Appunti per una storia della sanità a Villacidro

Il Caso Todde-Achenza
(Una storia di malasanità nella Villacidro del 1800)

Ricerche all’Archivio di Stato
a cura
di
Franco Fadda

1843
Il medico Todde denuncia il chirurgo Clemente Achenza e il di lui figlio Agostino (speziale), il primo per abuso dell’arte medica e entrambi per comparaggio

Ill.mo Mag.to del protomedicato
Il sottoscritto Giudice del Mandamento di Villacidro occupandosi della verificazione dei fatti esposti da questo Sig. Medico Carlo Todde …….è dovuto risultare più che vero occuparsi costantemente il chirurgo Achemza della facoltà medica trattando malattie interne e di cognizione non sua.
……… ..La circostanza di tenere il chirurgi Achenza il proprio figlio con farmacia aperta in Villacidro, anzi nella comune casa, non abbisogna di dimostrazione o di fatti; che poi il padre indichi alle famiglie dei malati di provvedersi dei medicamenti da lui prescritti, dalla farmacia del figli, è del tutto naturale, anzi si dice, che molti che vorrebbero provvedersi degli occorrenti medicinali dall’altro farmacista Ligas, stabilito pure a Villacidro, per non dispiacere al padre si provvedono dal figlio.

Villacidro 23 settembre 1843

Col Dovuto Rispetto
Il Giudice del Mandamento
Dessì

1807
Richiesta per la richiesta di un medico condotto in quel di Villacidro da parte del Censore Diocesano:
Eccellenza
Ho dovuto finalmente cedere alle persuasive di questo Consiglio Comunicativo. Il quale tutto ha voluto a me
appoggiare lo stabilimento per un Medico in questo Villaggio.
……… Siamo al punto Eccellenza che vari particolari benestanti caduti ammalati sono stati costretti di recarsi in
carro a codesta capitale per trovar rimedio al male cui soccombono i poveri. Ecco lo stato del Paese in questo
punto.
         Umile Devoto ed Obbediente……Ignazio Agnese

1827
A Villacidro, arriva il medico condotto Carlo Todde:
Villacidro addì 30 luglio 1827
Contratto di Condotta ossia di Ferma col Pubblico Salario dell’annua Somma di ScudiTrecento,passato
tra il Sig. Medico Carlo Todde, nativo della Caitale, ed il Ferraio M. Francesco Cannas Leo attuale
Sindaco di detto Villaggio
Presso Correlli Notaio.
Che il detto Sig. Carlo Todde sia obbligato a servire nella sua Professione d’Arte Medica tutti gli Individui facenti corpo con Questa Comunità, ivi compresi i Poveri e questo senza pregiudizio, né preferenza di quelli che pagano, esclusi però i Sacerdoti, i Religiosi Mercenari, i Signori Curiali, ed il Sostituto Prov. Fiscale, il Regio Esattore, l’Ill.mo Sig. Censore Diocesano, e qualunque Forestiero e Passeggero non quotizzato in queste Comunali Costituzioni, i quali, ove vogliano essere serviti, contratteranno a disparte, e pagheranno allo stesso Sig. Medico la somma concertata, o che corrisponderà alle visite, conforme Tariffa.
Che per tale Servizio…….che viene molto a interessare più di novecento Famiglie, questa Comunità sia obbligata contribuire e pagare a fovavore del prefato Sig. MedicoTodde l’annuo Salario di Scudi Sardi Trecento………………

In fede
Francesco Correlli Notaro di cause, e pubblico

B. 93 docum. n. 7 26

1828
B. 93 docum. n. 7 26
Addì 13 dicembre 1828 Iglesias

Fatto personalmente comparire in questo Ufficio d’Intendenza Provinciale il Sig. Medico Carlo Todde dietro agli ordini pervenuti con dispaccio di S. E. il Sig. Vicerè dei 6 corrente è stato interpellato dal sottoscrittto Intendente della Provincia a nome della prefata E.S. affinchè risponda decisivamente se intende o no ricedere dalli obblighi e convenzioni enunciate nel contratto stipolato sotto li 30 Luglio 1827 tra il medesimo ed il Consiglio Comunitativo di Villacidro.
E lo stesso Sig. Medico Todde compreso l’oggetto della fattagli interpellanza risponde, presente anche il Sottoscritto Notaro assunto per impedimento del Segretario di questo Ufficio, che avuto già da qualche tempo a questa parte maturato i suoi interessi circa l’oggetto di cui trattasi avrebbe già avanzato i suoi eccitamenti presso il Consiglio predetto di Villacidro contenenti il recesso del contratto stipolato tra il Rispondente e lo stesso Consiglio sotto li 30 Luglio precorso anno 1827, tuttocchè non sa per qual ragione non siasi voluto accettare, o per meglio dire, non siasi voluta distendere la risoluzione Consolare dal narrato Consiglio: non può quindi ora che n’è stato espressamente interpellato a nome di S.E. il Sig. Vicerè, che confermare lo stesso recesso dal sovra annunciato contratto, con ciò però, che questo abbia effetto a tenore dei patti stipolati fino all’ultimo giorno del corrente Dicembre, corrispondendosegli la rata dello stipendio pattuitosi, e conseguentemente dal primo giorno dell’entrante Gennaio cesseranno le vicendevoli convenzioni, ed il rispondente non sarà più tenuto a servire la Comunità di Villacidro, né questa avrà più che pretendere dal Rispondente.
Tuttociò però non ostante essendo ben caro al Rispondente che venga integrato nell’onore che si è tentato ledergli e che risplenda e trionfi la sua innocenza e mascherata la calunnia supplicherebbe che il Sig. Vicerè si degnasse di prendere qualche cognizione nella maniera che stimerà più opportuna, su i fatti di cui si vorrebbe lo stesso ripondente contabile dal predetto Consiglio di Villacidro. Che è ciò che umilmente risponde ed implora e si sottoscrive deliberatamente.
Fatta lettura
Medico Carlo Todde
Pintor Orcu Intendente Prov.le
Sotgiu Notaio assunto

