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Appunti per una storia della sanità a
Villacidro
Il Caso Todde-Achenza
(Una storia di malasanità nella Villacidro del 1800)
Ricerche all’Archivio di Stato
a cura
di
Franco Fadda
1843
Il medico Todde denuncia il chirurgo Clemente Achenza e il di lui
figlio Agostino (speziale), il primo per abuso dell’arte medica
e entrambi per comparaggio
Ill.mo Mag.to del protomedicato
Il sottoscritto Giudice del Mandamento di Villacidro occupandosi della
verificazione dei fatti esposti da questo Sig. Medico Carlo Todde …….è dovuto
risultare più che vero occuparsi costantemente il chirurgo Achemza
della facoltà medica trattando malattie interne e di cognizione
non sua.
………
..La circostanza di tenere il chirurgi Achenza il proprio figlio con
farmacia aperta in Villacidro, anzi nella comune casa, non abbisogna
di dimostrazione o di fatti; che poi il padre indichi alle famiglie dei
malati di provvedersi dei medicamenti da lui prescritti, dalla farmacia
del figli, è del tutto naturale, anzi si dice, che molti che vorrebbero
provvedersi degli occorrenti medicinali dall’altro farmacista Ligas,
stabilito pure a Villacidro, per non dispiacere al padre si provvedono
dal figlio.
Villacidro 23 settembre 1843
Col Dovuto Rispetto
Il Giudice del Mandamento
Dessì
1807
Richiesta per la richiesta di un medico condotto
in quel di Villacidro da parte del Censore Diocesano:
Eccellenza
Ho dovuto finalmente cedere alle persuasive di questo Consiglio Comunicativo.
Il quale tutto ha voluto a me
appoggiare lo stabilimento per un Medico in questo Villaggio.
……… Siamo al punto Eccellenza che vari particolari benestanti
caduti ammalati sono stati costretti di recarsi in
carro a codesta capitale per trovar rimedio al male cui soccombono i
poveri. Ecco lo stato del Paese in questo
punto.
Umile Devoto ed Obbediente……Ignazio Agnese
1827
A Villacidro, arriva il medico condotto Carlo Todde:
Villacidro addì 30 luglio 1827
Contratto di Condotta ossia di Ferma col Pubblico Salario dell’annua Somma
di ScudiTrecento,passato
tra il Sig. Medico Carlo Todde, nativo della Caitale, ed il Ferraio M. Francesco
Cannas Leo attuale
Sindaco di detto Villaggio
Presso Correlli Notaio.
Che il detto Sig. Carlo Todde sia obbligato a servire nella sua Professione d’Arte
Medica tutti gli Individui facenti corpo con Questa Comunità, ivi compresi
i Poveri e questo senza pregiudizio, né preferenza di quelli che pagano,
esclusi però i Sacerdoti, i Religiosi Mercenari, i Signori Curiali, ed
il Sostituto Prov. Fiscale, il Regio Esattore, l’Ill.mo Sig. Censore Diocesano,
e qualunque Forestiero e Passeggero non quotizzato in queste Comunali Costituzioni,
i quali, ove vogliano essere serviti, contratteranno a disparte, e pagheranno
allo stesso Sig. Medico la somma concertata, o che corrisponderà alle
visite, conforme Tariffa.
Che per tale Servizio…….che viene molto a interessare più di
novecento Famiglie, questa Comunità sia obbligata contribuire e pagare
a fovavore del prefato Sig. MedicoTodde l’annuo Salario di Scudi Sardi
Trecento………………
In fede
Francesco Correlli Notaro di cause, e pubblico
B. 93 docum. n. 7 26
1828
B. 93 docum. n. 7 26
Addì 13 dicembre 1828 Iglesias
Fatto personalmente comparire in questo Ufficio d’Intendenza Provinciale
il Sig. Medico Carlo Todde dietro agli ordini pervenuti con dispaccio
di S. E. il Sig. Vicerè dei 6 corrente è stato interpellato
dal sottoscrittto Intendente della Provincia a nome della prefata E.S.
affinchè risponda decisivamente se intende o no ricedere dalli
obblighi e convenzioni enunciate nel contratto stipolato sotto li 30
Luglio 1827 tra il medesimo ed il Consiglio Comunitativo di Villacidro.
E lo stesso Sig. Medico Todde compreso l’oggetto della fattagli
interpellanza risponde, presente anche il Sottoscritto Notaro assunto
per impedimento del Segretario di questo Ufficio, che avuto già da
qualche tempo a questa parte maturato i suoi interessi circa l’oggetto
di cui trattasi avrebbe già avanzato i suoi eccitamenti presso
il Consiglio predetto di Villacidro contenenti il recesso del contratto
stipolato tra il Rispondente e lo stesso Consiglio sotto li 30 Luglio
precorso anno 1827, tuttocchè non sa per qual ragione non siasi
voluto accettare, o per meglio dire, non siasi voluta distendere la risoluzione
Consolare dal narrato Consiglio: non può quindi ora che n’è stato
espressamente interpellato a nome di S.E. il Sig. Vicerè, che
confermare lo stesso recesso dal sovra annunciato contratto, con ciò però,
che questo abbia effetto a tenore dei patti stipolati fino all’ultimo
giorno del corrente Dicembre, corrispondendosegli la rata dello stipendio
pattuitosi, e conseguentemente dal primo giorno dell’entrante Gennaio
cesseranno le vicendevoli convenzioni, ed il rispondente non sarà più tenuto
a servire la Comunità di Villacidro, né questa avrà più che
pretendere dal Rispondente.
Tuttociò però non ostante essendo ben caro al Rispondente
che venga integrato nell’onore che si è tentato ledergli
e che risplenda e trionfi la sua innocenza e mascherata la calunnia supplicherebbe
che il Sig. Vicerè si degnasse di prendere qualche cognizione
nella maniera che stimerà più opportuna, su i fatti di
cui si vorrebbe lo stesso ripondente contabile dal predetto Consiglio
di Villacidro. Che è ciò che umilmente risponde ed implora
e si sottoscrive deliberatamente.
Fatta lettura
Medico Carlo Todde
Pintor Orcu Intendente Prov.le
Sotgiu Notaio assunto
INTENDENZA D’ IGLESIAS
Iglesias lì 6 Dicembre 1828
Risposta alla lettera 6 corrente
ECCELLENZA
interpellato da il Sig. Medico Carlo Todde a nome dell’ E.V.
conforme gli ordini pervenutimi col veneratissimo contronotato Dispaccio
avrebbe il medesimo risposto nella maniera che rileverà dal qui
unito atto che ne ho disteso sotto lì 13 corrente, motivo per
cui ho sospeso di ricevere l’informazione proposta dal Consiglio
Com.vo di Villacidro, e m’affretto a restituirle tutte le pezze
comunicatemi col prelodato Dispaccio
E ho l’onore di ricostituirmi col più profondo rispetto
e venerazione
Dell’ E. V.
Um.mo Div.mo Obb.mo
l’Intendente Prov.le
PINTOR PORCU
B. 93 docum. n. 7 26
Addì 13 dicembre 1828 Iglesias
Fatto personalmente comparire in questo Ufficio d’Intendenza Provinciale
il Sig. Medico Carlo Todde dietro agli ordini pervenuti con dispaccio
di S. E. il Sig. Vicerè dei 6 corrente è stato interpellato
dal sottoscrittto Intendente della Provincia a nome della prefata E.S.
affinchè risponda decisivamente se intende o no ricedere dalli
obblighi e convenzioni enunciate nel contratto stipolato sotto li 30
Luglio 1827 tra il medesimo ed il Consiglio Comunitativo di Villacidro.
E lo stesso Sig. Medico Todde compreso l’oggetto della fattagli
interpellanza risponde, presente anche il Sottoscritto Notaro assunto
per impedimento del Segretario di questo Ufficio, che avuto già da
qualche tempo a questa parte maturato i suoi interessi circa l’oggetto
di cui trattasi avrebbe già avanzato i suoi eccitamenti presso
il Consiglio predetto di Villacidro contenenti il recesso del contratto
stipolato tra il Rispondente e lo stesso Consiglio sotto li 30 Luglio
precorso anno 1827, tuttocchè non sa per qual ragione non siasi
voluto accettare, o per meglio dire, non siasi voluta distendere la risoluzione
Consolare dal narrato Consiglio: non può quindi ora che n’è stato
espressamente interpellato a nome di S.E. il Sig. Vicerè, che
confermare lo stesso recesso dal sovra annunciato contratto, con ciò però,
che questo abbia effetto a tenore dei patti stipolati fino all’ultimo
giorno del corrente Dicembre, corrispondendosegli la rata dello stipendio
pattuitosi, e conseguentemente dal primo giorno dell’entrante Gennaio
cesseranno le vicendevoli convenzioni, ed il rispondente non sarà più tenuto
a servire la Comunità di Villacidro, né questa avrà più che
pretendere dal Rispondente.
Tuttociò però non ostante essendo ben caro al Rispondente
che venga integrato nell’onore che si è tentato ledergli
e che risplenda e trionfi la sua innocenza e mascherata la calunnia supplicherebbe
che il Sig. Vicerè si degnasse di prendere qualche cognizione
nella maniera che stimerà più opportuna, su i fatti di
cui si vorrebbe lo stesso ripondente contabile dal predetto Consiglio
di Villacidro. Che è ciò che umilmente risponde ed implora
e si sottoscrive deliberatamente.
Fatta lettura
Medico Carlo Todde
Pintor Orcu Intendente Prov.le
Sotgiu Notaio assunto
INTENDENZA D’ IGLESIAS
Iglesias lì 6 Dicembre 1828
Risposta alla lettera 6 corrente
ECCELLENZA
interpellato da il Sig. Medico Carlo Todde a nome dell’ E.V.
conforme gli ordini pervenutimi col veneratissimo contronotato Dispaccio
avrebbe il medesimo risposto nella maniera che rileverà dal qui
unito atto che ne ho disteso sotto lì 13 corrente, motivo per
cui ho sospeso di ricevere l’informazione proposta dal Consiglio
Com.vo di Villacidro, e m’affretto a restituirle tutte le pezze
comunicatemi col prelodato Dispaccio
E ho l’onore di ricostituirmi col più profondo rispetto
e venerazione
Dell’ E. V.
Um.mo Div.mo Obb.mo
l’Intendente Prov.le
PINTOR PORCU
B. 93 doc. n. 11 59
Da Todde
A Vicerè
s.d.
Ricevuto lì 31 Gennaio 1829
E C C E L L E N Z A
Il Medico Carlo Todde residente a Villacidro avendo presentito che siansi
dal Consiglio Comunitativo di esso Villaggio inoltrati all’E.V.
de’ reiterati ricorsi onde autorizzare la rescissione del contratto
col medesimo stipolato, e d’impedire il di lui inastallamento
a Medico di Condotta di quel Distretto, cui venne chiamato dalla Giunta
Generale sul Vaccino, non può in alcun modo dispensarsi di osservare
col più umile rispetto all’E.V. che non per zelo di pubblico
bene, non per demeriti del rassegnante, ma per secondare le insinuazioni
di pochi particolari sonosi avvanzati i surriferiti ricorsi.
Lo Speziale Aquenza e Chirurgo Caria di Villacidro sono la molla principale
della gran macchina; entrambi che in ogni tempo han fatto la guerra ai
Medici che si sono stabiliti, come è ben noto alla Regia Segreteria
di Stato, appunto per potervi esclusivamente ad ogni altro esercitare
la facoltà medica, e per continuare il lucroso traffico facevano
di un arte che ignorano, principiarono dall’indisporre gli animi
de’ Villacidresi ignoranti facendogli sentire che il metodo curativo
quale adottavasi dal supplicante era in contradizione col buon criterio
medico, e coi principi dell’istess’arte; ma non essendovi
riusciti perchè l’esperienza convinse anche i più rozzi
del contrario, divisarono di metterlo in diffidenza del Governo facendo
ricorrere il Consiglio di Comunità esponendo fatti che non sono
esistiti che in loro capriccio, e la pocca confidenza ( quale non avevano
quegli potuto insinuare negli animi de’ surriferiti Villacidresi)
che questi avevano nel Supplicante.
Era ben facile allo Speziale e Chirurgo suindicati di riuscire in quest’ultimo
tentativo. Il primo parente, paesano ed intrinseco del Delegato di Giustizia
*, quello intrinseco dello Scrivano della Curia ed in un Segretario di
Comunità. Inoltre il Chirurgo paesano ed intrinseco coi membri
del medesimo Consiglio come non potrebbero determinarlo e ridurlo a ricorrere
contro del rassegnante?
E il medesimo sicuro in sua coscienza di non avere con fatti od ommissioni
dato motivo a doglianza alcuna , per cui creiva e crede tuttavia di godere
la piena confidenza di tutti i popolatori di Villacidro : ma standogli
a cuore che sia dall’E.V. in tutt’altro aspetto riguardato,
rinnova le supplicazioni già avanzate nell’interpellanza
gli venne fatta dal Sig. Intendente della Provincia d’Iglesias,
di assumersi informazione su’ capi proposti dal Consiglio suddetto
previi testimoni di sperimentata probità.
L’oratore che non ignora quali siano le persone che ebbero parte
in quest’affare, e quanto loro importi che risultino i fatti esposti,
prevede pur anche quali possano essere i loro maneggi per riuscirvi,
per eludere i quali e prevenire i suborni ardisce pregar l’ E.V.
di commettere la delegazione a persona che non lasci trapelare ad alcuno
de’ su accennati soggetti l’oggetto della delegazione, ed
inoltre d far preventivamente interpellare il Consiglio Comunitativo
a dichiarare se o no abbia inteso ricorrere nel senso in cui sono state
distese le rispettive risoluzioni, e finalmente di raccomandare alla
persona che stimerà di delegare, di fare evacuare ai testi che
verranno somministrati dall’istesso Consiglio, gli articoli per
mezzo di preinterrogatori.
Il supplicante è persuaso che quanto a lui interessa di venire
reintegrato nell’onore pur troppo lacerato con false imputazioni,
altrettanto interessa all’E. V. che venghino rispettati i dritti
di ognuno; epperciò lusingasi che non risparmierà misure
di precauzione onde assicurarsi o della verità de’ fatti
esposti dal Consiglio di Villacidro o della falsità loro, e
Supplica si degni V.E. rilasciare quelle relative disposizioni che stimerà del
caso .
Grazia che le ..............
B. n. 93 doc. n. 12 61
Ill.mo Rev. Mons. Arc. Capo della Giunta Generale del Vaccino *
Il Medico Carlo Todde di questa Città domiciliato a Villacidro
con il dovuto rispetto espone a V. S. Illma Rev.ma che avendo presentito
che le suppliche umiliate a S.E. siano stato rimesse alla Giunta Gen.le
sul Vaccino, ed attendendo la destinazione a Medico Distrettuale* di
Villacidro ove venne proposto dalla Giunta si lusinga che l’ostacolo
potrebbesi presentare per certi capi d’accusa contro dell’esponente
propostisi già da qualche tempo dal Consiglio Comunitativo di
detto Villaggio sarebbe tacciato di un silenzio colpevole se in questo
momento non premurasse far sentire le sue ragioni e difendersi dalle
imputazioni calunniose di cui non esiste prova legale colle quali si
tentò oscurare la sua fama, che geloso di averla meritata e conservata
finora in Cagliari ed altrove intentando la malignità e l’invidia
di pocchi soggetti denigrarla pretende l’esponente a qualunque
costo difendere.
Dagli attestati già presentati alla Regia Segreteria, e da quelli
che ora presenta delle persone più distinte, ed accreditate del
Villaggio rilevasi quanto sia falso d’addurre essere il supplicante
in diffidenza Generale ed esserne il popolo malcontento, non esistendo
questo che in pocchi soggetti, che per la non giusta distribuzione dell’imposta
, come per il pregiudizio di non dover pagare il Medico in quell’anno
in cui non ne ebbero bisogno alcuno, presero motivo d’esserne malcontenti
attizzarli vieppiù al Chirurgo e Speziale loro allineati, poco
premendo loro certamente che restasse l’esponente sotto altro titolo
purchè esenti dall’imposta, come chiaramente si espresse
il detto Consiglio nel primo atto consolare che il Delegato * diferì di
sanzionare finchè per indiretti suoi suggerimenti si levasse la
loro petizione di volerlo per Medico di Condotta*, il che lo può attestare
il Segretario d’allora Notaio Efisio Cadoni.
Tuttoquesto preteso malconteno di questi pocchi doveva cessare, come
cessò, dal momento che l’esponente rinunciò al contratto.
Dagli attestati di vari soggetti dei più distinti di ogni classe
si contradice a tale malcontento supposto ora esistente ed alla pretesa
diffidenza generale; e benchè gl’invidi e maligni non abbian
risparmiato mezzo alcuno per suscitarlo con grave danno di molti malati,
pure l’esponente può vantarsi di godere una media confidenza
nell’Ill.mo e Rev.mo Mons. Vescovo d’Ales che non ebbe difficoltà d’affidargli
la sua preziosa vita e della famiglia, nel clero secolare e regolare,
nelle persone più distinte ed accreditate del Paese e nella maggior
parte anche delle altre come dagli attestati può rilevarsi.
B 93 doc. n. 12 segue
Da questi anche dileguasi l’ombra lasciata all’onore dell’esponente
di avere dichiarato una zitella incinta quando non lo era onde ne naquero
delle discrezioni.
Quanto sia falsa questa imputazione oltre ad osservarsi da una nuova
dichiarazione dei più distinti soggetti e de’ più probi,
men di essere clamoroso il fatto, è una novità per Villacidro;
e tutto il risentimento provenutone contro l’esponente dall’attra
bile* di chi scrisse una tal calunnia derivi.
Forse avrebbesi dato occasione d’aver ordinato un salasso al braccio
ad una zitella perchè contrario al pregiudizio che corre nei villaggi
di salassarsi il braccio? * praticandosi al contrario con molta indifferenza
dal chirurgo il salasso al piede o forse per non accondiscendere a questo
salasso o a qualche altra medicina solita impudentemente somministrarsi
si sarà preso per una prova negativa del supposto? Se questo è si
rimette al giudizio delle persone savie ed intelligenti per decidere
dell’imprudenza dell’operato.
Il ribattere l’accusa d’arroganza, di parlar sconcio e con
strapazi agli ammalati sarebbe un portar tedio molesto ed inutile, mentre
considerando l’addotto negli attestati e adesso da per se stessa.
E questi modi più conformi al genio e rozzezza dell’infima
classe, usuali perciò e comuni a quelli che accondiscendendo ed
approfittando dei materiali e bassi piaceri della plebe si rendono perciò più da
quella ben visti, non potevano attesa la condizone, educazione e modo
di pensare nell’esponente supporsi già ben cognito ai suoi
Professori ed alcune persone insigni di questa capitale.
Sarebbesi ora il capo d’accusa più grave cioè che
abbia tentato un operazione chirurgica con strumenti niente propri dell’arte.
Il fatto estratto dal giornale medico dell’esponente è identico
come lo porta Riverio* alla centuria 3 operazione 71 . Passò l’esponente
all’operazione dopo tentati tutti i mezzi di fargli rigettare il
boccone dopo larghe dosi d’emetico, dopo vari salassi, dopo ventiquattrore,
guardò il viso e collo assai gonfi si osservò un tumore
alla fossa giugulare della grossezza e colore di un arancio prodotto
dall’introduzione fatta dal chirurgo di una grossa candela di cera
per far andar giù il boccone ignorando la struttura e conformazione
dell’esofago a guisa di un imbuto, ond’è che gl’impegnò vieppiù lacerando
colla stirattura e pressione della trachea come da qualche goccia di
sangue comparsa appena introdotta la candela, dalla voce più fioca,
da una piccola tosse si poteva rilevare ?
In questo stato avendolo abbandonato il Chirurgo mosso l’esponente
più dal desio di salvar la vita ad un uomo se per qualche tentativo
vi poteva riuscire, che per tema di pericolarne la fama lasciando morire
senza soccorso secondo Celso, s’azzardò introdurre un fil
di ferro sottile curvato nella punta in forma di un amo, e un gran cautela
sulla bocca evitando che la punta altro che il boccon toccasse, e quando
ebbe questo afferrato tirandolo leggiermente in su in modo che il paziente
in presenza degli astanti asserì aver solo sollevato tre dita.
La resistenza presentata a questa estrazione smussò la punta del’amo
onde fu necessario rifarlo , s’introdusse di nuovo ed ebbe lo stesso
risultato.
Finalmente il bisbiglio e cicaleggio di alcune donnicciuole attorniate
che censuravano l’operazione di cui imponeva la novità al
materiale loro giudizio: e molto più il riflesso che il boccone
per l’impegno presa nella parte lacerata della trachea non era
più possibile estrarlo, allontanò dall’operazione
l’esponente e con dolore lasciò che quell’infelice
cedesse al destino come seguì ventiquattrore dopo morendo soffocato.
Fu chiesto ripetutamente lo sparo del cadavere e non si potè ottenere.
Dall’esposto potrà la S.V. Ill.ma Rev.ma conoscere simili
false ridicole imputazioni, le quali finora non vennero mai apprezzate
dall’esponente perchè non ebbe giammai a supporre che se
si fosse trovato facilmente chi l’inventò per deprimerne
la fama, chi per non perdere il lucro del giorno le ordinò in
stile mordace, non si troverebbe giammai persona intelligente di valutarlo
in modo da vedersi l’esponente tutto a un tratto per quelle rimosso
dalla destinazione alla condotta di Villacidro ; risultando ora di essere
le dette imputazioni partite da soggetti che mai soffrirono che vi sia
un medico, come potrebbesi il Governo informare dai Si.ri Medici Rugiu
che trovasi a Bosa e Trudu a Cagliari che ebbero a soffrire gl’istessi
incontri e disordini per parte dello stesso Chirurgo e Speziale che insolentirono
contro l’esponente, nonostante la moderazione e prudenza colla
quale questi gli tollerò come lo può attestare il prelodato
Ill.mo e Rev.mo Mons. Vescovo e molti altri soggetti degni di fede fra
i quali il Brigadiere dei Carabinieri Reali M. Addis e benchè abbia
l’esponente pregato più volte chi poteva rimediarvi per
porvi riparo avendo certamente altronde dei giusti motivi di farne formale
lagnanza prescindendone pure e sperando nel rimedio promesso volle piuttosto
soffrire e disssimulare tentando ogni mezzo di guadagnarli e persuaderli
a stare all’ordine.
