’ uso
degli individui; ed anche all’ abbeveraggio degli armenti, dovranno tenersi
monde, senza lasciarvi colare, o comunque permeare, o gettare delle sozzure,
ed immondezze atte a contaminarle, a pena, oltre del nettamento a spese dei
contravventori, di scudi dieci per ogni contravvenzione da ripartirsi metà al
denunziatore, e l’ altra metà o allo spedale del luogo se vi esiste,
od in difetto al rispettivo monte granatico...............
34- Paste ed erbe velenose pei pesci.- Rinnoviamo altrsì le pene più gravi,
ed anche afflittive..........contro di coloro , che ardissero gettare paste,
o erbe nocive, o comunque tossicare, e avvelenare le acque degli stagni, paludi,
fiumi, e torrenti servienti di bevanda agli uomini, ed agli armenti, egreggie,
per farvi più copiosa la pesca.
35- Nettezza delle contrade nelle città, e ville.- .............mandiamo
ai deputati di sanità, Amotassen, ed altri preposti alla nettezza de’ luoghi
pubblici si nelle città che nelle ville di far riempire, e colmare i
pantani, che si incontrano luogo a luogo, con pietre, rottami, arena..... onde
non ifettino l’ aria.....; a qual fine vietiamo ancora i cumuli, e conserve
di materie putride, e fetenti......, le quali dovranno farsi trasportare in
luoghi aperti, e rimoti fuor delle ville, o città.............................
1771,
2 Dicembre - Cagliari ( Vol. 6 n. 322)
Istruzione del Protomedicato Generale di Sardegna. Ai Tenenti Protomedici
e Medici Provinciali concernente Varie cautele e precetti di vantaggio
della
pubblica sanità.
IL PROTOMEDICATO DI SARDEGNA AI TENENTI PROTOMEDICI E MEDICI PROVINCIALI-
L’obbligo,
che c’ incombe per indole e natura istessa dell’ uffizio statoci
dalla MAESTA SUA a tal effetto unicamente conferitoci di preservare, per quanto è in
Noi e dall’ umana prudenza dipende, la preziosa pubblica sanità,
avendoci mosso ad indagare quali sieno le più usate malattie del Regno,
e d’ onde queste procedano, ci ha da tempo persuasi non dover essere
infruttuose parecchie cautele e precetti, che la sperienza ha in ogni tempo
fatto conoscere vantaggiosi alla salute de’ corpi umani (massimamente
in climi caldi e d’ aria insalubre), e quindi tendenti ad accrescerne
l’ universale popolazione.
Siccome però le rozze menti de’ rustici tenaci per lo più degli
antichi propositi e delle idee loro dagli antenati nella privata vita trasmesse,
sarebbero o men atte a concepirne la sodezza e ‘l vantaggio, o men facili
a rimanerne convinte, se uscissero alla luce in figura di pubblica ordinazione
di pubblica ordinazione,........, abbiamo pensato di compendiarne la più giovevole
parte nella presente istruzione, e questa indirizzare a voi, affinchè venendo
all’ opportunità chiamati a prestare le vostre opere agli ammalati,
od anche ne’ gionalieri vostri famigliari discorsi coi villici, possiate
così bel bello e di mano in manonche vi si presenterà l’occasione
istillar loro quelle massime e metodo di governare le loro persone e la vita,
che giusta le circostanze de’ tempi, del sito, delle malattie e de’ temperamenti
crederete le più giovevoli ed adattate.
Segue, quindi un elenco di norme igieniche destinate a essere istillate ai regnicoli.
Per prevenire o mitigare almeno le impressioni dell’ aria mal sana viene
raccomandato di fare suffumigi con aceto, bacche di ginepro, ramerino. I legno
di alberi resinosi , il tabacco, lo zolfo, la polvere d’archibuso....,
per l’ acido sulfureo e nitroso che si diffonde può molto giovare
per correggere la circostante intemperiosa atmosfera.
Il trattenersi poi nelle loro case,...,colle porte e le finestre chiuse allora
quando ad una lunga estiva siccità sovvengono le prime piogge, non sarà che
utile, perocchè, fermentando in tal occasione il terreno, sogliono ersalarsi
vapori nocivi,.....,che sogliono cagionare tossi pertinaci, gagliardi dolori
di capo, ed alcune volte febbri pericolose.
Coloro che sul far della notte si trattengono in luoghi umidi e intemperiosi
possono andare in contro a pertinacissime flussioni, reumatismi, tossi
contumaci e perniciose febbri causate dai perniciosi vapori, che attatti nel
lungo del
giorno dalla veemenza del sole, nel far della notte insensibilmente discendono.
A malanni ancora più gravi va in contro chi di notte si addormenta sulla
nuda terra, perchè rilasciandosi colla quiete il corpo, e scemandosi
...il movimento accelerato del sangue, resteranno men abili a rigettare da
ser le anzidette impressioni dell’ aria , oltre di che l’istessa
umidità della notte, reprimendo la traspirazione, può cagionare
le suddette affezioni e più pericolose ancora.