INTENDENZA D’ IGLESIAS
Iglesias lì 6 Dicembre 1828

Risposta alla lettera 6 corrente

ECCELLENZA

interpellato da il Sig. Medico Carlo Todde a nome dell’ E.V. conforme gli ordini pervenutimi col veneratissimo contronotato Dispaccio avrebbe il medesimo risposto nella maniera che rileverà dal qui unito atto che ne ho disteso sotto lì 13 corrente, motivo per cui ho sospeso di ricevere l’informazione proposta dal Consiglio Com.vo di Villacidro, e m’affretto a restituirle tutte le pezze comunicatemi col prelodato Dispaccio
E ho l’onore di ricostituirmi col più profondo rispetto e venerazione
Dell’ E. V.
Um.mo Div.mo Obb.mo
l’Intendente Prov.le
PINTOR PORCU

B. 93 docum. n. 7 26

Addì 13 dicembre 1828 Iglesias

Fatto personalmente comparire in questo Ufficio d’Intendenza Provinciale il Sig. Medico Carlo Todde dietro agli ordini pervenuti con dispaccio di S. E. il Sig. Vicerè dei 6 corrente è stato interpellato dal sottoscrittto Intendente della Provincia a nome della prefata E.S. affinchè risponda decisivamente se intende o no ricedere dalli obblighi e convenzioni enunciate nel contratto stipolato sotto li 30 Luglio 1827 tra il medesimo ed il Consiglio Comunitativo di Villacidro.
E lo stesso Sig. Medico Todde compreso l’oggetto della fattagli interpellanza risponde, presente anche il Sottoscritto Notaro assunto per impedimento del Segretario di questo Ufficio, che avuto già da qualche tempo a questa parte maturato i suoi interessi circa l’oggetto di cui trattasi avrebbe già avanzato i suoi eccitamenti presso il Consiglio predetto di Villacidro contenenti il recesso del contratto stipolato tra il Rispondente e lo stesso Consiglio sotto li 30 Luglio precorso anno 1827, tuttocchè non sa per qual ragione non siasi voluto accettare, o per meglio dire, non siasi voluta distendere la risoluzione Consolare dal narrato Consiglio: non può quindi ora che n’è stato espressamente interpellato a nome di S.E. il Sig. Vicerè, che confermare lo stesso recesso dal sovra annunciato contratto, con ciò però, che questo abbia effetto a tenore dei patti stipolati fino all’ultimo giorno del corrente Dicembre, corrispondendosegli la rata dello stipendio pattuitosi, e conseguentemente dal primo giorno dell’entrante Gennaio cesseranno le vicendevoli convenzioni, ed il rispondente non sarà più tenuto a servire la Comunità di Villacidro, né questa avrà più che pretendere dal Rispondente.
Tuttociò però non ostante essendo ben caro al Rispondente che venga integrato nell’onore che si è tentato ledergli e che risplenda e trionfi la sua innocenza e mascherata la calunnia supplicherebbe che il Sig. Vicerè si degnasse di prendere qualche cognizione nella maniera che stimerà più opportuna, su i fatti di cui si vorrebbe lo stesso ripondente contabile dal predetto Consiglio di Villacidro. Che è ciò che umilmente risponde ed implora e si sottoscrive deliberatamente.
Fatta lettura
Medico Carlo Todde
Pintor Orcu Intendente Prov.le
Sotgiu Notaio assunto

INTENDENZA D’ IGLESIAS
Iglesias lì 6 Dicembre 1828

Risposta alla lettera 6 corrente

ECCELLENZA

interpellato da il Sig. Medico Carlo Todde a nome dell’ E.V. conforme gli ordini pervenutimi col veneratissimo contronotato Dispaccio avrebbe il medesimo risposto nella maniera che rileverà dal qui unito atto che ne ho disteso sotto lì 13 corrente, motivo per cui ho sospeso di ricevere l’informazione proposta dal Consiglio Com.vo di Villacidro, e m’affretto a restituirle tutte le pezze comunicatemi col prelodato Dispaccio
E ho l’onore di ricostituirmi col più profondo rispetto e venerazione
Dell’ E. V.
Um.mo Div.mo Obb.mo
l’Intendente Prov.le
PINTOR PORCU