B. 93 doc. n. 12
Ora però non può fare a meno d’invocare in suo favore
la legge a protegerlo impetrando una giusta soddisfazione per tante insolenze
sofferte e calunnie imputategli, standogli a cuore di vedersi degradato
da quei privilegi che S.M. con la laurea dottorale* gli accordò e
messo a livello del Chirurgo e Speziale, anzi vedendosi questi preferiti
all’esponente anche giustificato protestandosi che non sarà per
accettare mai altra proposta condotta essendo altrimenti questa una sufficiente
prova di demerito che l’esponente ovunque si sentirebbe rinfacciare
oltrechè soffrirebbe gl’istessi incontri,; mentre le circostanze
di famiglia, il ben essere di quel clima e la benevoglienza dimostrata
dalla maggior parte più distinta del Paese persuadono a restare
anche da Medico privato.
Supplica si degni la S.V.R.ma prendendo in considerazione l’esposte far
valere queste ragioni presso la Giunta Generale .
Grazie
B. n. 93 doc. n. 12
segue 64
Addì 16 Febbraio 1829 Villacidro
Attestiamo noi sottoscritti capi di famiglia, membri tutti componenti
questo abitato di Villacidro, essere omninamente falso, che il Sig. Medico
Carlo Todde della città di Cagliari in questo domiciliato, abbia
dichiarato zitella alcuna gravida non essendo incinta dachè risiede
in questa popolazione, non avendo noi sottoscritti inteso una tale diceria,
il che non sarebbe rimasto accetto se fosse realmente successo; e massime
se qualche scissura da ciò fosse scoppiata in alcuna di queste
famiglie: d’altronde noi sottoscritti non possiamo che di bel nuovo
comendare la condotta del prefato Sig. Medico Carlo Todde, dichiararci
di lui contenti, e richiamarlo per nostro medico cubiculare*. In fede
di quanto sovra ci sottoscriviamo di proprio pugno.
Il Sottotenente nelle Reali Arm.te Raimondo Sogno
Il Notaio Franco Bolachi
Il Notaio Pubblico Vincenzo Cabriolu
I.te Vincenzo Pittau
Bardilio Ecca Scrivente
Antioco Angelo Ecca Scrivente
Francesco Piga
Notaio Gio Antioco Sabiu
Giuseppe Gilardi
Salvatore Cadoni Depot.
V.a Notaio Francesco Mossa
Antonino Migliardi
Battista Caprioli
Francesco Cannas
Sacerdote Francesco Mocci Vice Parroco
Antioco Angelo Pittau Ex Ammostassen
Scrivente Giovnni Serra
Antioco Carta
Sebastiano Piga Capitano Barracelli
Sacerdote Antioco Vincenzo Longu Vice Parroco
Notaio Francesco Correlli
Bernardino Serra per la Madre Teresa Sogus
Il Notaio pubblico Francesco Bolachi a richiesta dell’attuale Amostassen
Giuseppe Antonio Nonnis illeterato
Il detto Notaio Bolachi per il fratello Salvatore
Il detto Notaio Bolachi per la Madre Vedova Anna Maria Zucca
Il Notaio Antonio Peppino Caria
Francesco Ecca
Allegato alla supplica di Todde all’Arcivescovo
elenco di 48 nomi
Villacidro addì 30 Gennaio 1829
Tutti agricoltori e capi famiglia dell’abitato di Villacidro eccitati
dall’ Ill.mo Signor Medico Carlo Todde della Capitale di Cagliari
e nel detto villaggio stanziato a spiegare con che maniere abbia servito
e atteso codesti abitanti alle occorrenze di malattie con che impegno,
solicitudine ed attività, non possono senz’offendere la
propria coscienza dispensarsi d’attestare che oltre d’aver
communemente inteso dalla maggior parte del Villaggio che quel Signor
Medico abbia fatto delle moltissime guarigioni di malattie critiche e
serie, fra le quali sono anche i medesimi a notizia d’aver guarito
con ottimo successo li Signori Sacerdoti Vincenzo Pittau, Francesco Mocci
e Francesco Ignazio Piras, la Signora Barbara Carta Cadoni, la Signora
Francesca Migliardi, la Signora Raimonda Pais, il Signor Gavino Spisso,
li giugali Giuseppe Nonnis e Rosa Currelli, la figlia del Sig. Notaio
Francesco Bolacchi ed i contadini Vincenzo Pittau e Francesco Aru Margiani,
ditenuti tutti da grave malattia devono candidamente confermare che riguardo
alle malattie dei menzionati Signori Sacerdotie Pittau, Barbara carta
e figlia del Notaio Bolachi, vedendo in progresso che la loro malattia
andava a prendere cattivo aspetto ne instavano tutti tre la consulta
del Sig. Medico Muscas e d’altro Medico della Capitale da che risultò l’approvazione
di quanto osservò il sullodato Signor medico Todde nel corso delle
loro malattie, per essere state quelle governate e trattate giusta i
dettami e regole dell’arte; in conseguenza di che non possono li
attestanti che totalmente dichiararsi ben serviti, attesi, e contenti
della prestazione di questo Sig. Medico protestandosi allo stesso tempo
di volersi nell’avvenire prevalere del medesimo non ostante il
malcontento d’alcuni emoli della stessa professione, che per le
loro private mire vorrebbero screditarlo; e quindi a richiesta dell’istesso
Signor Medico ne fanno tutti li sunominati Soggetti alzare questo testimoniale,
e non si sottoscrivono perchè asseritisi illetterati; Di che Io.........
Il Notaio Pubblico Vincenzo Cabriolu richiestoli
B. 93 doc. n. 12
66
Villacidro lì 5 febbraio 1829
A richiesta dell’Ill.mo Sig. Medico Carlo Toddee, il sottoscritto
non ha dificoltà alcuna d’asserire, ed affermare, come afferma
essere il sullodato Ill.mo Sig. Medico Todde una persona d’ottime
qualità personali, e morali, assiduo ai richiami nella sua facoltà di
Medico, onestissimo, ed affabile con tutte le persone che ha avuto il
piacere di visitare ammalate, servizievole ad ogni momento, che è stato
richiesto fino a quelle ore più incomode si è prestato
ed ha obbidito, poveri fossero, o richi, senza eccezione di persone,
e tanto io posso asserire nelle ragioni che trovandomi occupando il posto
d’Ammostassen nello scorso anno 1828, e quindi sempre al governo
del villaggio lo vidi sempre in continuo motto visitando gli ammalati,
e se qualcheduno volesse oscurare queste verità non possono essere
che persone degnigranti la famma e l’onore altrui, e perchè non
se ne dubiti segno il presente di che &.............
Antioco Angelo Pittau
Ex Ammostasen
______________________________________________
B. 93 doc. n. 12
segue 67
Add’ tre febbraio 1829 Villacidro
Attesto io sottoscritto qualmente non ho motivo alcuno di dolermi della
condota del Sig. Medico Carlo Todde da che trovasi di residenza in
questo villaggio , anzi posso affermare d’essere il medesimo
di mio genio, e piacimento, avendolo veduto visitare con molta assiduità e
frequenza gli ammalati di poveri che richi di questa popolazione e
d’avere pure visitato la moglie e figlia mie in occasone d’essere
state ambedue inferme avrndole trattate con tutta l’attenzione
possibile ed in modo d’essere rimasto contento, motivo per cui
sarei anche contento , che il medesimo Sig. Medico Todde si stabilisse
in questo villaggio, onde poterlo avere da medico cubiculare, che è quanto
posso affermare:
In fede
Il Notaio Giovanni Antonio Sabiu
_________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
segue 75
Caro Dottore. Ero in lutto anch’io in questa settimana e mi èmancato
il tempo per rispondere a tutti. Ai di Lei grandi timori rispondo che
se fa in modo che il Governo s’informi a me saprà le qualità che
ho ravvisato in Lei in ogni tempo e in Villacidro saprò difenderlo
dalle imputazioni degli invidi. Attendo questo eccitamento dal Governo.
Procuri rimettersi in salute prima di ogni altra cosa e poi parta: si
pianti in Cagliari e tempesti. Lei è un uomo che può sempre
parlare lo stesso Vicerè. Ripeto faccia che il governo ne scriva
a me. Saluti la moglie
Ales 27 ...1829 Suo servitore
........................ vescovo
_________________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
segue 76
Villacidro gli 2 Febbraio 1829
Il sottoscritto afferma qualmente che Sig. Medico Carlo Todde ha datto
saggi di buona condotta e di religioe frequentando i sagramenti ed intervenendo
alle funzioni Ecclesiastiche in modo decente, ed esemplare; in oltre
procurando portarsi bene con tutti con affabilità e prudenza visitando
gli ammalati si poveri che ricchi con assiduità ed attenzione
godendo perciò la pubblica universale confidenza di tutto il popolo;
come anche il sottoscritto non ebbe difficoltà alcuna d’avisarlo
quando cadde gravamente ammalato ed anche varie volte per una sua zia,
occorrendogli fare in questi casi come molti altri felicissime guariggione
soffrendo con molta prudenza, dissimulazione i disordini e le trasgressioni
del Chirurgo e Speciale, che in ogni modo hanno cercato di screditare
la fama dissuadendo gli ammalati di dichiamarlo, somministrando di Medicina
di nascosto, ed attribuendone al Medico l’esito infausto. Il che
il sottoscritto l’asserisce per diffendere il detto Medico dall’imputazione
cagliunosa che tendono a farlo partir da qua ove trovasi salariato da
molti particolari, come hanno fatto agli altri medici; ed in fede mi
sottoscrivo
Antonio Vincenzo Longu Vice Parroco
_________________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
segue 77
Il sottoscritto richiesto dal Sig. Medico Todde di fargli un attestato
sulla sua buona condota, come anche dell’opinione che gode nel
publico: attesta esser in quanto al primo di nobile caratere, ed umano,
rispettoso ad ogni sorta di persone esemplare nei suoi portamenti, ornato
di tutte le virtù morali; caritatevole coi poveri e principalmente
coi poveri ammalati; dando a questi soccorso, e pagando moltissime volte
le medicine, che abbisognavano ...... solecito ed attivo nell’assistenza
dei medesimi sempre quando è stato avvisato tanto di giorno come
di notte; lo che il sottoscrittto lo può e lo deve attestare e
in coscienza per essergli succeduto moltissime volte, d’esser stato
avvisato d’alcuni ammalati per ministrargli i sacramenti, chi per
esser le infermità serie e non conosciute dal Chirurgo, andavano
a disporsi ad una funesta conseguenza , non avvisando il Medico per esser
persuasi d’alcuni invidiosi e maligni che il S. Medico era un’ignorante
e che erano più capaci i flebotomisti ed il Chirurgo, che il medesimo
Medico: disingannati poi e spregiudicati di questa idea da qualche sagia
persona avisarono il Medico, e mediante la di lui assistenza hanno moltissimi
ricuperato la pristina salute, e sono tuttora in vita. Questo è quanto
tutto consta del Sig. Medico Todde, e devo affermare in conscienza il
fatto
Sacerdote Frau Mocci
Vice Parroco di Villacidro
B. 93 doc. n. 12
segue 78
Certifico io sottoscritto qualmente il Sig. medico Carlo Todde come salariato
in codesto convento nello scorso anno 1828 ha visitato il Comm. il
Frate Agostino Commino, il frate Raimondo Achenza ed il Frate Nicolò Marcello,
tutti però in diverse infermità; e parimenti il suddettoMedico
Todde per petizione di questa molto onorata Comunità è stato
nuovamente assalariato pel presente anno.
1\829 In fede
Frate Effisio Laconi comm.te
_________________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
segue 79
Villacidro 3 febbraio 1829
I sottoscritti non hanno difficoltà alcuna d’attestare
che fin dal primo settembre mille ottocento ventisette in cui i villacidresi
hanno avuto la sorte d’assalariare per Medico loro cubiculare Cumunale
gl’Ill.mo Sig. Medico Carlo Todde Egli sia stato un soggetto d’ottime
qualità personali, e morali assiduo sempre ai suoi doveri, affabile
con gli ammalati che lo hanno richiesto senzachè mai abbia dato
motivo di lagnanza alcuna e se qualcheduno ne ha voluto oscurare il suo
nome, non son altri che quei spiriti torbidi del ben pubblico come lo
possono i sottoscritti affermare, assicurando esser il Medesimo Medico
necessario ed utile a tutto il Commune mentre si trova privo d’un
soggetto abile alla guarigione della salute umana, e tanto è ciò vero
che con la sua arte guarì perfettamente la Signora Francesca Migliardi,
ed il Sottoscritto Sacerdote Vincenzo Pittau che gravamente si trovava
ammalati, oltre a moltissimi altri, quali sarebbero tutti periti se non
fosse dall’arte medica del l’Ill.mo Sig. medico Carlo Todde
e perchè non se ne possa dubbitare si segna, dai sottoscritti
il presente certificato, di che ..........
Vincenzo Pittau
Antonino Migliardi
Sebastiano Piga Capitano di Barracelli
Salvatore Cadoni
Franceco Piga
Francesco Ecca
Battista Caprioli
B. 93 doc. n. 12
segue
Carabinieri Reali Villacidro lì 3 Febbraio 1829
Il sotoscritto a richiesta del Sig. Medico Carlo Todde dimorante in questa
concede testimoniale d’essere stato liberato da grave malattia e d’aver
sperimentato la di lui capacità e diligenza ed affabilità tanto
in quest’occasione che in altre malattie della moglie e figlio, per
cui dovette di lui formare ottimo concetto uguale a quello che possano averne
tutti li abitanti di Villacidro .....
Il Comandante la Stazione
Addis Luigi Brig.
___________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
segue 81
Add’ ì 3 Febbraio 1829
L’infrascritto a richiesta dell’Ill.mo Sig. Medico Carlo
Todde nativo di Cagliari e residente in questo Villaggio , non ha alcuna
dubbio di attestare si come in verità attesta e certifica, che
dietro il Contratto di Condotta fatto con questo Consiglio Comunitativo
per servire nella sua professione di Medico a tutta questa Comunità,
egli sin dal primo di Settembre dello scorso anno 1827 si portò in
questo Villaggio con gran desiderio ed accettazione di tutti questi buoni
individui e massime dei Sig. Ministri di Giustizia e Carabinieri Reali,
dei Parrochi, di tutte le persone letterate e Principali, del Chirurgo
Vincenzo Caria e dello Speziale Clemente Achenza, quale ultimo anzi nel
Luglio di detto anno 1827 sarebbe caduto ammalato con attacco di febbri
di stagione, e venne anche prima del contratto visistato ed atteso dal
prefato Sig. Medico con un felice avvenimento.
In tutto il tempo del suo servizio poi e dimora tratta in questo luogo
fino a questo momento si è riconosciuto desso Sig. Medico essere
di buoni, onesti, e lodevoli costumi portandosi bene e pacificamente
con tutti e frequentando le funzioni di Chiesa. E’ stato pronto
a tutte le ore ove abbia avuto avviso ed assiduo ad accorrere e visitare
gli ammalati di qualunque condizione fino alla loro guarigione,essendo
possibile. Si è veduto trattar tutti e sani ed ammalati colla
massima moderatezza, e con tutta dolcezza, ed affabilità. Egli è quindi
in certa confidenza ed in buon concetto di tutti e si riputerebbe invero
buona sorte se potesse venir destinato per Medico di questo Distretto.
Il sottoscritto non solo si persuadeva delle giuste istruzioni, e buona
pratica del detto Sig. Medico, ma ha dovuto pure sentirne le grate e
felici sperienze poichè essendo caduta ammalata la moglie del
sottoscritto nel 10 settembre 1827 con accesso di febbre, per l’attendenza
del medesimo Sig. Medico in breve riacquistò la prstina salute.
Cadde inoltre ammalata di grave malattia la cognata del sottoscritto
la minore Lucia Rugieri nel 28 giugno del precorso anno 1828, ed essendo
stata attaccata da continue febbri nel 24 Luglio 1828 si credeva da tutti
gli astanti di dover partirsene all’altra vita, tantochè nel
giorno seguente venne sagramentata. Eppure la solita prudenza, assiduità ed
interessamento del detto Sig. Medico si può dire che è stata
la suriferita giovinetta Rugieri sottratta dalle fauci di una immatura
morte.
Se poi la fu sorella del sottoscritto la celibe Emanuela Correli, che
cadde ammalata lì 6 novembre 1827, finalmente venne a morte di
consunzione sotto gli 8 Aprile 1828; non se ne può da ciò attribuire
alcuna colpa al suddetto Sig. Medico mentre questi da principio la portò già ad
uno stato di convalescenza ma dessa convalescente per qualche colpo d’aria
ricadde ed avendo da se senza scienza desso Sig. Medico e neppure del
sottoscritto preso l’ipecauana sotto il 22 dicembre 1827 immantinente
da quello sproposito ne seguì, che le avesse fatt ..... una insolita
gravissima febbre e fu quindi necessario apportarselei Santi Sagramenti
nel giorno successivo, né potè più ripararsi del
tutto il grande.... che le cagionò nella sua debole macchina la
detta premorienza. Che è quanto in breve può attestare
l’infrascritto, instato come sono . Del che ....
Not.o Francesco Correlli
________________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
83
Addì 3 di febbraio 1829 Villacidro
L’infrascritto previa instanza dell’Ill.mo Sig. medico Carlo
Todde residente in questo villaggio, è in dovere di attestare,
come di buon grado attesta e certifica, che il prefato Sig- Medico essendo
stato salariato per servire nella sua professione a questa Comunità sin
dal Settembre dello scorso anno 1827 si è sempre portato bene
accorrendo con dolcezza ed assiduità a tutti gli ammalati che
vi sono stati, si poveri, che benestanti, è stato sempre tollerante,
affabile, e manieroso con tutti nella sua professione non ha risparmiato
fatica, ed ha fatto delle buone guarigioni e lo stesso infrascritto ne
ha avuto degli ottimi risultati delle buone maniere e capacità del
detto Sig. Medico nell’ocasione che cadde ammalata di grave e complicata
malattia la Moglie del sottosritto, lo che era 10 Agosto del precorso
anno 1828, infatti che venne dessa ammalata trattata con tutta avvertenza
e con si buon successo, che in breve spazio di tempo giunse ad uno stato
di convalescenza, ed è quindi guarita perfettamente ad onta delle
terribili e pertinaci febbri, che le diedero assalto massime nel Puerperio.
E’ pure l’infrascritto informato d’altre consimili
molto felici guarigioni operate in questo villaggio dal predetto Sig.
Medico Todde quali per brevità tralascia d’individuare,
attenendosi solo ad affermare che oltre d’essere amato desso Sig.
Medico per tutte le sue gentili e grate maniere d’operare, sarebbe
stato già avuto anche in ottimo concetto di tutti gl’individui
di questo villaggio, che tengono buon discernimento a che disinteressati
fanno giustizia al merito del prossimo.
In fede di che tutto rilascia il presente attestato e si sottoscrive.
Del che
Notaio Effisio Cadoni
_______________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
segue 3 febbraio 1829 84
Villacidro lì 3 Febbraio 1829
Io sottoscritto affermo come dal primo settembre 1827 fino al presente
il Sig. Medico Carlo Todde dimorante in questo Villaggio non ha datto
motivo alcuno di lagnanza né di dispiacere nella sua condotta,
portandosi con tutti con modi affabili e docili, visitando tutti tanto
di giorno che di notte con tutta assiduità ed attenzione non
negando mai neppure ai poveri ed ai carcerati; alle cui maniere accorreva
tutto il Commune invittandolo con tutta confidenza a visitargli ed
anche il sottoscritto non ebbe difficolà alcuna di chiamarlo
per vedere la sua figlia caduta gravemente ammalata il giorno quindici
di Luglio dello scorso anno, ed ove diede esempi di moderazione e di
genio pacifico soffrendo pazientemente tante volte che il Chirurgo
Vincenzo Caria non avesse eseguito le sue ordinazioni, motivo per cui
si ritardò tante di far quelle operazioni che l’arte premurosamente
chiamava e colla sua prudenza trattenendo il sottoscritto di fare quelle
rimostranze al Governo per arte medica somministrate parte senza suo
ordine che portavano grave nocumnto all’ammalata parte mal preparate,
ed alterate dal tempo che non potevano far quel giovamento che se no
spettava, anzi ne disturbavano il buon esito.
Gli stessi disordini il sottoscritto potrebbe certidficare essere accaduti
in molti ammalati, e precisamente nell’ultima malatia di Giuseppe
Luigi Mocci , che trovandosi il Sottoscritto in qualità di notaio
Pubblico rogando il Testamento del suddetto Giuseppe Luigi Mocci, ordinò il
Sig. Medico Todde che prontamente se gli dasse un salasso al braccio
per una violentissima infiammazione di petto, ed invece il Chirurgo Caria
d’ubbidire a tal ordine dissuase l’ammalato e la famiglia
con parole screditanti il Sig. Medico e non lo salassò che poche
ore prima di morire, ed al piede.
Atteso l’esposto il sottoscritto non ha difficoltà alcuna
d’affermare che tutte le imputazioni fatte all’Ill.mo Sig.
Medico, non possono essere che vere calunnie di pochissimi soggetti invidi
e che quasi tutto il Commune contentò d’averlo assalariato
l’anno scorso, è contentissimo d’averlo per Medico
fisso ossia Medico di Condotta, e perchè mi segno di proprio pugno...
Il Notaio Franco Bolachi ..............