Durante lunghi viaggi quando si attraversano luoghi dall’ aria infetta è consigliabile
astenersi dal mangiare e dal bere perchè que’ effluvi perniciosi
dell’ intemperiosa ammosfera mescolati ...alle vivande, tramandandosi
coll’ inghiottimento di queste nel ventricolo, sogliono operare lo stesso
effetto, anzi peggiore dell’ aria medesima. Quando poi, drurante il viaggio,
il sole è più cocente, sarebbe cosa ottima sfruttare le proprietà antisettiche
dell’ aceto tenendo a portata di mano una spugna imbevuta di tale liquido
per fiutarla spesso, tingersene e stroppicciare la fronte e la tempia,
e bisognabdo beverne qualche sorso.
Per migliorare la qualità dell’aria viene consigliato di piantare
piante selvagge odorifere o d’ agrumi,......,o erbe odorifere e sane,
come di ramerino, menta, timo, salvia, abrotano, melissa, lavanda, ruta e simili:
gli aglj stessi reputati per triaca de’ contadini, le cipolle e porri possono col grave loro odore correggere l’ intemperiosa
ammosfera.
Stimiamo ora superfluo di prevenirvi che le sozzure ed immondezze o sieno queste
d’animali, o di vegetabili non si debbano lasciare putrefare ne’ cantoni
delle camere o in luogo contiguo o vicino all’albergo. Al progredire
dell’ igiene è infatti dovuto il mancato diffondersi nell’ ultimo
secolo, della peste,delle febbri pestilenziali, dello scorbuto violento
e delle maligne dissenterie. L’ igiene personale contribuisce poi, a preservarsi
da molte malattie cutanee come la rogna, malattia...troppo famigliare e
pertinace in questo Regno, e facile a comunicarsi, massimamente col mezzo del
contatto
delle mani riscaldatesi in occasione di loro danze.
Per quanto riguarda le sepolture viene raccomandato di controllare che nelle
chiese e nei cimiteri non si avverta puzza di
cadaveri in putrefazione a causa di tombe non abbastanza coperte o turate.
L’abuso del carbone,...,merita pure tutte le vostre sollecitudin i.....
Epperò dovranno
monirsi i cittadini ....a non intrommetterne i bragieri dentro le camere se
non sono imprima sicuri d’ esser quello (il carbone) di già molto
bene depurato dal fuoco. Il gettare sul carbone acceso sale, zucchero, qualche
pezzo di ferro e cose simili non è sufficiente per correggere gli aliti
narcotici, che dal medesimo esalano.
Vengono dati poi alcuni consigli di igiene alimentare in modo che i cibi
e le bevande di cui nutrisconsi i Regnicoli, sieno il più che si possa
salubri. Per quanto riguarda i cibi: il pane deve essere ben cotto e di farina
non ammuffita, le carni non devono essere semicotte e non devono provenire
da bestie morte occasionalmente o di malattia, la frutta non deve essere acerba
e non deve provenireda luoghi malsani, i pesci non devono essere pescati in
paludi o in acue stagnanti e non limpide.
Per quanto riguarda l’acqua si presume che sia potabile solo quella
di fonte o di sorgente. L’ acqua di altra provenienza deve essere lasciata
decantare in un opportuno recipiente per almeno un giorno e poi deve essere
poi travasata in un altro recipiente netto e pulito per poi servirsene
ad uso della famiglia. Qualora si fosse costretti a bere acqua di pantani o comunquepoco
pulita la si faccia prima bollire o la si mischi con aceto e se ne tracanni
il men che si possa. Per quanto riguarda il vino non deve essere guasto e comunque
se ne sconsiglia l’ abuso per essere esso assai gagliardo, e per quanto
riguarda l’acquavite di cui vi è ben noto l’ universale
abuso se ne consiglia un uso molto parco perchè nei paesi caldi...la
parte acquosa o vogliam dire serosa del sangue si dissipa molto per lo eccesso
di traspiazione nella state principalmente spirando il rilasciante scilocco.
Ora l’ abuso dell’ acquavita non tende finalmente a altro, che
col suo spirito ardente a consumare vie maggiormente la detta parte serosa,
ed a far si che i globoli del sangue divengano più compatti e quindi
facili allo stagnamento ed infiammazione.
Infine si loda l’ usanza di farsi salassare una volta l’anno, spezialmente
pochi giorni avanti o dopo il solstizio della state: e la ragione si è che
trovandosi allora più traspirabile il corpo, epperò più facile
a rimanere impoverito del sero o della parte acquosa, e conseguentemente più infiammabile, è bene
lo andarvi all’ incontro con diminuirne la massa per via del volontario
salasso. Ma in tal caso, siccome niente più rinfresca, che dopo la cavata
del sangue una leggiera purgazione,
viene raccomadati dei decotti di malva o di altri vegetali ad azione purgante.
Firmato CADEDDU
1775,
25 Aprile ( Vol. 6 n. 340)
Manifesto del Protomedicato Generale sulla nuova farmacopea e le nuove
tariffe.