B. 93 doc. n. 11 59

Da Todde
A Vicerè
s.d.
Ricevuto lì 31 Gennaio 1829


E C C E L L E N Z A


Il Medico Carlo Todde residente a Villacidro avendo presentito che siansi dal Consiglio Comunitativo di esso Villaggio inoltrati all’E.V. de’ reiterati ricorsi onde autorizzare la rescissione del contratto col medesimo stipolato, e d’impedire il di lui inastallamento a Medico di Condotta di quel Distretto, cui venne chiamato dalla Giunta Generale sul Vaccino, non può in alcun modo dispensarsi di osservare col più umile rispetto all’E.V. che non per zelo di pubblico bene, non per demeriti del rassegnante, ma per secondare le insinuazioni di pochi particolari sonosi avvanzati i surriferiti ricorsi.
Lo Speziale Aquenza e Chirurgo Caria di Villacidro sono la molla principale della gran macchina; entrambi che in ogni tempo han fatto la guerra ai Medici che si sono stabiliti, come è ben noto alla Regia Segreteria di Stato, appunto per potervi esclusivamente ad ogni altro esercitare la facoltà medica, e per continuare il lucroso traffico facevano di un arte che ignorano, principiarono dall’indisporre gli animi de’ Villacidresi ignoranti facendogli sentire che il metodo curativo quale adottavasi dal supplicante era in contradizione col buon criterio medico, e coi principi dell’istess’arte; ma non essendovi riusciti perchè l’esperienza convinse anche i più rozzi del contrario, divisarono di metterlo in diffidenza del Governo facendo ricorrere il Consiglio di Comunità esponendo fatti che non sono esistiti che in loro capriccio, e la pocca confidenza ( quale non avevano quegli potuto insinuare negli animi de’ surriferiti Villacidresi) che questi avevano nel Supplicante.
Era ben facile allo Speziale e Chirurgo suindicati di riuscire in quest’ultimo tentativo. Il primo parente, paesano ed intrinseco del Delegato di Giustizia *, quello intrinseco dello Scrivano della Curia ed in un Segretario di Comunità. Inoltre il Chirurgo paesano ed intrinseco coi membri del medesimo Consiglio come non potrebbero determinarlo e ridurlo a ricorrere contro del rassegnante?
E il medesimo sicuro in sua coscienza di non avere con fatti od ommissioni dato motivo a doglianza alcuna , per cui creiva e crede tuttavia di godere la piena confidenza di tutti i popolatori di Villacidro : ma standogli a cuore che sia dall’E.V. in tutt’altro aspetto riguardato, rinnova le supplicazioni già avanzate nell’interpellanza gli venne fatta dal Sig. Intendente della Provincia d’Iglesias, di assumersi informazione su’ capi proposti dal Consiglio suddetto previi testimoni di sperimentata probità.
L’oratore che non ignora quali siano le persone che ebbero parte in quest’affare, e quanto loro importi che risultino i fatti esposti, prevede pur anche quali possano essere i loro maneggi per riuscirvi, per eludere i quali e prevenire i suborni ardisce pregar l’ E.V. di commettere la delegazione a persona che non lasci trapelare ad alcuno de’ su accennati soggetti l’oggetto della delegazione, ed inoltre d far preventivamente interpellare il Consiglio Comunitativo a dichiarare se o no abbia inteso ricorrere nel senso in cui sono state distese le rispettive risoluzioni, e finalmente di raccomandare alla persona che stimerà di delegare, di fare evacuare ai testi che verranno somministrati dall’istesso Consiglio, gli articoli per mezzo di preinterrogatori.
Il supplicante è persuaso che quanto a lui interessa di venire reintegrato nell’onore pur troppo lacerato con false imputazioni, altrettanto interessa all’E. V. che venghino rispettati i dritti di ognuno; epperciò lusingasi che non risparmierà misure di precauzione onde assicurarsi o della verità de’ fatti esposti dal Consiglio di Villacidro o della falsità loro, e
Supplica si degni V.E. rilasciare quelle relative disposizioni che stimerà del caso .
Grazia che le ..............


B. n. 93 doc. n. 12 61

Ill.mo Rev. Mons. Arc. Capo della Giunta Generale del Vaccino *

Il Medico Carlo Todde di questa Città domiciliato a Villacidro con il dovuto rispetto espone a V. S. Illma Rev.ma che avendo presentito che le suppliche umiliate a S.E. siano stato rimesse alla Giunta Gen.le sul Vaccino, ed attendendo la destinazione a Medico Distrettuale* di Villacidro ove venne proposto dalla Giunta si lusinga che l’ostacolo potrebbesi presentare per certi capi d’accusa contro dell’esponente propostisi già da qualche tempo dal Consiglio Comunitativo di detto Villaggio sarebbe tacciato di un silenzio colpevole se in questo momento non premurasse far sentire le sue ragioni e difendersi dalle imputazioni calunniose di cui non esiste prova legale colle quali si tentò oscurare la sua fama, che geloso di averla meritata e conservata finora in Cagliari ed altrove intentando la malignità e l’invidia di pocchi soggetti denigrarla pretende l’esponente a qualunque costo difendere.
Dagli attestati già presentati alla Regia Segreteria, e da quelli che ora presenta delle persone più distinte, ed accreditate del Villaggio rilevasi quanto sia falso d’addurre essere il supplicante in diffidenza Generale ed esserne il popolo malcontento, non esistendo questo che in pocchi soggetti, che per la non giusta distribuzione dell’imposta , come per il pregiudizio di non dover pagare il Medico in quell’anno in cui non ne ebbero bisogno alcuno, presero motivo d’esserne malcontenti attizzarli vieppiù al Chirurgo e Speziale loro allineati, poco premendo loro certamente che restasse l’esponente sotto altro titolo purchè esenti dall’imposta, come chiaramente si espresse il detto Consiglio nel primo atto consolare che il Delegato * diferì di sanzionare finchè per indiretti suoi suggerimenti si levasse la loro petizione di volerlo per Medico di Condotta*, il che lo può attestare il Segretario d’allora Notaio Efisio Cadoni.
Tuttoquesto preteso malconteno di questi pocchi doveva cessare, come cessò, dal momento che l’esponente rinunciò al contratto.
Dagli attestati di vari soggetti dei più distinti di ogni classe si contradice a tale malcontento supposto ora esistente ed alla pretesa diffidenza generale; e benchè gl’invidi e maligni non abbian risparmiato mezzo alcuno per suscitarlo con grave danno di molti malati, pure l’esponente può vantarsi di godere una media confidenza nell’Ill.mo e Rev.mo Mons. Vescovo d’Ales che non ebbe difficoltà d’affidargli la sua preziosa vita e della famiglia, nel clero secolare e regolare, nelle persone più distinte ed accreditate del Paese e nella maggior parte anche delle altre come dagli attestati può rilevarsi.