_________________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
segue 86
Villacidro addì 4 Febbraio 1829
Il sottoscritto richiesto dall’Ill.mo Signor Medico Carlo Todde
di fargli un attestato di buona condotta e dell’opinione che gode
nel pubblico, affermo che da quando il detto medico è a Villacidro è vissuto
con pubblica generale approvazione portandosi bene con tutti , accorrendo
a tutti li ammalati, trattandoli con ogni attenzione ed assiduità,
usando delle maniere dolci e caritatevoli e come tale fu ricercato da
molti in varie gravi malattie, le quali guarì con ottimo successo
tuttochè o distornando l’invidiosi ed i maligni, ed alcuni
soggetti della stessa facoltà non abbiano risparmiato tentativo
alcuno, come anche a screditarlo presso il pubblico. Ciò non ostante
posso assicurare, che quasi tutto il commune lo desidera per Medico di
Condotta a preferenza d’ogni altro, come per tale ne alzo il presente
testimoniale
Il Not.o Pubblico Vincenzo Cabriolu
B. 93 doc. n. 12
segue 87
Addì 31 Dicembre 1828 Villacidro
Attesto io sottoscritto che avendo con frequenza trattato col Sig. Medico
Carlo Todde nello spazio d’ un anno e quattro mesi in questo villaggio
di residenza stipendiato gratuitamente da questo Comune, non ha dato
motivo di doglianza alcuna di sua condotta si nella professione, che
nol portarsi in Cosietà; avendo rilevato essere un uomo assiduo
nel visitare gl’infermi, amabile e tollerante nel trattarli; soferente
nello spiegare loro il modo d’adattare i medicamenti da lui prescritti,
per avere in mia presenza visitato alcuni poveri, fra i quali Antonio
Agostino Murgia infermo da parecchi mesi ed estremunziato, ed ora perfettamente
guarito, e quindi non devo che comendare il buon portamento del sullodato
Sig. Medico Carlo Todde in tutti e singoli i rapporti sociali, e doveri
della professione medica, come cos’ lo intesi pure predicare dalla
maggiore e più sana parte di questi miei compagni, a riserva si
dice oltre che mal sofrono medico in Villacidro per far essi da medico,
da chirurgo e da speziale: che è quanto ingenuamente mi consta
e posso certificare, e perchè ......
Il Sottotenente nelle R.i Armate
Raimondo Sogno
________________________________________________________
B. 93 doc. n. 12
Addì 3 febbraio 1829 Villacidro
Certifica il sottoscritto qualmente essendosi presentato il molto Illustre
Medico il Sig. Carlo Todde in questa di Villacidro e già assalariato
nello scorso anno per tutte le malattie Comunali di questo pretendendo
un dettaglio sulla sua Proffessione, non può il sottoscritto negare,
ed appertamente dire, che avendo contrato una grave malatia di febri
cuotidiane nel mese di Giugno del detto scorso anno 1828; a non essere
dell’assistenza del suindicato Medico, forse sarebbi perito, se
non fosse stata vivace la dovuta attendenza medicale ; per mezzo della
quale, e con la volontà divina, venne ristabilito frà breve;
in seguito alla convalescenza del sottoscritto la moglie dello stesso
venne attaccata da una infiammazione intestinale, che per necessità dovrebbe
conchiudere i suoi giorni se per accaso in questo villaggio fosse mancato
un tal soggetto, od altri di simil professione, e questi anche non conoscendo
la condizione della donna li avrebbe potutti sorprendere, in non conoscerne
i sintomi della malatia, la diligenza però d’un tal soggetto
fecce conoscere la sua capacità , cioè interessandosi di
giorno e di notte senza risparmio d’ora in visitare l’ammalata,
ed applicando a tempo le dovute medicine per mezzo della quali a Dio
grazie la rese sana d’una malatia, la quale se non vi si fosse
trovato in questo luogo un tal soggetto certamente il sottoscritto sarebbe
rimasto vedovo persa la sua compagna per non esservi stato tale aprodamento
perchè a dir il vero in questo luogo trovansi molti i quali si
vantano esser capaci d’una tale proffessione, e sono peggio dei
giumenti mandando al sepolcro or uno or lìaltra colla massima
indifferenza come carneffici della Pubblica Beccaria della bestie irrazionali,
i quali attesa la loro ignoranza, screditano la miglior persona d’onore
sebbene fosse spiccata dal Superior Governo; entusiasmo sempre avuto
in questo luogo, chi brama ignoranti e non persone di talento e di buona
condota, il che tutto nasce dagli ideali arroganti del luogo superbi
senza sappersi a dove pottrà mai tendere il loro aggire, che solo
alla ignoranza maliziosa e di malignità piena, ch’è quanto
certiffica sul vero e pottrebbe anche esporlo pubblicamente che &
Notaio Francesco Mossa
_________________________________________________________
B. n. 93 doc. n. 14
E C C E L L E N Z A
Il Medico Carlo Todde di questa Città riferendosi a quanto ebbe
altra volta l’onore di rassegnare all’E.V. per rapporto ai
richiami inoltratisi dal Consiglio Comunitativo di Villacidro si reca
a dovere di umiliarle i certifiacti spediti dal Clero, Comandante la
Stazione de’ Carabinieri reali, e persone più accreditate
del paese, non che una lettera confidenziale di Monsignor Vescovo d’Ales
per somministrarle un argomento che non è la Comunità di
Villacidro disgustata per la condotta del ricorrente, ma è un
vero spirito di partito che ha determinato quell’ Amministrazione
Locale ad inventare e supporre dei fatti che non sono esistiti che in
mente de’ seduttori della medesima.
Questi sono lo Speziale Clemente Aquenza e Chirurgo Vincenzo Caria, i
quali e per poter senza soggezione alcuna esercitare la facoltà medica;
ed anche per non essere più sottoposti a delle ragionevoli riprensioni
allorchè o la Spezieria non trovavasi provveduta degli occorrenti
medicinali, o questi si riconobbero alterati o sostituiti senza criterio,
meditarono di sedurre il Consiglio e vi riuscirono facilmente per mezzo
anche del Delegato di Giustizia* e Scrivano della Curia* che occupa anche
l’impiego di segretario Comunale, i quali in ogni occorrenza regolano
e dirigono a loro talento i membri componenti della Amministrazione locale.
La ricetta spedita dal Chirurgo che ho l’onore di unire convince
che il medesimo la faceva da vero Medico; e le annotazioni dello Speziale
sulle ricette spedite dal Supplicante persuadono che la Spezieria si
teneva poco provvista.
Il supplicante ha fiducia che l’E.V. avrà avuto riguardo
alla rassegnanza precedente e che avrà commesso l’informazione
de’ fatti esposti in essa a persona integra, onde spera che non
sarà lontano il caso di convincersi che il medesimo oratore non
ha per rapporto alcuno demeritato e che non gli stanno le mortificazioni
che sta ricevendo.
Troppo stando a cuore al Supplicante di venire reintegrato in quel grado
di riputazione che godeva e che ha saputo procurarsi coi suoi assidui
studi e condotta
sempre uguale si fa ardito in supplicare l’E.V. a degnarsi d’accertarsi
in ogni modo della condotta dell’oratore, di cui potrà anche
somministrarne prova irrefragabile il prelodato Mons. Vescovo qualora
ne venga da V.E. richiesto e dello spirito di partito che domina ne’ già accennati
soggetti, di uni? potrà attestarne il Medico Trudu che sperimentò le
stesse persecuzioni, e quindi lasciare quelle disposizioni che crederà del
caso a protezione dell’innocenza e ad umiliazione dell’impostura.
Chè grazia
_________________________________________________________
B. 93 doc. n. 15
A Monsignor Arcivescovo di Cagliari
10 Febbraio 1829
Dopo che il sottoscritto con Nota del 9 scorso Gennaio fece conoscere
all’Ill.mo Rev.do Dev.mo Monsignor Nicolò Navoni Arcivescovo
di Cagliari ..... Presidente della Giunta Primaria sul Vaccino essere
intenzione di S. E. il Sig. Vicerè , che non convenendo affidare
la Condotta del Distretto di Villacidro al Medico Carlo Todde pei motivi
accennati in essa nota proponesse la Giunta un altro soggetto per quel
Distretto, il suddetto Medico Carlo Todde nel 31 stesso mese rassegnò una
supplica alla prelodata E.S. domandando di riceversi informazioni su
i capi d’accusa contro di lui proposti dal Consiglio Comunitativo
de Villacidro, l’E. S. ha riflettuto che non ostante qualunque
riguardo che possano meritare dell’attestati , e non ostante pure
che il ricorso fattosi contro il detto Medico Todde a nome del Consiglio
Comunitativo dovesse soltanto attribuirsi all’influenaza di pochi
particolari, ciò che tendono a dimostrare le informazioni implorate
da esso Medico, mentre nel novero di questi pochi sarebbero compresi
il Chirurgo e lo Speziale del suriferito Villaggio dubito se anche supponendosi
vero l’esposto in dette suppliche fosse conveniente di destinare
a Medico di Condotta il prenominato Todde in un Villaggio dov’è così mal
visto e odiato dal Chirurgo e Speziale i quali sembrano altronde godere
della stima del pubblico.
Nell’avere perciò la prelodata E.S. sospeso ogni provvedimento
sulle dette informazioni desiderando di conoscere prima sul proposito
il sentimento della sovradetta Giunta ha ordinato al sottoscritto di
comunicare alla medesima il ricorso del Consiglio unitamente alle Suppliche
summenzionate del detto Medico Todde colle annesse pezze, onde considerare
se il contenuto sia in grado di far conoscere il suo parere per assumersi
l’informazione dimandata dal suddetto Medico Todde, oppure la nomina
del medesimo o d’altro soggetto a Medico di Condotta di Villacidro.
Si fà pertanto il sottoscritto una doverosa premura d’adempiere
l’ordine datogli, e profittando della circostanza per rinnovare
al suddetto Mons. Arc.vo gli atti del suo riverente ossequio
CHI SCRIVE ?
_________________________________________________________
B. 92 doc. n. 3
Ricevuto il 2 marzo 1829
ECCELLENZA
Il Sindaco e il Consiglio di Villacidro unendo l’atto Consolare
col dovuto rispetto rappresenta all’E.V. che quel Comune non potrà mai
godere di vantaggi che il Sovrano ha divisato di recare ai suoi sudditi
collo stabilire i Medici di Condotta se verrà destinato a quella
di Villacidroil Medico Carlo Todde.
Quelli abitanti hanno concepito una aversione tale al Medico suddetto
che pendente anche il contratto del medesimo col Comune, malgrado concorressero
al pagamento dello stipendio convenuto non si servivano avendone bisogni
della di lui opera.
Cresciuta quella avversione colla fermezza del Todde nel voler restar
Medico del paese a dispetto di tutti , è diventata massima ora
che si sa che debba essere Medico di condotta, e che abbia voluto esserlo
di Villacidro a preferenza di qualunque altro luogo per dar disgusto
ai villacidresi.
Essendo le cose in questo stato si può facilmente capire quale
grado di confidenza possa esservi tra gli ammalati ed il Medico e quale
utilità possa risultare al paese dal sistema, da cui per altro
deve ripromettersi un reale vantaggio.
Non deve dissimulare il Consiglio che in Villacidro vi siano alcuni che
proteggono la causa del Medico, ma si a questa simpatia o civiltà egli è positivo
che in generale egli non va a sangue, ed il Consiglio non teme certamente
che possa esser smentito su ciò che viene da esporre.
Epperò supplica si degni V.E. preso in benigna considerazione
l’esposto destinare altro Medico per la Condotta di Villacidro.
Grazie &
________________________________________________________
B. 92 doc. n. 3
Addì 22 Febbraio 1929 Villacidro
Radunatosi questo Sindaco e Consiglio.............ed intervento del Delegato
di Giustizia e fatta proposta dal Sindaco se ................convenga
...............che va farsi al Consiglio................d’alcuno
i particolari di questo Villaggio che come ....................la Condotta
del Medico del Signor CarloTodde...............rispondono
che gli consiglieri che non può comportarsi che dei particolari
s’arroghino una facoltà non propria e si .........................in
un impegno che pregiudica la parte più debole del popolo che
sono appunto i poveri, fatuità dei quali é chiaramente
consueta al Medico di Condotta.
Potersi dubitare della capacità del detto Medico per la stravaganza
di aver dato acqua gelata a una puerpera che dovette subito morire, nonché può esigere
l’attenzione dei superiori sinché i certificati suddetti.
Che queste pezze altronde insignificanti ed ..................fanno rilevare
che il Medico si é già fatto a Villacidro un numero di
seguaci fra i quali sono delle persone messe altra volta in osservazione
del Governo.
D’essere difficile che egli possa conciliarsi la stima e far cessare
la diffidenza mentre minaccia tuttavia di voler restare in faccia al
popolo ed a dispetto del medesimo.
E finalmente, che l’età sua non matura fa dubitare di un
buon contegno e non da luogo a sperare che possa .........................nelle
funzioni di ........................
Con quali ragioni, vogliono i Consiglieri che il Sindaco .......................e
faccia conoscere ................e la migliore convenienza del popolo
di avere in questa condotta un Medico esperto, come lo notificano............................in
lingua volgare, e per essere illetterati fanno il solito segno della
croce.
Avvocato Antonio Ravot
+ Segno del Sindaco Antioco Sollai
+ Segno di Croce del Consigliere Sisinnio Deidda
+ del Consigliere Antioco Cosseddu
+ del Consigliere Raimondo Aru
Assente Raimondo Onidi
+ del Consigliere Sisinnio Lai
+ del Consigliere Vincenzo Pittau
Notaio Cosimo Spano Segretario
Corrisponde in fede il Segretario di Comunità Cosimo Spano.
Iglesias 23 Febbraio 1829
L’Intendente Generale Pintor Porcu
B. 92 doc. n. 4 37
Ricevuto 7 Marzo 1829 28 Febbraio 1829
ECCELLENZA
Il Sindaco e Consiglio di Villacidro presentando la risoluzione di Giunta
deve suo malgrado esser molesto all’E.V. onde prevenire le conseguenze
che possono nascere nel paese a danno della tranquillità del
medesimo.
Dopo un lungo contrasto nel quale il Consiglio per unanime consenso di
tutti quelli abitanti voleva che il Medico Carlo Todde non s’intendesse
più Medico fisso del paese dopo il trascorso di un anno e questi
all’opposto vi si voleva sostenere a dispetto di tutti in forza
di un contratto in cui non vi era alcuna sorta di uguaglianza, finalmente
esso medico ha ceduto, ed in conseguenza si credeva che non dovrebbe
più molestia a quel Comune.
Ma il Medico suddetto protetto, e forse consigliato da alcuni che godono
vedendo irrittati quelli abitanti contro il Consiglio, meditava di stare
a Villacidro con un’altra qualità, e per quanto se ne sente é stato
eletto Medico di Condotta di quel distretto.
Questa notizia ha fatto universalmente impressione nel paese perché conoscono
che in certi oggetti ed in quelli massime che sono i più contemplati
nel sistema non possono sotrarsi al governo del Medico surriferito.
Eperciò il Consiglio conoscendo che in questo non si aveva alcuna
confidenza, anzi era generalmente odiato, e vedendo che per la circostanza
non si poteva conseguire quel vantaggio che il Sovrano ha avuto in mira
nello stabilire i Medici di Condotta, é ricorso all’E.V.
implorando che al Medico Todde si dasse un’altra destinazione.
Con questo ricorso il Consiglio non ha fatto che il suo dovere: ha fatto
ciò che esiggeva il desiderio universale, contro cui non si può calcolare
il voto di pochi che si risparmia di nominare.
Mentre si attendono in proposito le provvidenze alle quali, qualunque
siano il Comune di Villacidro é pronto adattarsi, occorre che
nella sera dei 23 dello Scorso Febbraio é stato attaccato nella
porta del Segretario del Consiglio, lo scritto che si presenta.
Qualunque sia la mano che ha vergato questo scritto, qualunque sia la
persona che ha divisato di farlo, é sempre un insulto al Consiglio
e all’intiero Comune, un’insulto che compromette la tranquillità del
paese e può produrre delle conseguenze funeste.
Il Consiglio rassegnante crederebbe di mancare al suo dovere se lo lasciasse
ignorare all’E.V. che può mettere riparo agli inconvenienti
che possono nascere, e quindi
Supplica si degni la Medesima lasciare in proposito le più pronte
ed efficaci provvidenze.
__________________________________________________
B. 92 doc. n. 4
Addì 27 Febbraio 1829 Villacidro
Radunatisi il Sindaco, Consiglieri nella solita forma con permesso ed
intervento del Sig. Delegato di Giustizia e fattasi proposta dal Sindaco
se sia ben fatto che nel giorno immediato alla Seduta delli 22 corrente
siasi messo di notte tempo un cartello nel Portone delle case dell’infrascritto
Segretario che ne fece di suoi lamenti, e lo trova scritto nei seguenti
termini -
“
A crepacuore di chi non vuole tornerà il Medico Todde e resterà in
Villacidro quanto vorrà “
Li Consiglieri tutti dopo d’aver inteso, e capito il senso delle
parole lettesi in volgare, unanimi corrispondono: Che i termini del detto
cartello hanno veramente dell’impertinente, e sembra pure un’insulto,
ed un disprezzo l’affissione fattosene nel detto Portone. Che il
Consiglio ha dei Superiori da reprimerlo se non opera per zelo, e con
quella facoltà, che pare venga accordata nella stessa sistemanzione
dei Medici di Condotta, mentre chi abbisognano di Certificato del Consiglio
dopo il Biennio. E mentre ha da rispettarsi l’Impiego, ed il Corpo
Comunitativo benchè vogliasi ferire le persone componenti lo stesso
Corpo, bisogna rimettere originalmente il detto cartello ai Superiori
per qualsivoglia uso che sembri conveniente autorizzando, come autorizzano
il detto Sindaco a ricorrere, e far conoscere d’esser vero, come
si è esposto, che il Sig. Medico Todde ha trovato dei Fautori,
ma però persone, che fanno giuocar la penna, non già i
zappatori, ed i poveri giornalieri per i quali il Sindaco e Consiglio
ha preso la difesa, come lo notificano previa lettera fattane in lingua
volgare, e per esservi ascriti illeterati fanno il solito segno della
croce del che ....
Avv.to Antonio Ravot Delegato
Segno + del Sindaco Antioco Sollai
+ del Consiglier Sisinnio Deidda
+ del Consigliere Salvatore Cosseddu
+ del Consifgliere Raimondo Aru
+ del Consiglier Raimondo Onidi
+ del Consigliere Sisinnio Lai
+ del Consigliere Vincenzo Pittau
Not.o Cosimo Spano Segretaro
Corrisponde In fede
Il Segr.o di Comunità Cosimo Spano
V.a Si approva
Iglesias 28 Febbraio 1829
l’Intendente Prov.le
Pintor Porcu
___________________________________________
B. 92 doc. n. 5
5 marzo 1829
La Giunta Primaria sul Vaccino e Condotte Medico-Chirurgiche radunatasi
nel giorno 5 del corrente Marzo si è fatta in dovere d’occuparsi
specialmente dell’esame dei vari capi d’accusa proposti contro
il medico Carlo Todde dal Consiglio Comunitativo di Villacidro unitamente
alle due suppliche del predetto Dott.e colle pezze annessevi per poter
così aprire il suo sentimento richiesto con memoria della Regia
Segreteria di Stato e di Guerra dei 10 precorso Febbraio.
Considerando che le attestazioni implorate dal Medico Todde sulla sua
condotta ed accettazione presso la Comune del suddetto villaggio appartengono
alla classe più distinta ed accreditata della popolazione ed a
più di 50 capi di famiglia di probi contadini, i quali non avrebbero
potuto ignorare imputazioni di tal natura, la Giunta non esitò a
persuadersi delll’intrigo del prefato ricorso. Era già a
notizia della Giunta che lo Speziale e Chirurgo di Villacidro, intenti
a conservarsi d’accordo i frutti d’una scienza loro straniera,
han sempre fatto aperta guerra a qualunque medico abbia tentato di stabilirvisi,
ond’era ben supponibile che presentendo prossima la sistemazione
dei medici distrettuali raddoppiassero questi i loro sforzi per impedire
l’installamento del Medico Todde in circostanza massime, in cui
servivano di possente appoggio i raporti di parentela, e d’amicizia
col delegato di Giustizia, e con vari membri del suindicato Consiglio.
La Giunta intanto che ha avuto già l’onore di far presente
a S.E. con memoria dell’ 11 scaduto Febbraio quali ostacoli s’opponevano
al pronto realizzamneto del R.o Stabilimento dei Chirurghi e flebotomi
in questo capo, non può ora dispensarsi dal far osservare, che
la maggior parte dei medici che avrebbero potuto prender parte dei servizi
delle Condotte instruiti appieno delle conseguenze di tali incovenienti
hanno ricusato fin dal primo invito, che loro diresse la Giunta, e vede
ora con rammarico titubare sulla loro scelta quelli stessi che avevano
accettato: qualcuno ha già deciso di recedere dal contratto impegno.
Epperò la Giunta in vista di questo generale scoraggiamento crede
di massimo interesse del Governo di sostenere nella sua destinazione
a medico distrettuale di Villacidro il Dottore CarloTodde . Le Autorità non
mancano di mezzi per contenere nei limiti del loro dovere questi invidi
facoltativi; e si lusinga per altro la Giunta che tornando loro inutili
questi primi tentativi, impareranno a cercare nella Chirurgia i legitimi
loro compensi e le popolazioni ad apprezzare i benefici della Medici
Qualora poi S.E.desiderasse per maggir appagamenmto ulteriori rischiarimenti
sulla verità del sunominato richiamo, la Giunta opina, che si
potrebbe prevalere dell’integrità del Sig. Intendente della
Provincia d’Iglesias e dell’Ill.mo Rev.mo Monsignore Vescovo
d’Ales col comunicar loro le carte d’accusa e coerenti difese.
Volgendo quindi la sua attenzione alla proposta del medico distrettuale
di Pozzomaggiore, che la Giunta Superiore di Sassari ha rasseganto a
S.EE. con memoria dei 12 decorso Febbraio, in favore del Medico Dott.