IL PROTOMEDICATO GENERALE
Le giuste premure, che abbiamo di giovare per quanto ci spetta
alla preziosa pubblica sanità, avendoci fatto riconoscere il grave pregiudizio, che
agli infermi sovrasta dalla varietà, e disuguaglianza de’ metodi
usati dagli Speziali di questo Regno nella manipolazione de’ medicamenti,
ci ha nello stesso tempo persuasi della necessità d’ un nuovo
comune Ricettario, che raccogliendo in se le più scelte formole di composti
da’ più celebri autori approvati, ne prescrivesse pure un metodo
facile, ed uniforme di prepararli, e manipolarli secondo le più accertate
regole dell’ arte, per servire poscia di regola, e norma a’ Speziali
tutti di questo Regno. Ma siccome sì fatta provvidenza esigeva una rinnovazione
della tassa de’ medicinali corrispondenrte al suddetto Ricettario, la
quale per altra parte era pure necessaria per ritrovarsi la precedente molto
sregolata, e mancante in vari capi essenziali; perciò dopo essersi compilato
il nuovo Ricettario, o sia Farmacopea al fin proposto adattata, si è anche
disposta, e regolata una nuova tariffa per li medicinali relativamente al
prezzo, che di presente
hanno le droghe, ed avuti glialtri riguardi alle circostanze di questo Regno
corrispondenti.
Quindi dovendo noi in ubbidienza de’ pregiatissimi ordini di S.E. coerentemente
al Regio Vigglietto in data 28 scorso febbraio dare adempimento, ed esecuzione
ad un opera sì benefica, e vantaggiosa, mandiamo osservarsi quanto
segue.
I. Entro tre mesi tutti gli speziali sono obbligati a tenere in bottega
un esemplale del Ricettario e della Tariffa.
II. Dopo questi tre mesi tutti i medicamenti officinali dovranno essere preparati
secondo il Ricettario.
III. E’ fatto obbligo di detenere, fra tutti i medicinali compresi nel
Formulari, solo quelli di uso comune.
Possono essere preparati e detenuti pure medicinali non compresi nella presente
Farmacopea puchè il nome non
sia in codice e ne sia conosciuta la formula. In caso contrario è prevista
una multa di dieci scudi per la detenzione
e di venticinque per la dispensazione al pubblico.
IV. Gli Speziali non hanno facoltà di sostituire i componenti di una
prescrizione medica. La pena sarà commisurata
alla gravità del caso. Qualora una qualche droga risultasse irreperibile
se ne darà comunicazione al Protomedi-
cato.
V. Qualora una ricetta di una tisanna o decozione non contenga la dose deglli
ingredienti, per le radici, legni, orzo e
simili si somministrerà un oncia di droga per ogni due libbre d’ acqua;
due pugilli per le sommità e i fiori, due ottaviper le semenze.
VI. Desiderando alcun Medico o Cerusico fa uso di qualche
particolare medicamento non descritto nel nuovo Ricettario, non potrà prescriverlo
sotto il titolo “descriptoinis nostrae”,..., ma
sotto quello, che vien volgarmente conosciuto nelle officine, o dovrà ciascuna
volta scriverne a disteso la ricetta sotto pena di scudi venticinque.
Stessa
multa per lo speziale che non invierà entro un mese copia della ricetta
al Protomedicato (per essere considerata
e tassata).
VII. E’ vietato dispensare medicinali non conosciuti senza
aver prima fatto partecipe il Protomedicato della qualità, e
forza di detto medicamento, ed aver ottenuto dal medesimo per iscritto l’approvazione,
e permesso. Pena venticinque scudi. Se il Protomedicato validerà il
rimedio potrà anche
cosentire allo scopritore di far preparare e vendere
tale rimedio da uno Speziale di fiducia.
VIII. I medicamenti possono essere preparati e dispensati solo dallo speziale
in spezierìa. Pena cinque scudi. E’ prevista
una deroga per i Medici e i Chirurghi delle ville prive di speziale e i Chirurghi
dei reggimenti, purchè non ne dispensino fuori del loro spedale e reggimento.
IX. Entro un anno tutti i medicamenti dovranno essere tariffati
secondo la nuova tariffa. Pena venticinque scudi. E tutte le parcelle dovranno
contenere una dichiarazione (firmata) di osservaza di detta tariffa. Pena quattro
scudi per
ogni parcella non sottoscritta.
X. Entro un anno tutti i pesi e le bilance devono essere validate dal Regio
Bilancere. Pena venticinque scudi.
Le unità di misura riconosciute sono:
Lo scrupolo di grani ventiquattro
La dramma di tre scrupoli, cioè di grani settantadue
L’oncia di otto dramme
La libbra di dodici once
 XI. Le
penali, in cui incorressero i contravventori saranno così suddivise:
due terzi alla cassa dell’ Università e un terzo all’accusatore
che ha facoltà di essere tenuto segreto, ed
in mancanza di accusatore alla Confraternita dei Santi
Cosma e Damiano.
PER DETTO PROTOMEDICATO
Cadeddu Segretario |
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"La
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