B 93 doc. n. 12 segue

Da questi anche dileguasi l’ombra lasciata all’onore dell’esponente di avere dichiarato una zitella incinta quando non lo era onde ne naquero delle discrezioni.
Quanto sia falsa questa imputazione oltre ad osservarsi da una nuova dichiarazione dei più distinti soggetti e de’ più probi, men di essere clamoroso il fatto, è una novità per Villacidro; e tutto il risentimento provenutone contro l’esponente dall’attra bile* di chi scrisse una tal calunnia derivi.
Forse avrebbesi dato occasione d’aver ordinato un salasso al braccio ad una zitella perchè contrario al pregiudizio che corre nei villaggi di salassarsi il braccio? * praticandosi al contrario con molta indifferenza dal chirurgo il salasso al piede o forse per non accondiscendere a questo salasso o a qualche altra medicina solita impudentemente somministrarsi si sarà preso per una prova negativa del supposto? Se questo è si rimette al giudizio delle persone savie ed intelligenti per decidere dell’imprudenza dell’operato.
Il ribattere l’accusa d’arroganza, di parlar sconcio e con strapazi agli ammalati sarebbe un portar tedio molesto ed inutile, mentre considerando l’addotto negli attestati e adesso da per se stessa.
E questi modi più conformi al genio e rozzezza dell’infima classe, usuali perciò e comuni a quelli che accondiscendendo ed approfittando dei materiali e bassi piaceri della plebe si rendono perciò più da quella ben visti, non potevano attesa la condizone, educazione e modo di pensare nell’esponente supporsi già ben cognito ai suoi Professori ed alcune persone insigni di questa capitale.
Sarebbesi ora il capo d’accusa più grave cioè che abbia tentato un operazione chirurgica con strumenti niente propri dell’arte.
Il fatto estratto dal giornale medico dell’esponente è identico come lo porta Riverio* alla centuria 3 operazione 71 . Passò l’esponente all’operazione dopo tentati tutti i mezzi di fargli rigettare il boccone dopo larghe dosi d’emetico, dopo vari salassi, dopo ventiquattrore, guardò il viso e collo assai gonfi si osservò un tumore alla fossa giugulare della grossezza e colore di un arancio prodotto dall’introduzione fatta dal chirurgo di una grossa candela di cera per far andar giù il boccone ignorando la struttura e conformazione dell’esofago a guisa di un imbuto, ond’è che gl’impegnò vieppiù lacerando colla stirattura e pressione della trachea come da qualche goccia di sangue comparsa appena introdotta la candela, dalla voce più fioca, da una piccola tosse si poteva rilevare ?
In questo stato avendolo abbandonato il Chirurgo mosso l’esponente più dal desio di salvar la vita ad un uomo se per qualche tentativo vi poteva riuscire, che per tema di pericolarne la fama lasciando morire senza soccorso secondo Celso, s’azzardò introdurre un fil di ferro sottile curvato nella punta in forma di un amo, e un gran cautela sulla bocca evitando che la punta altro che il boccon toccasse, e quando ebbe questo afferrato tirandolo leggiermente in su in modo che il paziente in presenza degli astanti asserì aver solo sollevato tre dita.
La resistenza presentata a questa estrazione smussò la punta del’amo onde fu necessario rifarlo , s’introdusse di nuovo ed ebbe lo stesso risultato.
Finalmente il bisbiglio e cicaleggio di alcune donnicciuole attorniate che censuravano l’operazione di cui imponeva la novità al materiale loro giudizio: e molto più il riflesso che il boccone per l’impegno presa nella parte lacerata della trachea non era più possibile estrarlo, allontanò dall’operazione l’esponente e con dolore lasciò che quell’infelice cedesse al destino come seguì ventiquattrore dopo morendo soffocato. Fu chiesto ripetutamente lo sparo del cadavere e non si potè ottenere.
Dall’esposto potrà la S.V. Ill.ma Rev.ma conoscere simili false ridicole imputazioni, le quali finora non vennero mai apprezzate dall’esponente perchè non ebbe giammai a supporre che se si fosse trovato facilmente chi l’inventò per deprimerne la fama, chi per non perdere il lucro del giorno le ordinò in stile mordace, non si troverebbe giammai persona intelligente di valutarlo in modo da vedersi l’esponente tutto a un tratto per quelle rimosso dalla destinazione alla condotta di Villacidro ; risultando ora di essere le dette imputazioni partite da soggetti che mai soffrirono che vi sia un medico, come potrebbesi il Governo informare dai Si.ri Medici Rugiu che trovasi a Bosa e Trudu a Cagliari che ebbero a soffrire gl’istessi incontri e disordini per parte dello stesso Chirurgo e Speziale che insolentirono contro l’esponente, nonostante la moderazione e prudenza colla quale questi gli tollerò come lo può attestare il prelodato Ill.mo e Rev.mo Mons. Vescovo e molti altri soggetti degni di fede fra i quali il Brigadiere dei Carabinieri Reali M. Addis e benchè abbia l’esponente pregato più volte chi poteva rimediarvi per porvi riparo avendo certamente altronde dei giusti motivi di farne formale lagnanza prescindendone pure e sperando nel rimedio promesso volle piuttosto soffrire e disssimulare tentando ogni mezzo di guadagnarli e persuaderli a stare all’ordine.