Gavino Bene, con ciò però che possa dimorare in Tiesi sua
patria, la Giunta Primaria ha riflettuto, che non sarebbe conveniente
di privare la Comune di Puzzumaggiore dei vantaggi, che le accorda la
Legge coll’art. 14 del Rewgio Editto, sulla sola speranza, che
non tarderà il sulodato villaggio a provvedersi di medico locale;
ed è d’avviso, che una tal grazia darebbe campo ad implorarla
a tanti altri medici e chirurghi distrettuali, che hanno ugual desiderio
od ugual bisogno d’una residenza più adatta alle domestiche
circostanze.
Premurosa finalmente la Giunta di risparmiare ogni maniera d’incomodi
e spese che soffrirebbero gli impiegati del Regio Sstabilimento nel dover
prestare il loro giuramento per se o per procura nella Capitale, ha deliberato
di portare ciò a conoscenza di S.E. pregandola di autorizzare
le Giunte Provinciali a ricevere il prefato giuramento.
Nicolò Arciv. di Cagliari
Tola S. Az. .. di S.M.
Caboni S.G.le
Fois Capo Giurato
Boy Protomedico G.le
Cossu Pref.to di Mat. Medica
.... Direttore Generale del Vaccino
Piso Conserv.re Gen.le del Vaccino
_________________________________________________________
B. 865 doc. n. 2
A Monsignor Vescovo d’Ales
21 marzo 1829
Desiderando sapere con certezza quale condotta abbia tenuto in Villacidro il
Dottor Carlo Todde dal Luglio 1827, in cui stabilì colà il suo
domicilio in seguito al convenio stipolato con quel Consiglio Comunitativo
per Medico fisso della Popolazione,quale accettazione abbia egli incontrato
presso quelli abitanti, e quale sia la confidenza che i medesimi in lui ripongono
non posso ad altri meglio rivolgermi che alla S.V. Ill.ma.
La prego pertanto a volerne prendere riservatamente le opportune cognizioni
ed informazioni indi ed informarmi del risultato. Mentre gradirò i di
Lei riscontri su questo particolare, bacio la....
Vicerè ?
compreso nella stessa minuta
Al Sg. Intendente Provinciale d’Iglesias
21 Marza 1829
Dovendo essere pienamente accertato delle imputazioni fatte dal Consiglio
Comunitativo di Villacidro al Medico Carlo Todde di questa Città colà dimorante
trasmetto ... ai quali vanno uniti i capi d’accusa, il ricorso
del suddetto Consiglio affinchè ne prenda segreta cognizione,
verificando nel tempo istesso se insista la diffidenza nella quale si
suppone il Medico Todde essere presso quegli abitanti oppure sia questa
un pretesto di pochi malevoli che vorrebbero allontanarlo dal Villaggio
come egli ha esposto nei due suoi ricorsi, che parimenti le trasmetto
per di Lei norma nello scoprire la verità.
Attenderò, che Ella eseguisca quest’incarico con tutta circospezione
e zelo informandomi del risultato colla maggior possibile premura e preggola...........
B. 865 doc. n. 2
25 marzo 1829
E C C E L L E N Z A
Parrà un po' troppo quello che scrivo a Vostra Eccellenza in
favore del Medico CarloTodde; intanto però gli rendo giustizia
ed io non devo mentire. Io sarei il Vescovo più fortunato per
quella porzione di greggia che mi è affidata se ogni individuo
si qualificasse come si qualifica nel suo portamento il Medico Todde
tanto dell’uomo morale. In quanto all’uomo Sociale devo dire,
che appunto il di Lui discernimento in distinguere le Persone con le
quali trattare, e le case nelle quali abitare forma quella mancanza di
confidenza, che essendo particolarissima a quei pochi che gli sono perciò appunto
nemici perchè non si assoccia ai loro stravizzi, essi la chiamano
universale e di tutto il popolo. Non è però così .
Nissuno ha motivi particolari di risentirsi di Lui, e nissuno gli vuol
male.
Considerato come Medico Egli gode nientemeno di confidenza di quella
che tutti i villici ripongono nei Medici, che è quanto dire se
non li guarisce con un salasso, ed al più con un purgante non è un
buon Medico . Anzi se non salasse semprechè l’infermo duole
non è buon Medico ed in Villacidro si ama più un flebotomo
ed uno speziale che male o bene diano medicamenti, che il primo Medico
di Europa, disgrazia che mi tocca piangere dapertutto.
Eccellenza io non devo per liberare il cuore dei nemici degli uni condannare
degli altri, prego solo Vostra Eccellenza ad assicurarsi, che il Medico
Todde merita la stima di tutti, e la protezione di Vostra Eccellenza.
Sono Eccellenza col più profondo ed ossequioso rispetto
Dell’ Eccellenza Vostra
Ales 25 Marzo 1829 Um.mo Dev.mo Oss.
+ Antonio Raimondo Vescovo
_________________________________________________________
B. n. ?
Al Sig. Intendente Prov.le d’Iglesias
20 Giugno 1829
Non avendo Ella trasmesso per anco il risultato delle informazioni
sulle accuse proposte dal Consiglio Comunitativo di Villacidro contro
il Medico Carlo Todde colà dimorante delle quali ne venne incaricato
con mio dispaccio del 21 precorso Marzo N. 79/53 di questa divisione
la eccito ad occuparsi di quest’oggetto, ed a farmene la rimessa
senza ulteriore ritardo.
Attenderò che Ella si compiaccia con premura, e pregola
Vicerè
B. 865 doc. n. 2
Intendenza d’Iglesias
Risposta lettera 20 corrente
Iglesias lì 24 Giugno 1829
E CC E L L E N Z A
Per questo corso di Posta non mi è possibile poter trasmetter
all’E.V. il risultato delle informazioni sulle accuse proposte
dal Consiglio Com. di Villacidro contro il Medico Carlo Todde, mancandomi
tuttora alcuni dati necessari che aspetto fra la settimana.
Riservandomi ......... ad adempirvi infallantemente col primo corso di Posta
passo all’onore di riafferamarmi col più profondo rispetto e venerazioe
Dell’E.V.
Um.mo Dev.mo Obb.mo Serv.re
L’Intend.te Prov.le
Pintor Porcu
___________________________________
B. 865 doc. n.2
Al Sig, Intendente Provinciale
d’Iglesias 27 Giugno 1829
Attendo col primo venturo corso il risultato delle informazioni da
Lei prese su i capi d’accusa proposti dal Consiglio Com.vo di Villacidro
contro il Medico Carlo Todde colà dimorante essendo oramai troppo
notabile il ritardo che ha sofferto quest’affare.
Prego intanto il Signore ..........................
B. ?
Intendenza d’Iglesias
Risposta al Dispaccio
21 precorso Marzo
Iglesias primo Luglio 1829
ECCELLENZA
Presa da me segreta e stragiudiziale informazione sui Capi d’accusa
avanzati all’E.V. dal Consiglio Com.vo di Villacidro contro il
Medico Carlo Todde col ricorso che va unito alla Risoluzione Consolare
de’ 27 settembre scorso anno 1828 nonchè sui due ricorsi
dello stesso Medico, venne a risultarmi di non esser del tutto alieni
dal vero i motivi su cui i Popolatori di Villacidro fondano l’apposta
difidenza ...........a niuna confidenza nel medico suddetto se si riflette
all’aspro modo di trattare gli ammalati:: in quanto riguarda alla
maniera .......... ed
in provadi ciò riferir debbo all’E.V. quanto in appresso.......
P.mo: Che Egli nel visitare la moglie gravida di Francesco Raimondo
Saju avendo anche tastato il polso alla sua domestica zitella Antonia
Anni abbia dichiarato incinta questa e non la padrona, ed ordinato perciò medicamenti
adatti a questo stato, il che sebbene sul principio avesse scomposto
quel Capo di famiglia, pure accertatisi che la gravidanza della serva
era immaginaria, terminò col somministrar loro materia d’irridere
il Medico con tutte le persone con le quali ne parlavano.
2° D’aver dichiarato gravida la zitella Maria Piras figlia
della Vedova Maria Casti Piras come madre e figlia lo dissero e lo dicono
tutora pubblicamente befeggiando il Medico.
3° Che nel visitare la figlia nubile di Sisinnio Concas abbia detto
al Padre e Madre di questa ed alla di Lei presenza che per guarire dal
male che soffriva la facessero dormire collo sposo, il che dispiacque
tanto a quell’onorata famiglia, che il Capo della medesima non
volle più aizzare il Medico predetto per gli amalati di sua Casa.
4° D’aver il medesimo Medico detto alla moglie di Raffaele
Concas con maniera aspra ed indecente che se voleva guarire si applicasse
la sanguetta alle gran labbra come egli le aveva ordinato, del che rimasero
mortificati marito e moglie e scandalizzate varie persone che all’atto
si trovavano presenti.
5° Che avendo visitato l’ammalata Sig.ra Caterina Carta Diana
separata già d’alcun tempo dal marito, l’abbia detto
alla presenza del figlio e della domestica Lucianna Agus che dificilmente
guarirebbe dal suo male se non dormiva con un uomo e faceva altro figlio
maschio e così ripetuto in altre visite con scandalo di quel ragazzo
e serva, e che avendogli essa constatato che lo supponeva di migliori
sentimenti, egli abbia insistito dicendole che in quella notte legerebbe
il libro che trattava della di lei malatia, e le farebbe poi sentire
come si dovrebbe regolare. Difatti ritrovato il giorno dopo le disse
d’aver letto il libro e che perciò era necessario d’avisare
a lui nel momento che si accorgeva di venirle la periodica mestruazione
ed adducendogli essa seria difficoltà e specialmente raro di poter
ciò accadere di notte egli le repplicò che lo troverebbe
pronto a qualunque ora. Non ....... però l’aviso, ma si
reccò alla di lei casa giorni dopo e trovandola sola tentò di
visitare la di Lei onestà con un atto indegno, dacchè essa
si sottrasse fuggendo nel piazzale e minacciando di gridare.
6° L’operazione chirurgica ........... l’art. 4 della
suinidcata Risoluzione Consolare sul fatto dell’introduzione della
grossa candela di cera e gancio di ferro nella golla dell’oggi
diffunto Antonio Mura Vinci mi risultò esser accaduto non nel
modo che si riferisce nei ricorsi del Medico; ma pare diversamente.La
candella se la introdusse egli stesso dopo d’aver il Chirurgo ricusato
di farlo, e non essendogli riuscito con questa operazione di far precipitare
il boccone rimasto nell’esofago, si ritirò in casa, e ritornando
poi dall’ammalato gli fece sentire che dopo d’aver letto
e riletto avea fortunatamente ritrovato l’unico rimedio per liberarlo
e che sperava che la sua guarigione gli farebbe onore. Preso indi un
sottil filo di ferro e formato un piccolo uncino in una delle estrenità vi
attaccò due uncini di quelli che si usano per prendere le anguille
e l’introdusse nell’esofago dove rimasero con danno di quel
miserabile, il qual danno cercò di riparare introducendovi nuovamente
la candela di cera, ma tutto contribuì ad accellerare la morte
al disgraziato
7° Che essendo stato avvisato dalla puerpera Giuseppa Steri la quale
dopo d’aver partorito si trovava circa quattro ore senza potersi
sgravare della placenta, abbia ordinato al flebotomo Angelo Spiga nei
giorni più rigidi dello scorso inverno, che prendesse dell’acqua
fredda che potesse avere, come difatti fu presa d’una pila esistente
nel piazzale ed introducesse un .... di quest’acqua nella placenta
per mezzo del cordone ombelicale essendo egli a siffatta operazione rimasto
presente per dirigerla, la quale operazione dopo dì essere stata
così eseguita apportò la morte della puerpera predetta
entro la quarto dì ora successivo.
Questi sono i fatti reali che mi risulta e che non possono essere smentiti
non ostante siasi il medico procurato sì gran numero di certificati
per poterli ricusare, per i quali certificati mi resta anche il dubbio
che siano del tutto sinceri, mentre rilevo che molti individui che ora
attestano in favore attestarono tutto all’opposto nelle unite Risoluzioni
Consolari alle quali intervennero come coaggiunti.
Infatti mi risultò capriccioso e falso il certificato disteso
dal Notaio Cabriolu a nome di .....individui, perchè avendo fatto
parecchi di essi, alcuni risposero di non esser stati cercati, altri
d’aver riferito il contrario essendo stati richiesti, ed altri
d’esser stati quasi costretti a dire come si voleva da chi distese
il certificato suddetto .
In questo stato di cose non devo ommettere di far riflettere all’ E.V.
che non ostante risultò manifesta la difidenza e malcontento che
la massima parte di quei villici ... al detto Medico, posto anche il
caso che questa fosse capricciosa, e non si estendesse generalmente nell’animo
di tutti , nulla dimeno non sarebbe equitativo il .... al medesimo già a
lungo entro detto villaggio fra le spade di due già dichiarati
accaniti .....; alcuno dei quali porebbe forse divenire a qualche opera
di fatto in danno del prelodato Medico e da .. potrebbe anche derivare
qualche sommossa popolare.
Il prefatto Medico sarebbesi spontaneamente allontanato dal suddetto
Comune, come così preso avea la determinazione sin da quando fu
da me a nome dell’E.V. interpellato a dire se intendeva o no rescindere
di buon grado dal contratto che stipolato avea col Consiglio Comun.vo
di Villacidro, ma le lingue de’ non pochi malevoli di quel villaggio
che premono acremente d’occupare il posto di persone civili e prudenti,
ma che realmente sono veri perturbatori della pubblica tranquillità,
tentarono di persuaderlo all’opposto, forse per dar sfogo per di
lui mezzo a lor private vendette ed alimentare così ai perversi
disegni che nutrono contro le persone, che nei due suoi ricorsi il prefatto
Medico forma apperta doglianza, le quali non sono realmente tali come
si vogliono decantare.
Questo è quanto informar posso all’E.V., e mentre Le restituisco
qua compiegati i predetti ricorsi passo all’onore di rasseganrmi
col più profondo rispetto e venerazione .
Dell’E.V.
Umil.mo Divot.mo Obbed.mo Serv.re
L’Intend. Prov.le
PINTOR PORCU
B. 865 doc. n. 2
Al Sig.Dottore Carlo Todde
Villacidro
17 Settembre 1831
Mi è stato rappresentato da questo Protomedicato Generale* d'aver
Ella portato delle lagnanze alla Giunta Primaria del Vaccino intorno
a vari danni che allegò dipendenti dall'imperizia, ed ignoranza
delle Mammane e dei Flebotomi stabiliti in codesto Distretto e di avere
informato la stessa Giunta d'essersi in codesto Capo luogo eccitate molte
dissenterie provenienti dalla cattiva acquavite che vi si distilla non
che manifestate delle febbri per causa del ... mosto delle distillazioni
che si getta nelle pubbliche strade.
Mentre trovo irregolare, che Ella per i suddivisati oggetti siasi indirizzata
alla Giunta suddetta, e non al Protomedicato Generale, nelle di cui attribuzioni
essi cadono, ed al quale deve Ella riconoscersi soggetta non tanto per
la qualità di medico ma ancora in forza della sorveglianza appoggiatale
negli affari riguardanti la Polizia Medica, la eccito a specificare dettagliatamente
i danni occorsi a causa dell'imperizia , ed ignoranza delle Mammane,
e dei Flebotomi e delle febbri e dissenteria enunciate per quelle misure
che converrà adottare onde ovviare in progresso a tali mali.
Attenderò i di Lei riscontri nel proposito, e prego...........
_________________________________________________
B. 865 doc.n.2
27 Ottobre 1831
Al Sig. Professore Dottor Francesco Antonio Boi
Protomedico Generale
In conformità al sentimento del Protomedicato Generale del 14 scorso
Settembre avendo il Medico Carlo Todde di Villacidro somministrato i dettagli
chestigli su i danni che rappresentò alla Giunta Primaria essere derivati
in quel Villaggio dall'imperizia delle Mammane e dall'ignoranza dei Flebotomi
e sulle febbri e dissenteria che asserì eccitate dalla cattiva acquavite
che si distilla, il sottoscritto d'ordine di S.E. comunica il foglio relativo
del predetto Medico in data 19 correnten all'Ill.mo Sig. Professore Dottor
Francesco Antonio Boi Protomedico Generale, affinchè sia in grado di
far conoscere se sia il caso di far assunmere l'informazione annunciata nel
summenzionato sentimento, oppure si abbisognino ulteriori schiarimenti, proponendo
nel suo caso la persona alla quale dovrà appoggiarsi la suddetta informazione
per le occorrenti provvidenze.
Nell'eseguire esso sottoscritto l'ordine datogli ha l'onore .....
______________________________________________
B. 92 doc. n. 7
Ricevuto lì 3 Luglio 1829
Avendo la Giunta Primaria del Vaccino con sua memoria della scorsa settimana
rappresentato a S. E. la necessità di far spedire le Patenti al Medico
Carlo Todde, e Giambatta Pau per il posto di Medici di Condotta per Villacidro
e per Mandas, non può il sottoscritto far a meno di aderire alle nuove
istanze e che gli sono state fatte dalla Giunta pregando S.E. per la spedizione
di dette Patenti, e per le altre provvidenze richieste in detta memoria, atteso
che da tutte le parti si hanno notizie che il vaiolo va comunicandosi da un
luogo all'altro.
Profitta il sottoscritto di questa circostanza per rinnovare alla prelodata
E.S. i sentimenti del suo più distinto rispettosissimo ossequio.
Cagliari 3 Luglio 1829
+ Nicolò Arcivescovo di Cagliari
B. 866 doc.n.4
Ric. 29 Ottobre 1830
ECCELLENZA
Mi fò un dovere di rassegnare a V.E. che dopo vari richiami a
voce o in scritto a questo Ministro di Giustizia per impedire gli abusi
e contravenzioni dello Speziale Clemente Aquenza in questo Villaggio
a norma del disposto nel Pregone del Vicerè Carlo Tana 21 Agosto
1761 e del precedente, nientemeno nn si crede autorizzato di più d'una
suposta semplice ammonizione, in modo che persistendo lo stesso Speziale
nel vedere malati e dar loro medicine senza ricetta del Medico anzi distogliendo
di avvisarlo e cambiandone le ordinazioni; non posso prescindere di partecipare
all'E.V. massime in questa circostanze, che imperversando malattie di
pessimo carattere che potrebbero divenire epidemiche, si rende impossibile
riconoscersi perfettamente la natura senza veder tutti gli ammalati per
indi darne una pronta rilazione a norma del Regio Editto 8 Febbraio 1828.
Prego intanto V.E. si degni dare quelle provvidenze che stimerà opportune;
nel sentirmi con profondo ossequio rispetto e devozione ho l'onore di
costituirmi
Di V. E:
Villacidro 27 Ottobre 1830
Um.moDiv.moUbb.mo Serv.
Medico Carlo Todde
_________________________________________________ A)
Si sono date le opportune provvidenze
Cagliari dal Regio Palazzo lì 30 Ottobre 1830
RANDACCIU
_________________________________________________
B. 866 doc. 4
B)
Il Medico Carlo Todde col più proffondo osequioso rispetto rassegna
all'E.V. che passato a domiciliarsi in Villacidro da qualche tempo in
qualità di ;edico di Distretto, ha dovuto incontrare con lo Speziale
Clemente Aquenza che .... i termini di sua facoltà in onta delle
leggi si ha sfacciatamene arrogato le attribuzioni di Medico e Chirurgo
di quel Villaggio.
Osservando il Rassegnante la connivenza e tolleranza dei ministri locali,
coi quali si dolse, si vede nella necessità di richiamare a questa
Regia Segreteria di Stato e con scritto 30 Ottobre 1830 li fu riscritto
di essersi in proposito lasciate le oportune provvidenze.
Restò il Rassegnante al'oscuro delle disposizioni date, speranza
eravi di conoscerle negli effetti ma invano.
Lo Speziale Clemente Aquenza anzichè desistere dal suo proposito
continuò ad esercitare la medica professione e continua al presente
con più arditezza visitando pubblicamente gli ammalati, amministrando
loro medicinali, e contrattando salari quando non può esigere
le visite ad un medico, che pretende.
Così quello Speziale calpesta alla sfacciata le vigenti leggi,
ed il Rassegnante soffre l'onta di vedersi negletto e posposto ad un
semplice Speziale, fraudato sull'unica risorsa, onde trae i mezzi di
sua sussistenza.
Non ha trascurato il Rassegnante di metter a notizia al Sig. Protomedico
li acennati trasgressioni, rappresentandoli anche i danni, che si apportano
alla pubblica salute da rimedi dati da persone impreparate; e nonostante
abbia motivo a creder che Sig. Protomedico abbia lasciato li analoghi
disposizioni, però non ha visto il risultato come altre volte
ebbe a sperimentare dai Ministri locali, sicchè non li resta ora
altro spediente che di richiamare all'imparziali giustizia l'amata bontà dell'E.V.
Supplicandola umilmente voglia lasciar le più efficaci provvidenze
per contenere nei limiti del suo dover lo Speziale Clemente Aquanza,
come anche perchè vengano esiguiti dal Diligato di Giustizia del
luogo, onde al Supplicante si lasci libero ..e privativo l'esercizio
della medica professione sotto disposizioni portate dalle leggi, ed altri
a V.E. arbitrarii, previa se fosse d'uopo cognizione dell'esposto, esclusivamente
ai ministri locali da commetterla a persona disinteressata ed alla E.V.
ben vista .
GRAZIE.
_______________________
B. 866 doc. 4
Al Delegato di Giustizia
di Villacidro
30 Ottobre 1830
Avuto raporto che codesto Speziale Clemente Achenza si faccia titolo
di violare scandalosamente le veglianti ordinazioni sanitarie visitando
ammalati e somministrando medicine senza prescrizioni del Medico, ed
anzi contro i di lui ordini, e dissuadendo pure gli ammalati dal chiamarlo, è mia
intenzione ch'Ella faccia a mio nome a predetto speziale una serie d'ammonizioni
avvertendolo che in caso di recidiva prenderò disgustose misure
per contenerlo nei limiti della sua facoltà di Farmacista
___------------------------_______
Sonosi lasciate le opportune disposizioni alla Curia del luogo, onde
far contenenre l’Achenza nei limiti della sua facoltà di
farmacista sotto le pene a Noi ben viste in caso di nuova recidiva.
Cagliari dal Regio Palazzo
__________________________
B. 866 doc. 2 d
Riscontro al dispaccio del 30 scorso Ottobre
Villacidro lì 3 novembre 1830
Mi ho fatto un dovere indispensabile di personalmente notificare alla
Speziale C.A. di Questo Villaggio le precise determinazioni che V.E.
mi ha lasciato a di lui riguardo col controdistinto venerbilissimodispaccio
acciò Egli nell' avvenire debba limitare il di lui esercizio alla
sola facoltà di Farmacista e dìastenersi di fare il Medico
con averli io ad un tempo stesso fatto a nome di V.E. una seria ammonizione
con averlo reso avvertito che nel caso di recidiva si prenderanno da
V.E. delle disgustose misure per farlo contenere nei limiti della sua
profesiione; non avendomi a tutto ciò riscontratto altra cosa
che di riservarsi di far conoscere alla E.V. di non aver egli esercitato
altra facoltà che quella alla quale è stato autorizzato
e di nn aver in tempo alcuno fatto le funzioni di Medico.
Ed in attenzione intanto dei venerabilissimi comandi di V.E. mi dò l'onore
di costituirmi con profondo rispetto e singolare venerazione
DI V.E.
Umil.mo Obb.mo Obbligat.mo Servitore
Notaio Antonio Giuseppe Giua
B. 866 doc. n. 5
R. 27 Luglio 1833
E C C E L L E N Z A
Ho l’onore di presentare all’E.V. l’acclusa memoria
pregandola di lasciare quelle provvidenze che nella di Lei saviezza stimerà a
proposito.
Mi prendo la libertà di prevenire l’E.V. che a giudicarsi
di ..... cognizioni di fatti esposti in essa memoria, non avvi sicura
la giustizia in persona di questo delegato per li rapporti d’amicizia,
e di famigliarità che fa manifesta conoscenza con lo Speziale
Aquenza, e di cui è il primo a valersi in qualità di Medico
nei bisogni di sua salute e della famiglia; è quindi ad eccitare
col suo esempio i poveracci a fare altrettanto.
Rinnovo gli atti del più profondo ossequio venerazione e rispetto
con cui ho l’onore di costituirmi
Di V. E.
U.mo D.moUbb.mo Serv.
Carlo Todde
Villacidro 16 Luglio 1933
___________________________
Sonosi lasciate le opportune disposizioni alla Curia del luogo, onde
far contenenre l’Achenza nei limiti della sua facoltà di
farmacista sotto le pene a Noi ben viste in caso di nuova recidiva.
Cagliari dal Regio Palazzo
__________________________
B. 866 doc. 2 d
Riscontro al dispaccio del 30 scorso Ottobre
Villacidro lì 9 novembre 1830
Mi ho fatto un dovere indispensabile di personalmente notificare alla
Speziale C.A. di Questo Villaggio le precise determinazioni che V.E.
mi ha lasciato a di lui riguardo col controdistinto venerbilissimodispaccio
acciò Egli nell' avvenire debba limitare il di lui esercizio
alla sola facoltà di Farmacista e dìastenersi di fare
il Medico con averli io ad un tempo stesso fatto a nome di V.E. una
seria ammonizione con averlo reso avvertito che nel caso di recidiva
si prenderanno da V.E. delle disgustose misure per farlo contenere
nei limiti della sua profesiione; non avendomi a tutto ciò riscontratto
altra cosa che di riservarsi di far conoscere alla E.V. di non aver
egli esercitato altra facoltà che quella alla quale è stato
autorizzato e di nn aver in tempo alcuno fatto le funzioni di Medico.
Ed in attenzione intanto dei venerabilissimi comandi di V.E. mi dò l'onore
di costituirmi con profondo rispetto e singolare venerazione
DI V.E.
Umil.mo Obb.mo Obbligat.mo Servitore
Notaio Antonio Giuseppe Giua
B. 866 doc. n. 5 c
Cagliari 27 Luglio 1833
La domanda del Sig. Medico Carlo Todde in odio all’illegale esercizio
dello Speziale Clemente Achenza nella medicina interna è sì evidententemente
ragionevole e giusta da non abbisognare altre ragioni per avvalorarla
ulteriormente . Quindi si dee far contenere nei suoi limiti. Egli è vero
che avendo detto Achenza preso il Baccigliere in Medicina, ed in grazia
ancora del corso fatto in essa facoltà il Magistrato sopra gli
Studi aderì alla sua supplica con cui chiedea di lasciarlo esercire
la chirurgia per lo spazio di un anno tra cui prenderebbe i suoi esami
nella medesima, ma vi aderì colla condizione che si presentasse
per un mese in quest’ospedale, in cui dasse saggi del suo sapere;
ciò non s’è per anco eseguito, quindi non solo non
può farla da medico, ma senza adempiere allacondizione indicata
neppure da chirurgo.
Tanto ho l’onore d’informare
BOY Protomedico Generale
__________________________________________
866 doc. n. 5 D
Al delegato diGiustizia di
Villacidro Ord. n. 1103/748
29 Luglio 1833
Dietro le emerginate disposizioni lasciate a codesta Curia con ... Regi o Dispaccio
del 30 Ottobre 1830 N. 1461 onde venir inibito codesto Speziale C.A. dall’esercizio
della Medicina essendomi ristato raprresentato che il medesimo non ostante
tale severa disposizione abbia continuato e continui tuttora ad esercire la
suddetta facoltà con danno della pubblica salute ed in pregiudizio anche
del Medico di distretto costì stabilito, cui spetta esclusivamente l’esercizio,
ciò non ha potuto che farmi gran senso essendomi stato ......supposto
che il medesimo faccia tale abusivo esercizio perchè protetto da Lei
che è la prima a prevalersi della sua opera nei di Lei bisogni, ed in
quelli della famiglia, il che induce poi gli altri del luogo a prevalersieneseguendo
il di Lei esempio .
.........................è specificamente proibito dai vaglianti Regolamenti
l’esercizio della Medicina ed anche della Chirurgia a persone non autorizzate
risultando massime come risulta in tal posto un medico, in cui oltre al prescritto
della Legge che lo fa anteporre a qualunque altro nelle attribuzioni della
sua facoltà, avendosi pure la particolare circostanza d’essere
stato dal Governo prescelto a Medico di distretto; ed ove anche non ci fosse
costà stabilito un Medico, l’Achenza fosse pure abilitato all’esercizio
di detta facoltà, non potendo il medesimo esercitarli tutte cumulativamente,
perchè ciò espressamente proibito, non ho potuto di riconoscere
irregolare e biasimevole per ogni caso la condotta di esso Achenza, masssime
dopo gli ordini in proposito lasciatigli dal Governo.
Mentre perciò la incarico di farlo nuovamente a mio nome, con la seria
ammonizione al predetto Achenza per tutto irregolare sua condotta,
La ingiungo pure di metterlo in avvertenza che in caso di nuova recidiva
si prenderanno delle disgustose misure per farlo contenere nei limiti
della sua facoltà di farmacista.
Dio la ..........
sonosi lasciate le opportune disposizioni alla Curia del luogo, onde
far contenere l’Achenza nei limiti della sua facoltà di
farmacista, sotto la pena a voi ben in caso di nuova recidiva
____________________________________________________
B. 866 doc. n. 5
Risposta al dispaccio 30 luglio 1833
Villacidro lì 7 agosto 1833
In solvenza di quanto mi ha V.E. ingiunto col qui emarginato veneratissimo
suo Dispaccio devo assicurarla di aver io seriamente ammonito lo Speziale
Clemente Achenza di non più eserciretarsi nelle operazioni mediche,
ed a mia maggior cautela mi ho fatto da lui sottoscrivere la notificazione
da me fattagli.
Non è che un anno e mesi che io reggo questa Curia, e conseguentemente
m’erano ignote le disposizioni in proposito lasciate dal Giusdicente
cui sono stato surrogato: nell’uno e nell’altro dispaccio
però io non vedo prescritto al Giudicente, che di ammonire lo
Speziale ora indicato se non devo dissimulare a V. E, che per le malattie
mediche e Chirurgiche questa mia famiglia non si prevale dell’opera
del Sig. Medico Todde, con cui ho .............. motivi di diffidenza,
e la di lui opera quindi non potrebbe ....... giacchè la famiglia
per le prime si è prevalsa del Sig. Medico Giovanni Battista Muscas
di Sanluri che dista da questa due sole ore, e per le seconde dei Dottori
Colleg, Raimondo Kalb e Chirurgo Antioco Piras residenti a Cagliari:
sui piccoli incomodi avendo a Cagliari quasi giornalmente occasione,
io contatto per lettera i miei amici di Cagliari, che mi scrivono come
regolarmi, mandandomi le ricette, lo Speziale non fa altro che apprestarmi
le Medicine.
Ed intanto passo all’onore di costituirmi col solito perfettissimo
rispetto, ed eguale venerazione.
Di V. E.
Um.mo D.mo Ubb.mo Servitore
Giovanni Porcu
___________________________________
B. 866 doc. n 5 F
N. D’Ordine 1103/792
Al Sig. Delegato di Giustizia di
Villacidro
20 Agosto 1833
Dopo quanto ebbi ad ordinarle con dispaccio del 29 scaduto Luglio a riguardo
di codesto Speziale Clemente Achenza, essendomi stato rappresentato, che a
malgrado la fattagli inibizione continui il medesimo ad esercire la Medicina
e la Chirurgia e che fra le altre persone abbia d’allora in poi visitato
il Notaio Bolachi, le famiglie dei contadini Vincenzo Carta, Antonio Casti,
Rafaele Anni, Antonio Ignazio Margiani, Sisinnio Cuccu “ Cuccagna”,
la figlia di Rosa Monni Cadoni, e finalmente i figli del contadino Antonio
Aru Piras, come forse ne potranno anche deporre meglio i vice Parrocchi Piras,
Cabras, ....... e Podda ed inoltre il .............. denominato Becciu, La
incarico di prendere stragiudiziali cognizioni e risultandole d’aver
il suddetto Achenza realmente visitato qualcheduno in seguito alla fattagli
proibizione, d’ordinargli di recarsi immediatamente in questa Capitale
e presentarsi appena giunto in questa Regia Segreteria di Stato e di Guerra
onde sentire i miei ordini, risocntrandomi Ella a posta corrente dello operato
e risultato
______________________________________________
B. 866 doc. 5 G)
Risposta al Dispaccio
20 Agosto 1833
N. 1000/792
Villacidro a 28 agosto 1833
In esecuzione di quanto è piaciuto a V. E. di incaricarmi col
qui emargianto suo veneratissimo dispaccio per mia maggior cautela all
presenza del mio Scrivano Notaio Pedroni, ho estragiudizialmente e senza
formalità verbalmente sentito i Sig, Vice Parrochi Cabras, Senis,
Podda e Piras ai quali ho chiesto, dopo aver letto ad essi il suo dispaccio
se dalli 30 Luglio in qua abbiano veduto lo Speziale C.A. visitare ammalati
e segnatamente le persone, e famiglie nominate, nel preaccennato veneratissimo
dispaccio di V. E. mi risposero i tre primi, che non solo non avevano
veduto esso Achebza visitare quelle persone, ma che ignoravano affatto
se in quelle famiglie da due mesi a questa parte, sianvi stati ammalati;
l’ultimo però asserisce che da Rosa Mocci ha inteso, che
Achenza avesse visitato la di lei figlia nel primo agosto, e così lo
ha pure a me certificato la Mocci stessa, ma siccome fin qui mi vedo
l'Achenza desobbediente perchè il dispaccio dell 29 Luglio D.ve
4. 83 N°. 1100/740 fugli da me notificato nelli 2 d'Agosto non mi
vedo in dovere di farlo partire alla Capitale mi propone però partecipare
a V.E. che lo Speziale Achenza è costì fin trenta e due
ad oggi in casa della Suocera Annica Xisi. Dal Raniese Giovanni Becciu
ho rilevato che avendo lui chiamato lo Speziale per visitare una forestiera
fu congedato in cattivo modo e mandato dal Medico Todde.
Ed intanti passo all'onore di costituirmi con perfettissimo rispetto
ed eguale veneazione
Di V.E.
Um.D.mo Ubb.mo Servitore
Giovanni Loi
______________________________________________
B. 866 doc. n. 5
1103 /825
Al SIg. Prefetto
Iglesias
Dal Medico del Distretto di VIlacidro Carlo Todde essendomi stati inoltrati
li più vivi reclami contro quello Spaziale Clemente Achenza, il
quale non ostanti la severa proibizione fattagli per ordine del Governo
nel 1830 di più oltre ingerirsi nell'esercizio della Chirurgia
ed anche della Medicina, mi si rappresentò di continuare tuttora
in tale esercizio in danno della pubblica salute ed in pregiudizio anche
del medesimo Medico con dispaccio del 29 passato Luglio incaricai quel
Giusdicente di inibirnele nuovamente sotto le più severe pene
portate dai vaglianti Regolamenti oltre quelle altro straordinarie al
Governo ben note.
Dentro quei tali disposizioni essendomi stato inoltrati nuovi richiami
dallo stesso Medico Todde sul supposto, che il suddetto Achenza a malgrado
gli ordini datagli continui ad esercire la medicina e la chirugia e che
fra le altre persone abbia d'allora in poi visitato il Notaio Bolachi,
la famiglia dei contadini Vincenzo Carta ed Antonio Casti, Rafaela Anni,
Antonio Ignazio Margiani, Sisinnio Cuccu o Cucagna, la figlia di Rosa
Monni Meloni e finalmente la figlia del contadino Antonio Saiu Piras
come oltre i sunnominati soggetti si potranni anche farsi deporre quali
i vice Parrochi Piras, Cabras, S..... e Podda ed inoltre il Ranieri denominato
Becaiu; stante la circostanza di non aver il suddetto Medico Todde sicura
la giustizia nei Ministri di Giustizia del luogo pei supporti d'intelligenza
col suddetto Speziale Achenza, della di cui opera si prevarrebbe per
i primi essi e la loro famiglia, commetto a Lei di prendere stragiudiziali
cognizione per nuovi richiami del citato Medico Todde indipendentemente
dai suddetti Ministri e di farmene conoscere il risultato colla maggior
sollecitudine.
__________________________________________
B. 866 doc. n. 5
Addì 27 Agosto 1833 Villacidro
Il Sacerdote Giuseppe Cabras Vice Parroco di questo Villaggio interpellato
debitamente giusta il prescritto nel Dispaccio 20 Agosto 1833 N. 1103/792
e perchè specifichi se dalli due Agosto in cui è stato
notificato allo Speziale Clemente Achenza il Dispaccio delli 30 Luglio
detto anno abbia veduto esso Speziale Achenza visitar nella qualità di
Chirurgo e di Medico, il contadino Vincenzo Carta, Antonio Casti, Raffaele
Ignazio Margiani, Sisinnio Cuccu e il Notaio Bolachi, la figlia di Rosa
Mocci ed i figli di Antonio Aru Piras.
Risponde: io faccio fede come dalli due agosto, fino ad oggi non ho veduto
visitare le persone nominate in questa interpellanza, e sul ViceRegio
Dispaccio ora da meletto, dallo Speziale Clemente Achenza né nella
qualità di Chirurgo, e menchemeno nella qualità di Medico,
anzi soggiungo che io ignoro affatto se quelle persone siano state ammalate;
che è quanto si fornisce; del che.......
Sacerdote Giuseppe Cabras Vice Parroco
PORCU sottoscritto
Cosimo Pedroni Not.
______________________________________________
B. 866 doc. n. 5
Detto giorno Villacidro
Il Sacerdote Antioco Podda Vice Parroco di questo Villaggio interpellato
debitamente giusta il Dispaccio 20 Agosto 1833 N. 1103/792 perchè specifichi
se dallii due Agosto corrente annoo fino al giorno d'oggi 24 Agosto abbia
veduto visitare le persone nominate nel suindicato Dispaccio ora da lui
letto.
Risponde: dalli due agosto fino ad oggi, nonchè aver io veduto
visitare lo Speziale C.A. nella qualità di Chirurgo e di Medico
le persone accennate nel ViceR.o Dispaccio ora da me letto non so neanche
se quelle persone siano state ammalate, se quelle fossero state ammalate;
io sono stato sentito nella mia qualità di Vice parroco, che è quanto
si fornisce; del che
Letto Battista Antioco Podda Vice P.co
PORCU D.to Cosimo Pedroni Not.
B. 866 doc. n. 5
Detto giorno Villacidro
Il Sacerdote Francesco Ignazio Piras Vice Parroco di questo villaggio è stato
interpellato perchè specifichi se dalli due agosto fino al presente
giorno abbia veduto lo Speziale Clemente Achenza visitare le persone
nominate nell’ora letto da lui Vice Parroco Dispaccio delli venti
andante mese.
Risponde: Io non ho veduto lo Speziale Clemente Achenza visitare le persone
nominate nel ViceRegio Dispaccio ora da me letto, né nella qualità di
Chirurgo, e moltomeno nella qualità di Medico, so solamente che
nei primi giorni di questo mese, essendomi io prestato ad ospitare un
ammalato, che era nell’Osteria di Rosa Moci, disse questa al Medico
Todde che il suddetto Achenza avea visitato nelle surriferite qualità,
la di lei figlia giorni prima; che è quanto, e si sottoscrive
: del che
Letto &
Sacerdote Francesco Ig.o Piras
PORCU Delegato Cosimo Pedroni Notaio
______________
B. 866 doc. n. 5
Detto giorno Villacidro
Il Sacerdote Ignazio Serra Vice parroco di questo Villaggio è stato
interpellato debitamente perchè specifichi se dalli dueagosto
fino ad oggi abbia veduto lo Speziale Clemente Achenza visitare nella
qualità di Chirurgo e di Meduco,le persone accennate nel ViceRegio
Dispaccio ora da lui letto . Risponde: non che aver io veduto lo Speziale
C.A. visitare lepersone accennate nel ViceRegio Dispaccio ora da me letto,
,nonso neanche se il Not. Bolacchi,e le altre persone in esso ViceRegio
dispaccio nominate siano state dalle due agosto fino ad oggi neanche
ammalate,; che è quanto si soscrive: del che .....
Letto ... Sacerdote V.Parroco Ignazio Serra
PORCU Del.to Cosimo Pedroni Not.o
B. 866 doc. n. 5
Detto giorno Villacidro
Giovanni Becciu di Tresnuraghes nativo e qui residente, interpellato
perchè dica se dal giorno due agosto fino al presente giorno abbia
veduto questo Speziale Clemente Achenza, visitare nella qualità di
Chirurgo e di Medico le persone accennate nell’ora lettogli Viceregio
Dispaccio . Risponde: non che non io veduto questo Speziale Signor Clemente
Achenza dal giorno due agosto fino a quest’oggi visitare nellaqualità di
Chirurgo e di Medico, il Notaio Bolachi e le altre persone indicate nell’ora
lettomi ViceR.o Dispaccio, devo dire che no so manco se quelle persone
siano state d’allora in qua ammalate, soggiungo però, che
nei primi giorni di questo mese, o per dir meglio nel giorno sesto io
mi portai in casa di esso Speziale Achenza per chiamrlo avenire a visitare
nella qualità di Medico un certo mastro Giuseppe di Piemonte,
il cui cognome io ignoro, desso Speziale Achenza mi diresse a casa del
Sig. Medico Todde, che è quanto dice e non soscrive per esse egli
illeterato: del che .....
Letto &
PORCU Del.to
Cosimo Pedroni Not.o
B. 866 doc..n. 5
Addì tre Ottobre 1833 o 1835? (verificare la data ) Villacidro
Fatti comparire il Chirurgo Vincenzo Frau di questo Villaggio ed il Prochirurgo
Clemente Achenza del medesimo all’oggetto di procurare fra di
loro un amichevole accordo in proposito dei proventi dipendenti dall’asistenza
flebotomica che l’Achenza s’obbligò di praticare
alle persone che alle persone che hanno .... lui convenuto onde poter
liberamente esercire la flebotomia sotto la dipendenza del detto Frau
in virtù dello speciale incarico dato da S. E. nel sotto scritto
Regio Prefetto Delegato con venerabilissimo Dispaccio delli 256 precorso
Settembre contrassegnato 1.ma Divisione e N. d’ordine 263 e di
registro 197; dopo d’aver fra di loro gli stessi Frau ed Achenza
avuto una ben lunga discussione hanno finalmente combinato che l’Achenza
darà al Frau la metà di tutti i proventi in massa siano
salari od avventizi che potrà percevere dall’esercizio
della Flebotomia dalle persone che si serviranno della di lui opera
ed ove la massa di tali prodotti arrivi alla totale di starelli cento
quaranta grano, sarà obbligato il medesimo Frau dalla sua metà di
starelli settanta di pagare il salario d’un barbiere di quegli
che tiene l’Achenza nella sua bottega per la barbitonsura, rimanendo
a carico di di quest’ultimo il pagamento del salario degli altri
barbieri e di qualunque altra spesa occorrente . Con tale intelligenza
promettono, ed assicurano vicendevolmente di vivere in pace e perfeta
armonia fra di loro, e di non impedire il Frau all’Achenza l’esercizio
della flebotomia benchè con accordo e colla debita dipendenza
dell’uno dall’altro a mente della Viceregia provvidenza
sottomettendosi ben volentieri uno verso dell’altro al risarcimento
dei danni che potranno ridondarli nel caso d’inadempimento o
ritrattazione e sottoscrivono del che---
Cadeddu D.to Speciale Chirurgo Vincenzo Frau
Clemente Achenza
Raffaele Doneddu Not.o
B. 866 doc. n. 5
1586
R. 5 Ottobre 1833
Vincenzo Caria Chirurgo del distretto di Villacidro, umilmente espone
alla E.V.,aver presentito che lo Speziale C.A. presentava una supplica
al Magistrato soppra gli studi per permetterli l’esercizio della
Chirurgia in questo paese, ove supponeva non poter il Chirurgo loccale
bastare per ..... tutti gli abitanti.