B. 93 doc. n. 12


Ora però non può fare a meno d’invocare in suo favore la legge a protegerlo impetrando una giusta soddisfazione per tante insolenze sofferte e calunnie imputategli, standogli a cuore di vedersi degradato da quei privilegi che S.M. con la laurea dottorale* gli accordò e messo a livello del Chirurgo e Speziale, anzi vedendosi questi preferiti all’esponente anche giustificato protestandosi che non sarà per accettare mai altra proposta condotta essendo altrimenti questa una sufficiente prova di demerito che l’esponente ovunque si sentirebbe rinfacciare oltrechè soffrirebbe gl’istessi incontri,; mentre le circostanze di famiglia, il ben essere di quel clima e la benevoglienza dimostrata dalla maggior parte più distinta del Paese persuadono a restare anche da Medico privato.
Supplica si degni la S.V.R.ma prendendo in considerazione l’esposte far valere queste ragioni presso la Giunta Generale .
Grazie

B. n. 93 doc. n. 12

segue 64

Addì 16 Febbraio 1829 Villacidro

Attestiamo noi sottoscritti capi di famiglia, membri tutti componenti questo abitato di Villacidro, essere omninamente falso, che il Sig. Medico Carlo Todde della città di Cagliari in questo domiciliato, abbia dichiarato zitella alcuna gravida non essendo incinta dachè risiede in questa popolazione, non avendo noi sottoscritti inteso una tale diceria, il che non sarebbe rimasto accetto se fosse realmente successo; e massime se qualche scissura da ciò fosse scoppiata in alcuna di queste famiglie: d’altronde noi sottoscritti non possiamo che di bel nuovo comendare la condotta del prefato Sig. Medico Carlo Todde, dichiararci di lui contenti, e richiamarlo per nostro medico cubiculare*. In fede di quanto sovra ci sottoscriviamo di proprio pugno.

Il Sottotenente nelle Reali Arm.te Raimondo Sogno
Il Notaio Franco Bolachi
Il Notaio Pubblico Vincenzo Cabriolu
I.te Vincenzo Pittau
Bardilio Ecca Scrivente
Antioco Angelo Ecca Scrivente
Francesco Piga
Notaio Gio Antioco Sabiu
Giuseppe Gilardi
Salvatore Cadoni Depot.
V.a Notaio Francesco Mossa
Antonino Migliardi
Battista Caprioli
Francesco Cannas
Sacerdote Francesco Mocci Vice Parroco
Antioco Angelo Pittau Ex Ammostassen
Scrivente Giovnni Serra
Antioco Carta
Sebastiano Piga Capitano Barracelli
Sacerdote Antioco Vincenzo Longu Vice Parroco
Notaio Francesco Correlli
Bernardino Serra per la Madre Teresa Sogus
Il Notaio pubblico Francesco Bolachi a richiesta dell’attuale Amostassen Giuseppe Antonio Nonnis illeterato
Il detto Notaio Bolachi per il fratello Salvatore
Il detto Notaio Bolachi per la Madre Vedova Anna Maria Zucca
Il Notaio Antonio Peppino Caria
Francesco Ecca


Allegato alla supplica di Todde all’Arcivescovo

elenco di 48 nomi


Villacidro addì 30 Gennaio 1829


Tutti agricoltori e capi famiglia dell’abitato di Villacidro eccitati dall’ Ill.mo Signor Medico Carlo Todde della Capitale di Cagliari e nel detto villaggio stanziato a spiegare con che maniere abbia servito e atteso codesti abitanti alle occorrenze di malattie con che impegno, solicitudine ed attività, non possono senz’offendere la propria coscienza dispensarsi d’attestare che oltre d’aver communemente inteso dalla maggior parte del Villaggio che quel Signor Medico abbia fatto delle moltissime guarigioni di malattie critiche e serie, fra le quali sono anche i medesimi a notizia d’aver guarito con ottimo successo li Signori Sacerdoti Vincenzo Pittau, Francesco Mocci e Francesco Ignazio Piras, la Signora Barbara Carta Cadoni, la Signora Francesca Migliardi, la Signora Raimonda Pais, il Signor Gavino Spisso, li giugali Giuseppe Nonnis e Rosa Currelli, la figlia del Sig. Notaio Francesco Bolacchi ed i contadini Vincenzo Pittau e Francesco Aru Margiani, ditenuti tutti da grave malattia devono candidamente confermare che riguardo alle malattie dei menzionati Signori Sacerdotie Pittau, Barbara carta e figlia del Notaio Bolachi, vedendo in progresso che la loro malattia andava a prendere cattivo aspetto ne instavano tutti tre la consulta del Sig. Medico Muscas e d’altro Medico della Capitale da che risultò l’approvazione di quanto osservò il sullodato Signor medico Todde nel corso delle loro malattie, per essere state quelle governate e trattate giusta i dettami e regole dell’arte; in conseguenza di che non possono li attestanti che totalmente dichiararsi ben serviti, attesi, e contenti della prestazione di questo Sig. Medico protestandosi allo stesso tempo di volersi nell’avvenire prevalere del medesimo non ostante il malcontento d’alcuni emoli della stessa professione, che per le loro private mire vorrebbero screditarlo; e quindi a richiesta dell’istesso Signor Medico ne fanno tutti li sunominati Soggetti alzare questo testimoniale, e non si sottoscrivono perchè asseritisi illetterati; Di che Io.........