Qualora fosse vero il presentimento del sottoscritto fa presente all’E.V.
che sebbene non possa niagarsi d’esser numerosa la popolazione
diVillacidro, non è però vero che non possa esser assistita
da un solo Chirurgo chiamando anche quanti in aiuto l’opera d’un
numero sufficiente di flebotomi; e mentre vi sia nel posto un medico
a regolar li amalati nella malatia interna, come appunto occorre in Villacidro
dove tiene la sua residenza il medico di condotta ed il medesimo si porta
con grande premura all’attendenza degli amalati; e vi è pure
il sottoscritto Chirurgo approvato, che con flebotomi sufficienti si
disimpegna all’occorrente nonostante la numerosa popolazione. La
domanda supposta dello Speziale tenderebbe a gravemente pregiudicare
gli interessi del Suplicante, privandolo dell’unico ramo di una
sussistenza, e quindi si vede costretto di ricorrere all’E.V. non
essendo equitativo che un Chirurgo approvato venga pregiudicato da uno
Speziale che non ha prestato un eguale esame.
Supplica quindi all’E.V. avere della presnte l’opportuno riguardo,
e dove per mottivi alla E.V.ra ben visti veda d’autorizzare il suddetto
Speziale a servire nel luogo di Villacidro, si degni ordinare che ciò faccia
sotto la dippendenza del suplicante.
Grazia &
B. 866 doc. n. 5
Regia Prefettura dìIglesias
N.d’ord. 1103/825
4° Div.ne/ Sez. 2.a
Iglesias lì 16 ottobre 1833
E C C E L L E N Z A
Dietro quanto mi ordinava nel riveritissimo controindicato suo Dispaccio,
recato essendomi a Villacidro per prendervi, come vi presi stragiudiziale
cognizione su i richiami all’E.V. inoltrati dal Medico Carlo Todde
contro lo Speziale Clemente Achenza, il quale, a quanto esponevasi, non
ostante la severa proibizione fattagli per ordine del Governo nel 1830,
rinnovatagli dall’E.V. con Dispaccio del 29. ultimo Luglio, continuò sempre
ad ingerirsi nell’esercizio della Chirurgia e della Medicina in
danno della pubblica salute e in pregiudizio del Ricorrente Medico, visitando
fra altre persone le famiglie del Not.o Bollachi, dei contadini Vincenzo
Carta, ed Antonio Casti, Rafaela Anni, Antonio Ignazio Margiani, Sisinnio
Cuccu Cucagna, la figlia di Rosa Mocci Cadoni, i figli del Contadino
Antonio Aru Piras, il Ramiere denominato Becciu: sentito avendo tali
soggetti, non che li Vice parrochi Piras, Cabras, Serra, e Podda, mi
risultò pienamente, che il suddetto Achenza agisse daMedico e
da Chirurgo senza riserva alcuna fino al 31 Luglio delcorrente anno,
ma con molta precauzionedal primo di Agosto a questa parte.
Varie delle persone visitate, fra le quali il Nota.o Bullachi, non negando
di esssersi quello Speziale prestato ad agire come Medicoin loro favore,
soggiungono che dal primo del suddetto Agosto agì sempre come
amico, e senza compenso alcuno.
Li tre primi dei surriferiti Vice Parrochi, assieme al Podda depongono
come testi di vista fino al 31 Lugli: ma da quella data in poi dice lo
stesso Podda di nulla constargli; ma gli altri tre affermano di aer udito
dire nelle case degli ammalati, ove recavansi, che li visitava l’Achenza,
ma di non averlo mai trovato come per l’avanti, dal che deducevano,
che vi si trasferisse di nottetempo.
Il Rev.do Piras soggiungeva che i medicamenti somministrati dall’Achenza
non erano mai li meno costosi, bensì li più utili a smaltirsi
dallo Speziale, lo che gravava non poco gli ammalati di ristrette fortune.
Mi risultò pure di godere esso Achenza la protezione tutta di
quei Ministri di Giustizia, come risentiva il Todde tutta l’odiosità:
che il Giusdicente, sorpreso da febbri nelli scorsi mesi di Agosto e
Settembre, facesse venire dalla Villa di Sanluri un Medico per pura formalità,
congedandolo quasi subito con servirsi poi dell’Achenza.
Nè mi si tacque di essersi propalato in detta Villa che il Superior
Governo veniva di autorizzare lo stesso Achenza ad agire e da Medico,
e da Chirurgo, dietro la volontà manifestatagli sul proposito
da quel Consiglio Comunitativo; ed è dietro altrettanto che opinavano
molti di fissargli annua fissa corrisponsione e come Medico e come Chirurgo.
Questo è quanto posso informare all’E.V. per essermi in
tal modo risultato; e non tacendogli che detto Speziale destramente trarre
a sè molti di quei Popolatori colla sua buona maniera, sebbene
commesso abbia sviste madornali come Chirurgo, servendosi di tenaglie
per aiutare qualche parto difficile; e come Medico sbagliando di pianta
la malattia, come accadergli dovea, e gli accadrà con molta frequenza,
se il Superior Governo non vi mette un riparo a riguardo di quella popolazione,
passo a costituirmi col più profondo rispetto, ed ossequiosa venerazione.
Dell’ E. V.
Div.mo Ubb.mo Servitore
Bernardo Carbonela
B. 866 doc. n. 5
Risposta al Dispaccio
26 Ottobre 1833 N. 1103/985
Villacidro 30 Ottobre 1833
E C C E L L E N Z A
Compiego a V. E.l’atto notarile per copia autentica come mi ptrscrive
nel qui emarginato suo veneratissimo dispaccio.
Qualunque sia la persona che ha avuto la temetità di informare
V.E. che sonomi io prevalso dello Speziale Achenza nelle operazioni Crirurgiche
o malattie Mediche, ha ingannato V. E. con una impostura: il certificato
che unisco mi giustifica rapporto alle prime e quello del Medico Muscas
di Sanluri che andrò a trasmettere col venturo mi lascierà perfettamente
giustificato con V.E. rapporto alle seconde.
Se uno dei Sacerdoti da me sentiti nelli 27 Agosto ultimo scorso non
si fosse ......... a comparire da me all’amichevole chiamata, ma
che farò comparire per per ordine del suo Superiore, avrei avutola
soddisfazione di ........ V.E. con questo Corriere della genuinità della
mia informativa fatta con foglio delli 26 precorso Agosto, che assolutamente è più sincera
della seconda per i motivi che farò conoscere nel prossimo novembre.
Con mio foglio delli 7 ultimo passato Agosto io partecipava V.E. che
io non mi mi ero pravalso nè potea prevalermi del Medico Todde
perchè in esso ho trovato motivo di sospetto, e son sincero ,
che V.E. non mi vorrà obbligare di aventurare nelle mani di lui
la mia persona o d’alcuno dei miei giacchè io son debitamente
provisto col Medico Muscas.
So bene che le persone che vogliono sostenere ingiustamente il Medico
Todde contro l’universale sentimento di tutto il Villaggio non
abbiano l’arroganza di far conoscere a V.E. che io mi prevalgo
di Achenza e ripetano ciò dal vedere che io frequento la di lui
Spezieria, io non .....mi si possa imputare a colpa, ma se ciò fosse
e così piace all’E.V. mi asterrò dal più andarci
e mi ....... di qualche cattiva ............ trovare le migliori persone
del Paese .......................................
E riservandomi al venturo di rassegnare a V. E. gli ....che il Medico
vuol mettere nel Con.so Com.vo, coll’essersi impegnato per espellere
....... ed Antonio Porta passo all’onore di costituirmi con perfetissimo
rispetto ed eguale venerazione Di V.E.
Um.mo D.mo Ubb.mo Ser.re
GIOVANNI PORCU
___________________________________________
B. 866 doc. n. 5
E C C E L L E N Z A
Villacidro lì 6 Novembre 1833
Dal certificato del Medico Musca che accludo mi conoscerà V.E.
giustificato dalle fattemi imputazioni d’essermi io, cioè prevalso
dell’opera di Achenza nelle malòattie e mediche.
Compiego all’E.V. distessa l’informativa, che feci con mia
lettera delli 28 Agosto ultimo passato, .......in un solo periodo e dalla
lettura di essa informativa sotoscritta dai Viceparrochi, rileverà cho
ho io informato ciò che genuinamente mi è stato risposto
e quindi scevra totalmente di mendacci la mia inforamtiva perchè io
sono incapace di mentire con chichessia, non che con V.E. .
Lasciando intanto alla giustizia di V.E. il darmi soddisfazione se ne
merito passo all’onore di costituirmi con perfettissimo rospetto
ed eguale venerazione
Di V.E.
Um.mo Dev.mo Ubb.mo Servitore
GIOVANNI PORCU
B.866 Doc. 7
Sanluri alli 5 Nov.bre 1833
Sono stato chiamato in qualità di Medico cubicolare dal Sig. Avv.
D. Giovanni Porcu attuale Giusdicente di Villacidro verso li tre Settembre
p.p. per la di lui malattia che in allora lo tenea a letto, debbo a sua
richiesta darne piena fede, come anche nelle successive indisposizioni
di salute essere stato io sottoscritto che diedi norma a quanto dovea
operare in seguito ad una malattia che dovea recidivare per propria natura,
quindi è che di propria scienza che gli spedisco il presente testimoniale
sottoscritto di mia mano Med .co D.re Ant.co Batt.a Muscas
M. Cond.o di Guasila
B. 866 doc. n. 5
E C C E L L E N Z A
Si .... le insubordinazioni di questo Speziale Clemente Achenza che
hanno spesso determinato l’E.V. ad adottare delle misure di rigore
per mantenerlo entro i limiti della sua arte del buo ordine fino oggi
in causa che mi costringono ad implorare dall’E.V. quelle che giudicherà opportune
allo stato attuale di cose.
Fin dal principio delle mie funzioni di Delegato in questo villaggio
ho trovato esso Achenza in continua discussione col Medico e Chirurgo
quà stabiliti, giacchè esercendo egli la Medicina , la
Chirurgia e la Flebotomia e la Farmacia al tempo stesso e questi pretendendo
di essere quelle incompatibili fra loro nell’esercizio, e le prime
due non potendo egli esercire perchè a lui estranee, nascevano
degli asti vicendevoli.
Questi da altra parte producevano nel popolo e negli ammalati una perniciosa
diffidenza verso di loro, in modo però che nel conflitto spesso
prevaleva il consiglio e la direzione dell’Achenza che riunendo
anche in sè l’inspezione sui lambicch e liquori teneva come
tiene la massima parte di questa popolazione a sè dipendente perchè la
massima parte appunto fabbrica e vende acquavite, minacciando ed accusando
ad alcuni delle penali, ad altri rimettendole quando le abbiano rimesse,
agli uni concedendo dei diritti da altri esigendoli con rigore.
......... pertanto il titolo di Speziale assieme a quello di ProChirurgo,
affidando la direzione della Spezieria al figlio Agostino. Prescindendo
poi che il figlio convivendo col padre non potrebbe esercire la Farmacia
esercendo quegli la Chirurgia e Flebotomia ove fosse abilitato, che la
Spezieria è affatto sprovvista di medicamenti, e che in questi
si commettono degli abusi con grande danno dellapubblica salute: egli
con quello specifico titolo passò a contratti con questi abitanti
per l’esercizio dell’alta e bassa Chirurgia ....................
al far le barbe esigendo il salario solito corrispondentesi al Chirurgo
patentato per uguali attendenze, ed associati a se cinque flebotomi e
barbieri per se e per mezzo di questi salassa e medica e non di raro
somministra anche medicine interne non solo senza dipendenza e direzione
del Chirurgo o del Medico, ma anche contro la proibizione dei medesimi
o finalmente apresi bottega per disimpegnare i contratti che fece.
Questi eccessi .... finalmente il Consiglio Comunitativo ed il detto
Chirurgo a ricorrere all’E.V. che coll’aspettatissio decreto
dei 7 corrente vennero strettamente prescritti all’ Achenza entro
cui dovesse ......... ma nulla valsero quelli stessi ordini giacchè dopo
il giorno13 che io stesso gieli comunicai, colla stessa indipendenza
dal Medico e Chirurgo salassò fra molti altri Giò Antonio
Erbì, Raimondo Casti, Raimondo Saba, Vincenza Curreli, Giuseppe
Caddia, Giuseppe Porta, le mogli di Raffaele Concas, di Giovanni Deidda
e di Salvatore Saiu, e somministrò eziandio ad alcuni delle medicine
interne.
Avendogli io pertanto fatto chiudere sabbato scorso la detta bottega
ne fu gravemente indisposto e disse anche inutile siffatta proibizione
ricevendo in altra casa i salariati e mandò nelle rispettive case
i suoi flebotomi e barbieri.
Nè ciò gli bastò che ieri dopo pranzo mi mandò in
casa il figlio sudetto Agostino il quale con voce alterata e con maniere
aspre ed insubordinate ebbe ad interpellarmi se sabbato venturo permettessi
di riaprir la bottega, facendomi intendere che in difetto risenterei
dei danni, e mi sostenne con la massima sfrontatezza che il padre poteva
indipendentemente dal Chirurgo salassare.
Siffatta tracotanza e contumacia dello Speziale Clemente Achenza è abbastanza
nota all’E.V. che fin dal 1830 e particolarmente nei 30 ottobre
detto anno, 29 e 30 Luglio e ... agosto 1833 e 26 Ottobre dello stesso
anno a lui .... Provvidenze e gl’inculcò gravemente di non
eccedere i limiti dell’arte e gli minacciò delle misure
di rigore estensive anche alla pena del carcere e dell’allontanamento
da questo Villaggio.
Se pertanto queste varie misure nulla hanno giovato per farlo contenere,
che anzi oggi è nella maggior contravenzione alle Leggi ed agli
ordini della prelodata E.V. potrò con ragione sperare che provvederò in
quel modo che giudicherà più opportuno pel di lui contegno.
Ho l’onore di costituirmi col più profondo rispetto
Dell’E.V.
U.mo D.mo O.mo Servitore
El Delegato di Giustizia
Giuseppe Deluna ?
Villacidro lì 23 settembre? 1833
B. 866 doc. n. 8/1
Il Sottoscritto ordina al Sig. Claemente Achenza in ....... di Chirurgo
di portare al deteneuto Giuseppe Anni in queste Baronali Carceri li
soccorsi necessari per un flemone al braccio destro, salassando, e
facendogli applicare delle ....... emollienti essendo compensato della
sua fatica di chi di ragione, e si riterrà responsabile presso
il Governo chiunque vi opponga degli ostacoli o non lasci operare il
detto Aquenza, dei danni o funeste conseguenze potesse accagionare
al detto Anni il ritardo degli opportuni rimedi .
Villacidro a Marzo 1834
Dr Carlo Todde
Medico Distrettuale
Incaricato dal Sig. Regg. delle Pr.
della visita delle prigioni.
______________________
B. 866 doc. n. 8/3
Ricevuto il 2 Luglio 1834
E C C E L L E N Z A
CarloTodde Medico di Condotta del Distreoo di Villacidro dovendo umiliare
al regio Trono l'unita rassegnanza.
Supplica si degni l'E.V.di avviarla al suo destino e di volerne avvalorare
la dimanda coll'alto valevole patrocinio che suole accordare alla Giustizia.
Grazia che &
B. 866 doc. n. 8/11
N.110/269
Al Sig.Protomedico G.le
Cav.Dr. Fran. Boi
lì 16 Luglio 1834
Desiderando S.E. esser informata sotto qual titolo lo Speziale Clemente Achenza
esercisca la Chirurgia nel Villaggio di Villacidro, dove ha per tale oggetto
contratto degli obblighi con quella Comunità per la corresponsione
del salario solito corrispondersi ai veri Chirurghi, il Sottoscritto prega
l'Ill.mo Sig. Protomedico Generale Don Fancesco Boi a compiacersi dare in
proposito gli opportuni riscontri onde l'E.S. sia in grado di lasciare le
convenienti disposizioni nel caso che esso Achenza si ravvisi in contravenzione
alle vigenti costituzioni e si pregia..........
_________________________________
B. 866 doc. n. 8/13
N.d'ord. 110
Cagliari 17 Luglio1834
Lo speziale Clemente Achenza ceduta la Spezieria ad Agostino suo figlio Speziale
approvato, ricorse con supplica al Magistrato sopra gli Studi implorando
l'autorizzazione di poter esercire la Chirurgia in Villacidro, a quel esercizio
credea di poter in certo modo aspirare comechè non solo compì nel
1817 il quarto anno del corso medico, ma che subì ancora il periodo
del Baccalaureato con approvazione.
In data quindi dei 3 Luglio 1833 ebbe da detto Magistrato il seguente decreto: " Ove
il Supplicante si presenti nel RegioOspedale di S.Antonio per un mese continuo
a dar saggi di sua abilità, e faccia constare ancora dell'assenso del
Chirurgo di Villacidro, si provvederà".
Adempì l'Achenza a detta intenzione del Magistrato col frequentare l'Ospedale
pel tempo imposto, e fu con ciò che con attestato del Prof. Nonnis dei
30 settembre di detto anno si fece fede al sullodato Magistrato del quotidiano
suo intervento alle lezioni cliniche dell'ospedale per tutto il mese di settembre
ove ha potuto dare quei pochi e piccoli saggi corrispondenti a così breve
spazio di tempo.
Avendo pure il Magistrato voluto, che all'esercizio dall'Achenza implorato
procedesse l'assenso dell'or defonto Chirurgo di Villacidro Caria, e comunque
questo non lo avesse ottenuto; pure stante la malattia di quello, e considerata
la irragionevolezza del dissenso del medesimo, in vista di detto attestato
del Nonnis, con decreto dei 3 Novembre detto anno lo autorizzò ad esercire
la Chirurgia.
Imprese l'Achenza ad esercitarsi in questa parte di manualità, ma non
tardò a far ricorso in suo odio al Magistrato del Protomedicato Generale;
il quale riflettendo in seduta dei 18 Novembre detto anno, che comunque detto
Achenza offrisse fondata presunzione di saperne in teoria forse al di là di
qualche Chirurgo, comecchè fece tutto il corso di Medicina, in cui si
comprende lo studio delle parti del corpo; pure gli ostava la mancanza del
corso Chirurgico, il quale non potea dispensare che S.M. restrinse l'esercizio
in detto Achenza alla sola flebotomia, e ciò per lo spazio d'un anno,
che anderà a terminare nel Novembre di quest'anno 1834 dandoli luogo
ad implorare dalla M.S. il corso, che gli osta per gli opportuni esami di Chirurgia.
Che se Egli avesse contrattato, previo l'affidamento del Magistrato sopra gli
Studi, a tal esercizio
B. 866 doc. n. 8/7
N. d'ordine 110/420
Al Sig. Regio Prefettodella Provincia d'Iglesias
19 Luglio 1834
Essendo stato informato che lo Speziale Clemente Achenza trovasi attualmente
esercitando la Chirurgia in Villacidro, e che a tal riguardo abbia pattuito
di corrispondersegli da quel Comune il solito stipendio, io interesso
Lei a farmi conoscere dettagliatamente tutte le suddette circostanze
informandomi ad un tempo da chi a tutto ciò sia stato autorizzato,
ed intanto prego ...
____________________________
B. 866 doc. n. 8/8
Regia Prefettura d'Iglesias
Risposta al numero d'ordine 110/420
Villacidro lì 30 Luglio 1834
E C C E L L E N Z A
Dalla pezza che ho l'onore di rassegnare all'E.V. rileverà molto
bene che questo Speziale Clemente Achenza venne autorizzato dal'Assessore
di codesta Regia Università ad esercitare la flebotomia. Egli
però non si limitò ad altrettanto, mentre agisse pure da
Chirurgo, e da Medico, come fece fin lo passato. Variò solamente
nel non comparire come Speziale quando si suppliva da un suo figlio.
Col decesso del Chirurgo Vincenzo Caria rimpiazzò le sue veci
in questo Comune senza autorizzazione alcuna e ne sta pescando li utili,
esenguendolo pure per il tempo che rimase ammalato il Caria medesimo,
ragion per cui lo chiamarono in tribunale i di lui eredi, onde non rimanere
pregiudicati se fosse possibile.
Con quanto posso informare all'E.V. in riscontro al ... indicato riveritissimo
suo dispaccio all'atto che passo a costituirmi col più profondo
rispetto ed ossequiosa venerazione
Dell'E.V.
D.mo O.mo Servitore
Bernardo Carbonel
_________________________________________
B. 866 doc. n. 8/10
N.110/458
Al Prefetto della Provincia
d'Iglesias
P.mo Agosto 1834
Dietro le informative datemi con foglio dei 30 precorso Luglio rapporto allo
Speziale Clemente Achenza, occorrendomi di dargli alcune disposizioni a voce,
ingiungerà Ella al detto Achenza che tosto abbia a presentarsi in
questa Regia Segreteria ed intanto prego .........
______________________________________________________
B. 866 doc.n. 8/12
Villacidro lì 7 Agosto 1834
Ill.mo Sig. Sig. Prefetto ...
Con dispaccio del primo corrente n° d'ord.ne 110/452 4a. Div.ne S.
2a. mi ordinava S.E. che ingiungessi a questo Speziale Clemente Achenza
di tosto presentarsi da lui. Ho eseguito l'ingiunzione ed il suddetto
Achenza si è quelli appunto che presenterà alla S.V.Ill.ma
questa mia lettera.
Nel pregarla di secondare intesa la prelodata E.S. col desiderio dei
suoi ambiti comandi, passo a riprotestarmi col più distinto e
singolare rispetto
Di V. E. Ill.ma
Div.mo O.mo Servitore
Bernardo Carbonel
__________________________________________
B.866 doc.n. 8/16
Ricevuto 11 Agosto 1834
E C C E L L E N Z A
Il Baccelliere in Medicina Clemente Achenza domiciliato in Villacidro
ossequiosamente espone all'E.V. che onde proccaciarsi onestamente il
sostentamento pella famiglia previo esperimento dato in questo Regio
Ospedale venne abilitato ad esercitare la bassa Chirurgia per lo spazio
d'un anno in cui presenterebbe l'esame dell'alta Chirurgia. Mentre il
assegnante era in quell'esercizio, il Medico Carlo Todde, che ha sempre
cercato la rovina del supplicante e di sua famiglia, fece venire al predetto
Villaggio di Villacidro il Chieurgo Vincenzo Frau di Guspini e simulando
il carattere d'amicizia, chiamarono il rassegnante a casa d'esso Todde
e gli proposero che ove il supplicante prestasse la sua attendenza agl'ammalati
nei casi d'assenza dell'uno, e dell'altro, gli darebbero il terzo dell'accordo,
che terrebbe il Chirurgo dei vassalli d'esso Villaggio , dedotte tutte
le spese, ed il salario del palazo di Monsignor Vescovo e dei Padri Mercedari,
e ciò oltre la metà degl'avventizi, che pagherebbero i
vassalli i quali non volessero convenire . A scanso d'ulteriori dispute
e dispiaceri tuttochè menomo fosse il compenso a tanta fatica,
che doveva fare, accettò il rassegnante il proggetto, nè altro
mancava che ridurlo in scritto.
Instò il supplicante la suddetta scritta, ma avendo passato il
convegno con molti vassalli, e presi tutti i barbieri al loro servizio,
si ricusavano formalmente d'eseguire quanto loro stessi avevano proggettato;
ed anzi fecero pubblicare un bando inibendo tuti gli abitanti di Villacidro
di far convegno con alcuno eccetto che con loro, comminando dele pene
contro i trasgressori.
Nulla premerebbe al supplicante un tal bando se sì rustica gente
male interpretando il significato del medesimo non intendesse esser al
supplicante proibito l'esercizio, che gli venne dalla competente autorità conceduto,
e quindi temendo d'incorrere pene non vogliono servirsi del comparente
il che è l'istesso che renderlo alla limosina.
Non lascia il ricorrente di far presente all'E.V. che essendo il Chirurgo
Vincenzo Frau domiciliato nel Villaggio di Arbus ove tiene i suoi beni
e famiglia, distante da Villacidro non meno di tre ore; ed essendo il
medesimo Chirurgo di Condotta, non potrebbe ritrovarsi alle occorrenze
nel Villaggio e quindi si vedrebbe questo obbligato a servirsi o dei
barbitonsori, che appena sanno rasare la barba o dell'istesso medico
il quale non avendo dato alcun saggio di studio, ed esercizio chirurgico
sarebbe tampoco al caso di potter supplire le veci del Chirurgo Frau
quandochè avendo il rassegnate fatto il corso di medicina e datto
sagi di Chirurgia sarebbe più al caso di disimpegnare e l'uno
e l'altro.
Se si tratasse d'un combegno dell'intiero Villaggio fatto cioè dall'intiero
comune, se si tratasse d'esser domiciliato nel Villaggio sarebbero forse
meno valevoli le lagnanze del comp.nte, ma poicchè sarebbe il
medesimo assente dal Villaggio ne potendovisi che di raro arrecare avendo
anche il convegno colla Comunità di Arbus, crede il rassegnante
di potersene giustamente lagnare.
Iò supplicante e la sua famiglia hanno dritto a procurarsi la
sussistenza con mezzi onesti a questo fine si procurò l'abilitazione
dell'esercizio della bass chirurgia, e pare contro ogni principio di
natura, e di equità che vengano proibiti gl'abitatori di Villacidro
di servirsi del ricorrente. Epperò lusingandosi della giustizia
dell'E.V.
Supplica si compiaccia V.E. ordinare la pubblicazione d'un bando nel
detto Villaggio di Villacidro imponendo, ed intimando d'esser libero
agl'abitatori d'esso Villaggio di servirsi del ricorrente per quelle
operazioni che riguardano l'esercizio della bassa Chirurgia statogli
permesso da questo Magistrato sopra gli studi e dal Protomedico Generale.
Grazia che
B.866 doc. n. 8/6
Ai Signori Ministri di Giustizia di Villacidro cui la presente si dirige:
Salute &.....
Essendosi dietro al ricorso fatto all'Ass.to di questa Regia Università dallo
Speziale Clemente Achenza domiciliato in detto Villaggio ed in forza
della risultanza degli atti lasciata la providenza che......ed è come
siegue del risultato delle informazioni prese in seguito al nostro decreto
dei 9 ottobre ultimo scaduto, ed in vista anche della irragionevolezza
e del dissenso del chirurgo Caria, presso il parere del Protomedicato
Generale permettiamo allo Speziale Achenza di poter esercire a pro dei
popolatori di Villacidro, qualora ne venga richiesto tutti gli atti ,
ed operazioni toccanti alla sola flebotomia, e di farsi e si dee pagare
dali stessi richiedenti la su aopera senza pregiudizio degli interessi
del Caria, e del salario, che si fosse al medesimo dal Comune fissato,
e ciò per il tempo d'un anno da lui domandato, spedendosi in coerenza
l'opportuna lettera d'ordine ai ministri di Giustizia di Villacidro.
Cagliari l' 8 Novenbre 1833 _ Mameli Assessore -
Perciò si spedisce la presente in forza della quale li prelodati
Signori Ministri di Giustizia di detto Villaggio chiamati a sè tanto
lo Speziale Clemente Achenza, quanto il Chirurgo Vincenzo Caria, faranno
sentire al primo d'esser autorizzato per un anno ad esercire la facoltà di
flebotomo in favore degl'individui di Villacidro, ....... le condizioni
spiegate nella sovraesposta provvidenza, ed al secondo d'essersi provveduto
in favore dell'Achenza come sovra, e ciò perchè essendone
a notizia, non possa reccare al medesimo alcuna molestia, e dopochè si
sarà ciò eseguito, e cordinato a piè della presente
l'opportuno atto giuridico, si rimetterà la medesima originalmente
in potere dell'infrascritto Notaio per inserirla negli atti Decretati
in Cagliari lì 20 novembre 1833
Seguono firme ...................................................
B. 866 doc. n. 8/4
Numero d'ordine 189/462
Al Ministro di Sardegna?
Oggetto
Ricorso del Medico Todde
Regia Seg.ria lì 13 Dicembre 1834
Il Medico di Condotta del Distretto di Villacidro Carlo Todde mi ha
presentato l'unito ricorso diretto a S.M. col quale domanderebbe di venire
inibitolo Speziale Clement Achenza dal preseguire nel disipegno delle
appoggiategli incombenze protomedicali che egli crederebbe di .....esclusiva
del Medico.
Avendo io sentito questo Magistrato sopra gli Studi, il medesimo si sarebbe
riferito ai rilievi fatti in proposito dal Protomedicato generale tendente
a dimostrare, come nell'appoggiarsi al detto Achenza l'incarico della
visita dei lambicchi e liquori per nulla siasi mancato alla legge, e
come perciò non abbia motivo a richiamarne il ricorso Todde.
Trattandosi di un ricorso diretto al Re non posso dispensarmi di trasmetterlo
alla S.A. Serenissma? in un coi relativi pareri, onde sia in grado di
farne quell'uso che nell'atto di Lei ..... poi per credere opportuno.
Mi valgo nel mentre della opportunità per rinnovarle gli atti
del mio più .....insuperabile ossequio _
_________________________
_________________________________
B.866 doc. n. 8/19
29 Gennaio 1835 ( N. 412 )
Il Dottore Carlo Todde Medico di controllo del distretto di Villacidro
nel ricorso a S. M. ha implorato di venir egli incaricato della incombenza
protomedicale in detto villaggio a preferenza dello Speziale Clemente
Achenza.
Annotazione
La Regia Segreteria di Stato per gli affari di Sardegna ...... di fare conoscere
cogli altri dispacci ; ......chi non essendosi trovati formulati i reclami
dal suddetto Medico avanzati non potè trovare favorevoli accoglienze
la di lui dimanda.
________________________________________
B. 866 doc. n. 10/1
Addì 6 d'Agosto 1835 Villacidro
Trovandosi congregato secondo le solite forme il Consiglio di questa
Comunità nelle persone dei sottosegnati Sindaco Serafino Curreli
e Consiglieri, previa partecipazione e con intervento dell'Infrascritto
Signore Delegato di G.a prorpose desso Sindaco ai prefati Amministratori
di questo Comne, ede essi previe varie conferenze intra loro avute, corrispondendo,
che il Sig. Clemente Achenza stabilito in questo Villaggio non avendo
fatto il corso degli Studi, nè subito gli Esami col metodo prescritto
dal Viceregio Pregone dei 30 Agosto 1759 Ordine 6 Titolo della Riunione
degli Editti e Pregoni non potrebbe clendestinamente esercitarvi la Chirurgia
nè tenervi aperta la Bottega, che tiene a tale oggetto preparata
e disposta (A), altronde se egli venisse col tempo ad ottenere la Patente
di Chirurgo, non potrebbe in allora nel'istesso tempo esercitare la professione
di Chirurgia, e manipolare e distribuire,, come presentemente fà,
dei rimedi interni agli ammalati sotto pene prescritte al N.2do del Pregone
21 Agosto 1761 Ordine 7.a dello Tit.16; inoltre di essersi varie volte
perinteso, che il prefato Sig. Clemente,ovvero il di lui figlio di famiglia
anche Speziale Agostino Achenza abbia variato a suo talento qualche ingrediente
prescritto, con sostituirne un altro sul pretesto di essere della medesima
efficacia, e ciò non per altro che per essere la loro Spezieria
sprovvista di Droghe; che anzi essere informati che in essa Spezieria
si contengono alcuni medicamenti vieti e rancici, forse per causa di
non essere stata mai sottoposta alla regolare visita Protomedicale, mentre
le attuali gravi circostanze impongono a ciascun Corpo sociale di prendere
tutte le opportune misure sanitarie; hanno perciò ad unanimità di
voti deliberato, e deliberano ordinando al medesimo Sindaco, che in riparo
di quanto sovra abbia indilatamente a ricorrerne dai Superiori cui spetta
implorando umilmente dai Medesimi le analoghe Provvidenze pel maggior
vantaggio, e pubblica Sanità di questo Popolo. Ed a voce alta
, ed intelligibile fattas dal Sottoscritto Segretario lettura della presente
deliberazione di Giunta Consolare, l'approvano e confermano ,sottoscrivendosi
i Letterati e gli idioti facendo il solito segno di Croce.
Del che &..
Delirea Delegato
Serafino Correlli Sindaco
Assente il COnsigliere Giuseppe Luigi Mocci
Segno + del Cons.re Sisinnio Pinna Steri
Segno + del Cons.re Antioco Anni Sollay
Segno + Consigliere Michele Lay
Vincenzo Carta
Segno + del Cons.re Sisinnio Loru Steri
Segno + del Censo Locale Anonio Loru
Not.o Francesco Correlli Segretario di Comunità
Ove retro vedesi la lettera A s'aggiunga " massime trovandosi quà stabilito
il Chir.o Vinc.zo Frau, anche Chir.go di condotta"
Del resto corrisponde & Ed in fede &
Not.o Francesco Correlli Segretario
____________________________________________________
B. 866 doc. n. 10/2
17 Agosto 1835
E C C E L L E N Z A
Il Sindaco e Consiglio Comunitativo di Villacidro col dovuto rispetto
espone che lo Speziale e flebotomo Clemente Achenza nativo della città di
Iglesias ed in detto Villaggio domiciliato si fà lecito non
solo di esercitare la Chirurgia ma pur anche la Medicina non ostante
vi sia nelluogo Medico e Chirurgo approvato, tant'è che per
formarsi un partito và seducendo i rustici ed incauti a prevalersi
della di lui opera screditando quelli che sono veramente dell'Arte
onde obbligarli ad abbandonare il paese dove peraltro hanno esercitato
finora la loro rispettiva facoltà con comune soddisfazione.
A questo disordine se ne aggiungeun altro peggiore qualè quello
di aver lo stesso Achenza in unione al figlio una Spezieria sprovvista
di tutte le droghe motivo per cui sostituisce quelle che lui dice avere
la stessa efficaccia e stante la di lui dimora non vi è stato
altro Speziale che sia voluto andare.
Intanto quella vasta Popolazione si trova con una Spezieria inutile senza
essere sottoposta alla visita del ProtoMedico a motivo che il suddetto
Achenza trovasi subdelegato del medesimo Protomedicato per esiggere il
dritto dell'acquavite che si corrisponde dai fabbricanti e rivenditori
dello stesso liquore nella quale esazione ha dato più volte luogo
a delle doglianze mentre senza praticare la prescritta visita, d'altro
non si occupa che di far pagare il dritto.
Se in ogni tempo è necessario il provvedere alla pubblica salute
questo è il terribile momento in cui più se ne abbisogan
rifletendo massime alla immensa Popolazione di esso luogo ove risiede
un Vescovo, un Clero e tante famiglie di perone impiegate che con più frequenza
ricorrono ai rimedi dell'Arte.
Presentando pertanto l'atto consolare e rifferendosi a quanto nel medesimo
si è risoluto
Supplica si degni V.E. lasciare le più pronte ed efficaci provvidenze
per andare al riparo d'un disordine di tanta importanza.
Grazia &&&.....
N.B. Questo documento è da abbinare al precedente atto consolare
del 6 agosto.
______________________________________________
B. 866 doc.n.10/3
Villacidro 6 Ottobre 1835
E C C E L L E N Z A
Non potei disimpegnare l'incombenza che l?E.V. stimò d'appogiarmi
sulla parte del veneratissimo Dispaccio dello 26 precorso settembre contrassegnato
a N.d'ordine 263/197 che riguarda il ricorso di questo Consiglio Comunitativo
contro lo Speziale Agostino Achenza figlio di questo Pro-Chirurgo Clemente,
per mantenere la Spezieria sdebitamente provvista di buon medicinale;
poichè oltre d'aver rilevato non piccole difficoltà di
trovare persone imparziali ed informate, di cui potermi fidare per le
informazioni prescritte, ho giudicato anche opportuno d'astenermene per
delicatezza, attesa la circostanza che sono in dovere di non lasciare
ignota all'E.V. di conoscere qualche rapporto di parentela benchè in
grado rimoto, tra me e la madre di esso Speziale Maddalena Cadello, moglie
del predetto Pro-chirurgo.
Altronde, sebbene da alcuni si supponga la detta Spezieria mancante di
diversi medicinali ed altri di quelli che vi esistono non essere buoni,
e sebbene possa ciò anche esser vero; non potrebbe nulla di meno
accettarsi un tal supposto con sufficiente appagamento se non per mezzo
di qualche visita delli stessi medicinali di persona perita.
Credo poi che il pubblico in massa non sia persuaso della verità del
ricorso del Consiglio, o perchè la maggior parte del popolo non
avendo sperimentato il bisogno di servirsi delle medicine di detta Spezieria,
non hanno avuto occasione di esser informati della mancanza o bontà di
esse, o perchè tutti quelli che non hanno alcun particolare interesse
contro lo Speziale, non avrebbero curato di sincerarsi dell'oggetto dello
stesso ricorso.
Nel far conoscere quanto corra all'E.V. per quelle disposizioni ulteriori
che nella Sua saviezza stimasse del caso, mi rinnovo l'onore di protestarmi
con pieno ossequio e predistinta venerazione.
Dell'E.V.
U.mo Ubb.mo D.mo Servitore
Cadello Prefetto Delegato
_______________________________________
B. 866 doc. n. 10/4
Cagliari 18 Agosto 1835
Il sottoscritto fungente le veci del Protomedicato Generale, avendo letto ed
esaminato il ricorso del Consiglio Comunitativo di Villacidro contro il Prochirurgo
Clemente Achenza ha dovuto rilevare che è falsa l'asserzione intanto
quella vasta popolazione si trova con una Spezieria inutile senza essere
sottoposta alla visita del Protomedico, mentre il Protomedicato ha mandato
tutti gli anni il suo Delegato Medico Efisio Massa, dal quale gli fu sempre
fatta relazione di essere sufficientemente provvista, attese le circostanze
ed esigenze locali.
Questa falsità fa nascere il dubbio, se tutte le altre cose esposte
nel detto ricorso siano vere o false; e quindi il sottoscritto, fatta parola
col Protomedico tuttora ammalato, è di sentimento di mandare lo stesso
Delegato del Protomedicato con un Notaio per assumersi legale e rigorosa informazione,
od altro Delegato al Governo ben visto, eccetto quello del luogo, coll'intervento
sempre del Delegato Protomedicale, come più al caso di far rilevare
lo stato attuale della Spezieria, e tante altre circostanze che possono ignorarsi
da quelli che non sono della Facoltà Medica, tutto a spese del soccombente;
inde venire incognizione della verità, e dare indi quelle provvidenze
che saranno del caso per far cessare d'una volta le dispute fra il Medico e
Chirurgo Distrettuale e lo Speziale ore Prochirurgo Clemente Achenza.
Cagliari l' 18 Agosto 1835
Sechi Consigliere del Protomedicato.
_____________________________________
B. 866 doc. n. 13 /1
Regia Segreteria L' 26 Settembre 1835
N.d'ordine 263
Al SIg. Prefetto della Provincia di Isili ?
Villacidro
Dal Baccelliere in Medicina e Pro Chirurgo Clemente Achenza costì dimorante,
mi è staot rasseganto l'unito ricorso con cui domanda di permettirglisi
il libero esercizio della flebotomia, e di levarsi prontamente la proibizione
ordinata ai suoi servienti barbieri di far la barba a coloro che hanno a tal
fine convenuto col medesimo. (N.d.R. vedere il documento precedente di riferimento
n. 8/16 ).
Mi è stato d'altro lato presentato un ricorso di cotesto Con.Comun.
con cui richiama contro l'Achenza ed il suo figlio Speziale e per ragione di
voler il primo esercitare colà non tanto la chirurgia ma anche la medicina,
e per motivo di aver ambidue una Spezieria male assortita, e di surrogare alle
ordinate medicine delle altre di minor efficacia con grave danno della popolazione.
Su questo stato di cose interessando molto di far in modo di accordare l'Achenza
col Chirurgo patentato a scanso d'ulteriori incovenienti che possano facilmente
nascere stante la irritazione degli animi, trovo molto oportunala di Lei presenza
costì per affidarlene l'incarico
Ed in quanto alla barbitonsura essendo lecito a chiunque di esercire un tal
mestiere Ella si prenderà cura di ordinare tosto a cotesto Caria in
mio nome sì che non si rechi alcuna molestia al'Achenza ed ai suoi servienti
nell'esercizio dello stesso mestiere, lasciando che esso convenga in proposito
con chiunque.
In quanto poi alle operazioni flebotomiche ed al salasso, Ella farà bene
di chiamare sia in mio nome l'Achenza ed il Chirurgo patentato costì residente
e procurerà di accordarli fra loro in proposito dei provventi dipendenti
dall'assistenza flebotomica che l'Achenza si obbligò di prestare alle
persone che hanno seco lui convenuti, ripartendoli fra ambi in quel modo che
sarà più equo. E riguardo questo amichevole componimento Ella
ne farà distendere un altro verbale che indi mi trasmetterà.
Ove più non sia possibile di accordarlo, Ella prenderà delle
più accurate informazioni sù quanto si espone da parte a parte,
ed indi me ne farà rapporto col suo avviso .............................
( N.d.R. Rivedere il documento perchè fotocopiato male)
Relativamente poi a quanto si accenna sulla Spezieria Ella si darà pure
premura di assumere segrete informazioni sullo stato della medesima e sull'opinione
che ne ha la massa della popolazione; dandomene particolare riscontro in foglio
separato.
Nell'attendere il risultato di questo speciale incarico prego Dio che la conservi.........
_________________________________________
B. 866 doc.n.13/4
Villacidro 6 Ottobre 1835
E C C E L L E N Z A
Dall'unito atto verbale rileverà l'E.V. l'accordo che mi riuscì di
procurare tra questo ProChirurgo Clemente Achenza ed il Chirurgo Comunale
Vincenzo Frau in eseguimento del prescritto dall'E.V. in mia parte del
veneratissimo Dispaccio delli 26 precorso Settembre contrassegnato 1a,
Divisione a n.267/197,
Credette l’achenza migliore il partito di dividere i suoi proventi
col Frau, che l'altro da quest'ultimo esibitoli di dare a lui scudi trenta
per prestare in tutto l'anno la sua opera a conto del Frau; nè costui
volle contentarsi di minor porzione di provventi riflettendo alla perdita
che verrebbe a soffrire dall'aver l'Achenza tirato a se un numero considerevole
di persone che altrimenti avrebbero dovuto convenire collo stesso Frau.
Avendo poi conosciuto che la pace e buon accordo di quei due individui
non sarebbe sussistente se l'Achenza non si riamicava anche col Medico
di Condotta Dottor Carlo Todde e non protestava verso di questi la debita
subordinazione e dipendenza nell'esercizio delle di lui operazioni flebotomiche;
ho creduto di non eccedere l'incarico dall'E.V. datami, persuadendo lo
stesso Achenza ad uno tal'atto di dovere ed utile necessità per
lui, come sono accertato d'averlo eseguito e d'aver anche esso Medico
corrisposto con soddisfazione alle di lui protesta.
Nel restituire intanto a V.E. le pezze annesse al sullodato Dispaccio,
ho l'onore di rinnovarmi con pieno ossequio, e distintissima venerazione
Della E.V.