Il Notaio Pubblico Vincenzo Cabriolu richiestoli


B. 93 doc. n. 12
66

Villacidro lì 5 febbraio 1829

A richiesta dell’Ill.mo Sig. Medico Carlo Toddee, il sottoscritto non ha dificoltà alcuna d’asserire, ed affermare, come afferma essere il sullodato Ill.mo Sig. Medico Todde una persona d’ottime qualità personali, e morali, assiduo ai richiami nella sua facoltà di Medico, onestissimo, ed affabile con tutte le persone che ha avuto il piacere di visitare ammalate, servizievole ad ogni momento, che è stato richiesto fino a quelle ore più incomode si è prestato ed ha obbidito, poveri fossero, o richi, senza eccezione di persone, e tanto io posso asserire nelle ragioni che trovandomi occupando il posto d’Ammostassen nello scorso anno 1828, e quindi sempre al governo del villaggio lo vidi sempre in continuo motto visitando gli ammalati, e se qualcheduno volesse oscurare queste verità non possono essere che persone degnigranti la famma e l’onore altrui, e perchè non se ne dubiti segno il presente di che &.............
Antioco Angelo Pittau
Ex Ammostasen

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B. 93 doc. n. 12

segue 67

Add’ tre febbraio 1829 Villacidro


Attesto io sottoscritto qualmente non ho motivo alcuno di dolermi della condota del Sig. Medico Carlo Todde da che trovasi di residenza in questo villaggio , anzi posso affermare d’essere il medesimo di mio genio, e piacimento, avendolo veduto visitare con molta assiduità e frequenza gli ammalati di poveri che richi di questa popolazione e d’avere pure visitato la moglie e figlia mie in occasone d’essere state ambedue inferme avrndole trattate con tutta l’attenzione possibile ed in modo d’essere rimasto contento, motivo per cui sarei anche contento , che il medesimo Sig. Medico Todde si stabilisse in questo villaggio, onde poterlo avere da medico cubiculare, che è quanto posso affermare:

In fede
Il Notaio Giovanni Antonio Sabiu


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B. 93 doc. n. 12

segue 75

Caro Dottore. Ero in lutto anch’io in questa settimana e mi èmancato il tempo per rispondere a tutti. Ai di Lei grandi timori rispondo che se fa in modo che il Governo s’informi a me saprà le qualità che ho ravvisato in Lei in ogni tempo e in Villacidro saprò difenderlo dalle imputazioni degli invidi. Attendo questo eccitamento dal Governo. Procuri rimettersi in salute prima di ogni altra cosa e poi parta: si pianti in Cagliari e tempesti. Lei è un uomo che può sempre parlare lo stesso Vicerè. Ripeto faccia che il governo ne scriva a me. Saluti la moglie

Ales 27 ...1829 Suo servitore
........................ vescovo

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B. 93 doc. n. 12

segue 76
Villacidro gli 2 Febbraio 1829

Il sottoscritto afferma qualmente che Sig. Medico Carlo Todde ha datto saggi di buona condotta e di religioe frequentando i sagramenti ed intervenendo alle funzioni Ecclesiastiche in modo decente, ed esemplare; in oltre procurando portarsi bene con tutti con affabilità e prudenza visitando gli ammalati si poveri che ricchi con assiduità ed attenzione godendo perciò la pubblica universale confidenza di tutto il popolo; come anche il sottoscritto non ebbe difficoltà alcuna d’avisarlo quando cadde gravamente ammalato ed anche varie volte per una sua zia, occorrendogli fare in questi casi come molti altri felicissime guariggione soffrendo con molta prudenza, dissimulazione i disordini e le trasgressioni del Chirurgo e Speciale, che in ogni modo hanno cercato di screditare la fama dissuadendo gli ammalati di dichiamarlo, somministrando di Medicina di nascosto, ed attribuendone al Medico l’esito infausto. Il che il sottoscritto l’asserisce per diffendere il detto Medico dall’imputazione cagliunosa che tendono a farlo partir da qua ove trovasi salariato da molti particolari, come hanno fatto agli altri medici; ed in fede mi sottoscrivo


Antonio Vincenzo Longu Vice Parroco

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B. 93 doc. n. 12

segue 77

Il sottoscritto richiesto dal Sig. Medico Todde di fargli un attestato sulla sua buona condota, come anche dell’opinione che gode nel publico: attesta esser in quanto al primo di nobile caratere, ed umano, rispettoso ad ogni sorta di persone esemplare nei suoi portamenti, ornato di tutte le virtù morali; caritatevole coi poveri e principalmente coi poveri ammalati; dando a questi soccorso, e pagando moltissime volte le medicine, che abbisognavano ...... solecito ed attivo nell’assistenza dei medesimi sempre quando è stato avvisato tanto di giorno come di notte; lo che il sottoscrittto lo può e lo deve attestare e in coscienza per essergli succeduto moltissime volte, d’esser stato avvisato d’alcuni ammalati per ministrargli i sacramenti, chi per esser le infermità serie e non conosciute dal Chirurgo, andavano a disporsi ad una funesta conseguenza , non avvisando il Medico per esser persuasi d’alcuni invidiosi e maligni che il S. Medico era un’ignorante e che erano più capaci i flebotomisti ed il Chirurgo, che il medesimo Medico: disingannati poi e spregiudicati di questa idea da qualche sagia persona avisarono il Medico, e mediante la di lui assistenza hanno moltissimi ricuperato la pristina salute, e sono tuttora in vita. Questo è quanto tutto consta del Sig. Medico Todde, e devo affermare in conscienza il fatto

Sacerdote Frau Mocci

Vice Parroco di Villacidro


B. 93 doc. n. 12

segue 78


Certifico io sottoscritto qualmente il Sig. medico Carlo Todde come salariato in codesto convento nello scorso anno 1828 ha visitato il Comm. il Frate Agostino Commino, il frate Raimondo Achenza ed il Frate Nicolò Marcello, tutti però in diverse infermità; e parimenti il suddettoMedico Todde per petizione di questa molto onorata Comunità è stato nuovamente assalariato pel presente anno.

1\829 In fede
Frate Effisio Laconi comm.te

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B. 93 doc. n. 12

segue 79

Villacidro 3 febbraio 1829

I sottoscritti non hanno difficoltà alcuna d’attestare che fin dal primo settembre mille ottocento ventisette in cui i villacidresi hanno avuto la sorte d’assalariare per Medico loro cubiculare Cumunale gl’Ill.mo Sig. Medico Carlo Todde Egli sia stato un soggetto d’ottime qualità personali, e morali assiduo sempre ai suoi doveri, affabile con gli ammalati che lo hanno richiesto senzachè mai abbia dato motivo di lagnanza alcuna e se qualcheduno ne ha voluto oscurare il suo nome, non son altri che quei spiriti torbidi del ben pubblico come lo possono i sottoscritti affermare, assicurando esser il Medesimo Medico necessario ed utile a tutto il Commune mentre si trova privo d’un soggetto abile alla guarigione della salute umana, e tanto è ciò vero che con la sua arte guarì perfettamente la Signora Francesca Migliardi, ed il Sottoscritto Sacerdote Vincenzo Pittau che gravamente si trovava ammalati, oltre a moltissimi altri, quali sarebbero tutti periti se non fosse dall’arte medica del l’Ill.mo Sig. medico Carlo Todde e perchè non se ne possa dubbitare si segna, dai sottoscritti il presente certificato, di che ..........


Vincenzo Pittau
Antonino Migliardi
Sebastiano Piga Capitano di Barracelli
Salvatore Cadoni
Franceco Piga
Francesco Ecca
Battista Caprioli

B. 93 doc. n. 12

segue

Carabinieri Reali Villacidro lì 3 Febbraio 1829


Il sotoscritto a richiesta del Sig. Medico Carlo Todde dimorante in questa concede testimoniale d’essere stato liberato da grave malattia e d’aver sperimentato la di lui capacità e diligenza ed affabilità tanto in quest’occasione che in altre malattie della moglie e figlio, per cui dovette di lui formare ottimo concetto uguale a quello che possano averne tutti li abitanti di Villacidro .....

Il Comandante la Stazione
Addis Luigi Brig.

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B. 93 doc. n. 12

segue 81
Add’ ì 3 Febbraio 1829

L’infrascritto a richiesta dell’Ill.mo Sig. Medico Carlo Todde nativo di Cagliari e residente in questo Villaggio , non ha alcuna dubbio di attestare si come in verità attesta e certifica, che dietro il Contratto di Condotta fatto con questo Consiglio Comunitativo per servire nella sua professione di Medico a tutta questa Comunità, egli sin dal primo di Settembre dello scorso anno 1827 si portò in questo Villaggio con gran desiderio ed accettazione di tutti questi buoni individui e massime dei Sig. Ministri di Giustizia e Carabinieri Reali, dei Parrochi, di tutte le persone letterate e Principali, del Chirurgo Vincenzo Caria e dello Speziale Clemente Achenza, quale ultimo anzi nel Luglio di detto anno 1827 sarebbe caduto ammalato con attacco di febbri di stagione, e venne anche prima del contratto visistato ed atteso dal prefato Sig. Medico con un felice avvenimento.
In tutto il tempo del suo servizio poi e dimora tratta in questo luogo fino a questo momento si è riconosciuto desso Sig. Medico essere di buoni, onesti, e lodevoli costumi portandosi bene e pacificamente con tutti e frequentando le funzioni di Chiesa. E’ stato pronto a tutte le ore ove abbia avuto avviso ed assiduo ad accorrere e visitare gli ammalati di qualunque condizione fino alla loro guarigione,essendo possibile. Si è veduto trattar tutti e sani ed ammalati colla massima moderatezza, e con tutta dolcezza, ed affabilità. Egli è quindi in certa confidenza ed in buon concetto di tutti e si riputerebbe invero buona sorte se potesse venir destinato per Medico di questo Distretto. Il sottoscritto non solo si persuadeva delle giuste istruzioni, e buona pratica del detto Sig. Medico, ma ha dovuto pure sentirne le grate e felici sperienze poichè essendo caduta ammalata la moglie del sottoscritto nel 10 settembre 1827 con accesso di febbre, per l’attendenza del medesimo Sig. Medico in breve riacquistò la prstina salute. Cadde inoltre ammalata di grave malattia la cognata del sottoscritto la minore Lucia Rugieri nel 28 giugno del precorso anno 1828, ed essendo stata attaccata da continue febbri nel 24 Luglio 1828 si credeva da tutti gli astanti di dover partirsene all’altra vita, tantochè nel giorno seguente venne sagramentata. Eppure la solita prudenza, assiduità ed interessamento del detto Sig. Medico si può dire che è stata la suriferita giovinetta Rugieri sottratta dalle fauci di una immatura morte.
Se poi la fu sorella del sottoscritto la celibe Emanuela Correli, che cadde ammalata lì 6 novembre 1827, finalmente venne a morte di consunzione sotto gli 8 Aprile 1828; non se ne può da ciò attribuire alcuna colpa al suddetto Sig. Medico mentre questi da principio la portò già ad uno stato di convalescenza ma dessa convalescente per qualche colpo d’aria ricadde ed avendo da se senza scienza desso Sig. Medico e neppure del sottoscritto preso l’ipecauana sotto il 22 dicembre 1827 immantinente da quello sproposito ne seguì, che le avesse fatt ..... una insolita gravissima febbre e fu quindi necessario apportarselei Santi Sagramenti nel giorno successivo, né potè più ripararsi del tutto il grande.... che le cagionò nella sua debole macchina la detta premorienza. Che è quanto in breve può attestare l’infrascritto, instato come sono . Del che ....