U.mo, Ubb.mo, Devot.mo Serv.re
Cadeddu Prefetto Delegato
____________________________________________
B. 866 doc. n. 11/1
Cagliari 27 Luglio 1836
Il sottoscritto ha l'onore d'informare l'Ill.mo Sig. Cav. Reggente la
Regia Segreteria di Sttao e di Guerra sull'unito ricorso del Chirurgo
Vincenzo Frau di Villacidro, d'esser ben vero che trovandosi lo stesso
sottoscritto in esso Villaggio nel Settembre dello scorso anno 1835 per
speciale incombenze del Magistrato, li venne dall'E.S. dato speciale
incarico con Dispaccio delli 26 detto Settembre, contrassegnata 1a. Divisione
a N. 263/197 di procurare un amichevole accordo tra il detto Frau, ed
il ProChirurgo Clemente Achenza residente nello stesso di Villacidro,
il quale era allora ricorso domandando di permetterlisi il libero esercizio
della flebotomia, dietro ad essersi stati inibiti i di lui servienti
di far la barba a coloro, coi quali avea egli convenuto; ed essendo riuscito
al sottoscritto di comporre quei due soggetti con essersi l'Achenza avvenuto
a dividere i suoi provventi col Frau, a questi a non inferire molestia
a lui nell'esercizio della Flebotomia, se ne distese nel contesto l'opportuno
atto verbale con quei patti speciali che alle parti piacque d'apporvi,
e dopo d'averlo le medesime segnato venne dal sottoscritto trasmesso
originalmente alla prelodata E.S. nel modo prescritto dal sucitato Dispaccio,
con foglio delli 5 successivo Ottobre, senzachè perciò possa
in oggi spiegare con maggior detaglio i precisi termini d'uno tal'atto
verbale.
Si rinnova intanto l'onore di protestarsi con distinto ossequio e dezione
Um.mo Dev.mo Servitore
Cadeddu Prefetto
_____________________________________________
B. 866 doc. n. 11/2
Villacidro addì 25 Agosto 1836
Risposta alla Lettera 22 Agosto 1836
Ill.mo Sig. Sig. Proc. ..........
Avendo questo Consiglio Comunitativo redatto nuovamente il contratto
col Chirurgo Vincenzo Frau colle aggiunte richieste da S.E. il Vicerè,
mi affretto di trasmetterlo qui compiegato a V.S. Ill.ma per la definitiva
approvazione del medesimo.
Tornò anche in questo il Consiglio l'apparente eccesso del salario
assegnato al Chirurgo, accennando alle molte spese che deve fare nel
pagare le opere dei barbieri e flebotomi sufficienti a disimpegnare il
servizio assuntosi, per cui secondo i calcoli fatti non spenderà egli
meno di dugento starelli di grano ogni anno.
Accolse altresì lo stesso Consiglio colla dovuta sottomissione
l'avviso che quel contratto non servirebbe d'ostacolo alle disposizioni
che potrebbero emanarsi in ordine alli Flebotomi ed alla barbitonsura,
penetrato come si protesta dell apiù profonda venerazione verso
il Governo.
In attenzione pertanto dei suoi ordini ho l'onore di ,,,,col più distinto
rispetto
Di V.E. Ill.ma
Um.moDev.mo Obb.mo Servitore
Giuseppe De Ara
Busta n. 866 doc. n. 1
E C C E L L E N Z A
Il Baccelliere * in medicina Clemente Achenza ossequiosamente espone
all’E.V. d’aver presentito che venne accusato d’aver
....dell’abilitazione concedutagli dal Magistrato sopra gli Studi*
a poter esercire la bassa chirurgia fatto delle operazioni che appartengono
all’alta chirurgia.
Il supplicante con quel candore, che ha accompagnato mai sempre ilsuo
carattere a fronte anche delle più vive persecuzioni degli emuli
non lascia di confesssare d’aver guarito, e perfettamentetre fratture
a tre diversi ammalati ed una scoriazione emorroidale al Regio Prefetto.
Non può però che meravigliarsi, come di ciò gli
venga fatta una accusa. Nontrovandosi nel Villaggio alcunchirurgo, non
potea, né dovea in modo alcuno il supplicante lasciare languire
i poveri ammalati con pericolo di divenire perpetuamente storpi, tale
essendo la natura delle frattture, che ogni ritardata guarigione apporta
dein gravi pregiudizi. E lo stesso Regio Prefetto che molestato gravemente
dell’indicato incomodo chiamò ed obbligò il ricorrente
ad accingersi alla guarigione non avrebbe forse per giorni eseguito le
sue incombenze ove non l’avesse il rappresentante tratato.
E’ anche nel dover d’assicurare V.E. che non capricciosamente
si arrogò tale facoltà, ma avendone fatta realazione al
Protomedico Generale questi non dissentì che in queste precisissime
operazioni, vi dasse mano e ciò in seguito alle prove, che il
rappresentante diede di sè nella scuola di Clinica Chirurgica
al Regio Spedale, ben inteso poi in assenza di Chirurgo esaminato, come
appunto era in quell’epoca.
Il r.nte non ha mai inteso eccedere i limiti della facoltà accordatagli
e come dall’altra rassegnanza all’E.V. umiliata, tosto che
venne il Chirurgo s’adatò ad ogni proggetto di questo, e
si sarebbe
facilmente convenuto se il Sig. Medico Carlo Todde non si fosse arrogato
il permesso di fare lui da Chirurgo in assenza del Vincenzo Frau , come
lo fece appunto dal giorno che convenne con vari particolari* del Villaggio
andando per le case delli ammalati con i barbieri,il migliore dei quali
sa appena metere la sua soscrizione* (firma) ; al confronto dei quali
pare possa il ricorrente regere, ed anche del Medico, che niun saggio
diede mai di Chirurgia.
Se il supplicante fosse reo sofrirebbe con pazienza la pena del suo delitto;
ma può benissimo l’E.V. prendere informazione dal Protomedicato
ed apurare se ella sia ascrivibile a colpa la precisa operazione d’alta
Chirurgia allorquando vi maanchi nel Villaggio un Cerusico*.
Ed acciochè risulti la verità dell’esposto non meno
in questo, ma anche nell’altra articolata che in altro tempo presentò il
rapp.te, caldamente supplica si degni V.E. mandare una delegazione non
già in capo al Regio Prefetto, ed Intendente d’essa Provincia:
che convivendo col D. Todde semprechè si portano a Villacidro
non possono essere che sospetti ma in capo alla persona che stimerà delegare
crede evacuarsi gli articoli dedotti nell’altra rassegnanza, e
quelli che annette alla presente.
Grazia che .............
____________
B. 866 doc.n.1
Allegato
P.mo E’ vero che dal Dicembre 1833 che morì il Chirurgo
Vincenzo Caria dopo una malattia che lo tenne per quasi cinque mesi a
letto, sino al giorno 2 Agosto 1834, che venne in Villacidro il Chirurgo
Vincenzo Frau e precisamente nei mesi di Febbraio, Marzo, ed Aprile del
corrente anno in cui il deducente Clemente Achenza fece la guarigione
delle tre fratture diverse, d’una gamba, d’una coscia, d’un
bracio non v’era in Villacidro nonsolo stabile Chirurgo, ma nepure
Chirurgoalcuno che vi si portasse qualche rara volta; come meglio .....
2° e’ vero che il convenio* si fa coi particolari - vulgo accordiu*
-, non riguarda che il radere la barba, i salassi ed estrazione di denti,
operazioni tutte apartenenti alla bassa Chirurgia; ed è anche
vero che per le altre operazioni si paga a disparte in ragione dell’operazione
che si fa; come meglio ......
3° E’ vero che essendo venuto in Villacidro il Chirurgo Vincenzo
Frau nel 2° giorno d’Agosto ad oggetto di convenire con i particolari
d’esso Villaggio, si partì nuovamente al Villaggio dì Arbus,
lasciando il Vill.o senza chirurgo sino al giorno nove , pendente quale
assenza il Medico Carlo Todde si portava alla casa degli ammalati, che
aveano convenuto col chirurgo, assieme ai barbieri, ed è anche
vero che in detti giorni intraprese il detto Medico la guarigione d’un’escara
cangrenosa in una gamba al servo di Salvatore Bollachi; come meglio ........
4° E’ vero che il Chirurgo Vincenzo Frau è domiciliato
in Arbus, ove tiene la sua famiglia, e serve anche da chirurgo e non
può fare rendenza in Villacidro, bensì portarsi talqualvolta,
con grave pregiudizio degli abitanti, massime essendo anche destinato
per chirurgo di condotta; come meglio ..
5° E’ vero che i barbieri che si vorrebbero al supplemento
della bassa Chirurgia sono non solo incapaci ad esercirla non avenod
dato mai esperimento alcuno, ma sono intieramente illeterati, non essendovene,
che appena alcuno, che sapia metere la sua soscriizone; come meglio .....
______________
Nota dei testi per l’articoli controdescriti.
Giò Antonio Puddu
Giuseppe Mocci sul primo
S isinnio Giorri
Franco Raimondo Saiu
Detto Puddu, Mocci, Giorri, Saiu sul 2°
Efisio Cancedda
Giuseppe Mocci sul 3°
Raimondo Lorai
Detto Puddu
Efisio Farina
Detto Cancedda sul 4°
Sisinnio Cabriolu grande
Detto Lorai
Antonio Casti Orrù
Detto Cancedda sul 5°
Antonio Loru
B. 866 doc. n. 11
Sez. 2.° N. 1079/390
Al Sig. Delegato di
Giustizia di
Villacidro
6 Agosto 1836
Fin dall'anno trascorso, onde comporre le dissensioni insorte tra il
Chirurgo Vincenzo Frau, e il Pro-Chirugo Clemente Achenza riguardo all'esercizio
delle loro facoltà, venne da me specialmente incaricato l'Avv.to
Cadeddu in allora Regio Prefetto d'Isili, e riuscì questi di accordare
le parti nei termini del relativo atto verbale del 3 Ottobre detto anno.
Ed essendo in oggi nuovamente ricorso il suddetto Chirurgo Frau esponendo
che l’achenza abbia mancato alle stabilite convenzioni, io ho stimato
di rescrivere alla supplica incaricando Lei di provvedere, perchè si
osservi da ambe le parti il seguito convegno; ed ove non vogliano più stare
a tali patti di lasciarle a provvedersi a termini delle leggi nanti la
Giurisdizione ordinaria.
Mentre quindi Le trasmetto copia dell'atto suddetto, e la supplica del
Chirurgo Frau coll'apportarvi providenze perchè provveda Ella
in conformità, prego Dio & ......
E C C E L L E N Z A
Il Sindaco e Consiglio Com.vo di Villacidro col debito rispetto rassegna
a V.E., che dopo due ani, in cui ha avuto il contento di essere stato
ben servito dal Chirurgo di Condotta Sig. Vincenzo Frau e dopo la di
lui pubblica promessa in cui prima dell'Agosto 1836 ha affermato preso
il locale Sig. Delegato di Giustizia ed altri rispettivi Pubblici Funzionari
di aver da servire a quella Popolazione anche per l'anno 1836 - 1837;
non capisce perchè ora all'improvviso , e senza più, nè meno
voglia detto Frau abbandonare il Posto in tempo, in cui tutti i Chirurghi
trovandosi già salariati dalle varie Comunità, la detta
di Villacidro non potrebbe ritrovarne alcun altro, e non avrebbe la menoma
confidenza ne' Flebotomi ed altri, che quivi inutilmente presumono esercire
la Chirurgia, senza d'essere stati legalmente auorizzati od almeno denza
di esser soto la sorveglianza di un buon Chirurgo Patentato.
Supplica quindi la innata Bontà dell'E.V. si degni rispettivamente
provvedere, ed ordinare al suddetto Chirurgo Vincenzo Frau, che sotto
pena d'essere destituito dalla carica di Distrettuale Condotta, e della
refezione di tutti i danni, e spese in favore della vasta Comunità di
Villacidro, debba mantenerle la summentovata promessa del Cerusico suo
servizio per l'entrante anno a favore della medesima Comunità come
sovra, tanto èiù essendosi dal Governo ora, come pubblicamente
desideravasi, sostenuta al Medico di Condotta del Distretto di Guspini
la residenza nella riferita più vasta, e conseguentemente anche
più contribuente <comunità di Villacidro di Villacidro;Grazie,
che &..............
B. 866 doc. n. 11
N.1079
E C C E L L E N Z A
Il Sindaco e Consiglio Com.vo di Villacidro col debito rispetto rassegna
a V.E., che dopo due ani, in cui ha avuto il contento di essere stato
ben servito dal Chirurgo di Condotta
Sig. Vincenzo Frau e dopo la di lui pubblica promessa in cui prima dell'Agosto
1836 ha affermato preso il locale Sig. Delegato di Giustizia ed altri
rispettivi Pubblici Funzionari di aver da servire a quella Popolazione
anche per l'anno 1836 - 1837; non capisce perchè ora all'improvviso
, e senza più, nè meno voglia detto Frau abbandonare il
Posto in tempo, in cui tutti i Chirurghi trovandosi già salariati
B. 866 doc. n. 11
Sez. 2.° N. 1079/398
Al Sig. Avv.to De Arca
Delegato di Vilacidro
12 Agosto 1836
Codesto C.C. mi ha rassegnato l'unito ricorso all'oggetto d'impedir che il
Chirurgo distrettuale Vincenzo Frau del di cui servizio dichiarasi ben soddisfatto,
abbandoni codesto Comune per andarsene a servire altra Comunità
Sembra probabile che il detto Chirurgo abbia determinato di andarsene credendo
forse di potergli essere pregiudiziali le provvidenze testè emanate
sulle contestazioni insorte fra lui e lo Speziale Achenza. Ed è per
ciò mia intennzione di far sentire ad esso Frau che l'amanata provvidenza
posta di osservarsi il contratto, ed Ella lo farà assolutamente osservae,
fra lui preposto e l’Achenza nanti il già Prefetto d'Isili, finchè non
venga altrimenti provveduto in via giudiziaria cui allo stesso Achenza si lascia
libero l'adito, di ricorrere se si crederà gravato. Nel caso che avesse
luogo questa giudiziale contestazione, io commetto a LEi di provvedervi colla
maggior possibile prontezza e sommarietà. onde il Frau non abbia ad
un lungo e dispersivo litigio.
All'Achenza poi che oltrepassando i limiti della sua professione di Farmacista,
che si disse avere storpiato chè incautamente si commise alla di Lui
imperizia, che turbò costantemente la tranquillità dei Medici,
e Chirurghi di Codesto paese e che diede tanto fastidio al Governo, farà Ella
sentire che ove non resti a dovere, e dia nuovo motivo di giuste doglianze,
io saprò adottare a di lui contegno le misure che mi ero già proposto
prima che il medesimo avesse costì promesso nanti l'anzidetto Prefetto
di stare all'amichevole adeguamento di cui ordinai l'osservanza col mio Dispacio
del 6 corrente Agosto.
Attenderò riscontro sul risultato e prego Dio che &....
B. 866 doc. n. 11/7
N. 566/269
Al Ministro di Sardegna
Torino
Oggetto: nuovi reclami del Medico
Carlo Todde per venire nominnato
Tenente Protomedico in Villacidro
17 Settembre 1836
Adempiendo alle riserve che col precedente dispaccio del 26 precorso
Novembre alla S,V, Ill.ma riguardo alla nuova chiamata del Medico Carlo
Todde di Villacidro onde essergli affidato l’incarico di Tenente
Protomedico in quel Villaggio, mi faccio a rassegnarle qui unito il parere
in proposito ..............................................................
B. 866 doc. n. 11/8
N. D’ordine 1103/985
Al Delegato di Giustizia di
Villacidro
26 Ottobre 1836
dopo quanto Ella informava con foglio del 28 precorso Luglio......sulle rappresentatemi
nuove ...... di codesto farmacista Clemente Achenza rapporto all’esercizio
della Medicina e Chirurgia, e malgrado la recente severa proibizione fattagline
con dispaccio del 29 scontato Luglio, essendomi risultato, che anche in seguito
a tal divieto sia egli continuato ad ................... nell’esercizio
di detta facoltà,se non sfrontatamente come per lo avanti, almeno di
nascosto ed indirettamente, e che Ella per il primo sia quello, che continua
tuttora a prevalersi dell’opera di detto Speziale Achenza nei bisogni
della sua famiglia non posso dissimulare lamia sorpresa non meno per la .....informativa
da lei datemi con detto foglio .....................................................
.
Mentre perciò la metto in seria avvertenza ad essere in avvenire più veridico
e più .......... nei rapporti che Le potrà occorrere di fare
al Governo, ed a non lasciarsi guidare dallo spirito di parzialità a
fronte della Giustizia, le faccio pure conoscere che continuando Ella a prevalersi
di esso Achenza non potrò dispensarmi di prendere delle disgustose misure
a a di Lei contegno.
In ordine poi all’Achenza è mia intenzione che Ella chiamatolo
alla Curia gli faccia a mio nome una ben forte ammonizione per tale suo operato
e lo metta in ........................ che venendo a risultare nuove contravvenzioni
nell’esercizio della Medicina e della Chirurgia si procederà contro
di lui a delle rigorose misure compendiosamente a quella del carcere, ed anche
dell’allontanamento da codesto Villaggio, tirando ... un atto verbale,
da tenersi in codesto Curia, di cui mi dovrà Ella poi trasmettere copia
autentica.
Sonosi lasciate le opportune disposizioni nella Curia locale onde venir nuovamente
inibito l’Achenza dall’.............nell’esercizio della
Medicina e della Chirugia sotto le più rigorose pene .........................
a quella del carcere ed anche dell’allontanamento da Villacidro.
________________________________________________________
B. 866 doc. n. 12/1
Parere del Protomedicato Generale
in data 9 Dicembre 1836
Il Pr.to G.le nell’unire al Sig. Reggente la Regia Segr. di Stato
e di G.rra copia di tutti gli atti del Prot.to riguardanti le dimande
in diversi tempi inoltrate dal Medico Carlo Todde, dai quali manifestamente
appare il progresso dei successivi sentimenti del Proto.to medesimo,
ho l’onore di soggiungere che dal tenore della memoria di questa
R.a Seg.a di Stato dei 21 pregresso Novembre ha avuto campo di rilevare
la falsità delle ragioni dal medesimo Todde affacciate nel ricorso
a S.M.
Perocchè dicendosi nella medesima che il Ministro per gli affari
di Sardegna** avesse manifestato il desiderio di conoscere i motivi per
cui non stimò il Protomedicato d’incaricare il Medico Todde
delle incombenze di Tenente Protomendico inVillacidro, quali inoltre
non consterebbe di essere ad altri affidate, si palesano i fondamenti
del ricorso , cioè che il Preotomendicato lo abbia privato di
un uffizio già prima esistente e a lui conferito e che ora trovisi
allo scoperto.
Primieramente è stat la supposizione che in Villacidro sia mai
esistita persona incaricata delle incumbenze di Tenente Protomendico,
mentre dagli uniti documenti si rileva, che i Tenenti Protomedici, a
mente ancora del S. 6° tit. 21 delle Regie costituzioni per l’Università,
sono costituiti in quei luoghi principali, oltre le Città che
hanno porto di mare, dove occorrano provvedimenti sanitari di entità?,
ew Villacidro non è mai stato per la sua posizione mediterranea
considerato luogo tale da doversisi stabilire un Tenente protomedico.
In secondo luogo è stato l’altro supposto che il Protomedicato
abbia privato il Medico Carlo Todde dell’uffizio della polizia
medica in Villacidro; anzi essendone stato incombenzato vi si è resistito
presso il delegato di Giustizia di deto luogo cui il Proto.to diresse
tale destinazione;
allegando il Todde , non esservi tenuto, per non essergli ancora stat
affidata l’esazione, in lui poco sicura, dei diritti dell’acquavite
Con quale ripulsa il Medico Todde ha pure date non equivoche pruove della
sua inosservanza dell’uffizio di Medico di condotta.
Finalmente che intanto il Proto.to ha stimato di presciegliere lo Speziale
C.A. a Delegato Protomedicale per la visita dei lambichi e distillazioni,
perchè detto Pr.to ha fondata fiducia nella abilità del
medesimo e sull’onestà per la riscossione degli uniti dritti
spettanti al Protomendico; qual favorevole giudizio non può ugualmente
formare dell’idoneità del Medico Todde, cui intanto stimò potersi
affidare l’uffizio dei Medico di condotta per la scarsezza di soggetti,
per cui è costretto di accogliere le dimande di chi si presenta,
non avendo opportunità di preferenze
Dalla relazione di queste verità di fatto potrà S.E. il
Sig. Vicerè e il Ministero agevolmente giudicare, qual conto si
debba tenere di un soggetto, il quale sotto pretesto d’interesse
per la medica polizia pretende il posto di Tenente Protom. mai esistito
in Villacidro, e tacitamente la esazione dei dritti spettanti per l’onorario
al Protom.co il quale non può riposare nella sua onestà.
Cagliari lì 9 Dicembre 1836
Firmati all’originale
Cav. Francesco Boy Protomedico G.le
Cav. Giuseppe Ignazio Cossu Primo C.re del P. G.le
Sechi Consigliere del Protomedico
PASELLA
1843
Ill.mo Mag.to del protomedicato
Il sottoscritto Giudice del Mandamento di Villacidro occupandosi della
verificazione dei fatti esposti da questo Sig. Medico Carlo Todde …….è dovuto
risultare più che vero occuparsi costantemente il chirurgo Achemza
della facoltà medica trattando malattie interne e di cognizione
non sua.
………
..La circostanza di tenere il chirurgi Achenza il proprio figlio con
farmacia aperta in Villacidro, anzi nella comune casa, non abbisogna
di dimostrazione o di fatti; che poi il padre indichi alle famiglie dei
malati di provvedersi dei medicamenti da lui prescritti, dalla farmacia
del figli, è del tutto naturale, anzi si dice, che molti che vorrebbero
provvedersi degli occorrenti medicinali dall’altro farmacista Ligas,
stabilito pure a Villacidro, per non dispiacere al padre si provvedono
dal figlio.
Villacidro 23 settembre 1843
Col Dovuto Rispetto
Il Giudice del Mandamento
Dessì
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