Not.o Francesco Correlli

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B. 93 doc. n. 12
83
Addì 3 di febbraio 1829 Villacidro

L’infrascritto previa instanza dell’Ill.mo Sig. medico Carlo Todde residente in questo villaggio, è in dovere di attestare, come di buon grado attesta e certifica, che il prefato Sig- Medico essendo stato salariato per servire nella sua professione a questa Comunità sin dal Settembre dello scorso anno 1827 si è sempre portato bene accorrendo con dolcezza ed assiduità a tutti gli ammalati che vi sono stati, si poveri, che benestanti, è stato sempre tollerante, affabile, e manieroso con tutti nella sua professione non ha risparmiato fatica, ed ha fatto delle buone guarigioni e lo stesso infrascritto ne ha avuto degli ottimi risultati delle buone maniere e capacità del detto Sig. Medico nell’ocasione che cadde ammalata di grave e complicata malattia la Moglie del sottosritto, lo che era 10 Agosto del precorso anno 1828, infatti che venne dessa ammalata trattata con tutta avvertenza e con si buon successo, che in breve spazio di tempo giunse ad uno stato di convalescenza, ed è quindi guarita perfettamente ad onta delle terribili e pertinaci febbri, che le diedero assalto massime nel Puerperio. E’ pure l’infrascritto informato d’altre consimili molto felici guarigioni operate in questo villaggio dal predetto Sig. Medico Todde quali per brevità tralascia d’individuare, attenendosi solo ad affermare che oltre d’essere amato desso Sig. Medico per tutte le sue gentili e grate maniere d’operare, sarebbe stato già avuto anche in ottimo concetto di tutti gl’individui di questo villaggio, che tengono buon discernimento a che disinteressati fanno giustizia al merito del prossimo.
In fede di che tutto rilascia il presente attestato e si sottoscrive.

Del che

Notaio Effisio Cadoni


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B. 93 doc. n. 12

segue 3 febbraio 1829 84

Villacidro lì 3 Febbraio 1829


Io sottoscritto affermo come dal primo settembre 1827 fino al presente il Sig. Medico Carlo Todde dimorante in questo Villaggio non ha datto motivo alcuno di lagnanza né di dispiacere nella sua condotta, portandosi con tutti con modi affabili e docili, visitando tutti tanto di giorno che di notte con tutta assiduità ed attenzione non negando mai neppure ai poveri ed ai carcerati; alle cui maniere accorreva tutto il Commune invittandolo con tutta confidenza a visitargli ed anche il sottoscritto non ebbe difficolà alcuna di chiamarlo per vedere la sua figlia caduta gravemente ammalata il giorno quindici di Luglio dello scorso anno, ed ove diede esempi di moderazione e di genio pacifico soffrendo pazientemente tante volte che il Chirurgo Vincenzo Caria non avesse eseguito le sue ordinazioni, motivo per cui si ritardò tante di far quelle operazioni che l’arte premurosamente chiamava e colla sua prudenza trattenendo il sottoscritto di fare quelle rimostranze al Governo per arte medica somministrate parte senza suo ordine che portavano grave nocumnto all’ammalata parte mal preparate, ed alterate dal tempo che non potevano far quel giovamento che se no spettava, anzi ne disturbavano il buon esito.
Gli stessi disordini il sottoscritto potrebbe certidficare essere accaduti in molti ammalati, e precisamente nell’ultima malatia di Giuseppe Luigi Mocci , che trovandosi il Sottoscritto in qualità di notaio Pubblico rogando il Testamento del suddetto Giuseppe Luigi Mocci, ordinò il Sig. Medico Todde che prontamente se gli dasse un salasso al braccio per una violentissima infiammazione di petto, ed invece il Chirurgo Caria d’ubbidire a tal ordine dissuase l’ammalato e la famiglia con parole screditanti il Sig. Medico e non lo salassò che poche ore prima di morire, ed al piede.
Atteso l’esposto il sottoscritto non ha difficoltà alcuna d’affermare che tutte le imputazioni fatte all’Ill.mo Sig. Medico, non possono essere che vere calunnie di pochissimi soggetti invidi e che quasi tutto il Commune contentò d’averlo assalariato l’anno scorso, è contentissimo d’averlo per Medico fisso ossia Medico di Condotta, e perchè mi segno di proprio pugno...
Il Notaio Franco Bolachi ..............


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B. 93 doc. n. 12

segue 86

Villacidro addì 4 Febbraio 1829
Il sottoscritto richiesto dall’Ill.mo Signor Medico Carlo Todde di fargli un attestato di buona condotta e dell’opinione che gode nel pubblico, affermo che da quando il detto medico è a Villacidro è vissuto con pubblica generale approvazione portandosi bene con tutti , accorrendo a tutti li ammalati, trattandoli con ogni attenzione ed assiduità, usando delle maniere dolci e caritatevoli e come tale fu ricercato da molti in varie gravi malattie, le quali guarì con ottimo successo tuttochè o distornando l’invidiosi ed i maligni, ed alcuni soggetti della stessa facoltà non abbiano risparmiato tentativo alcuno, come anche a screditarlo presso il pubblico. Ciò non ostante posso assicurare, che quasi tutto il commune lo desidera per Medico di Condotta a preferenza d’ogni altro, come per tale ne alzo il presente testimoniale

Il Not.o Pubblico Vincenzo Cabriolu


B. 93 doc. n. 12

segue 87
Addì 31 Dicembre 1828 Villacidro

Attesto io sottoscritto che avendo con frequenza trattato col Sig. Medico Carlo Todde nello spazio d’ un anno e quattro mesi in questo villaggio di residenza stipendiato gratuitamente da questo Comune, non ha dato motivo di doglianza alcuna di sua condotta si nella professione, che nol portarsi in Cosietà; avendo rilevato essere un uomo assiduo nel visitare gl’infermi, amabile e tollerante nel trattarli; soferente nello spiegare loro il modo d’adattare i medicamenti da lui prescritti, per avere in mia presenza visitato alcuni poveri, fra i quali Antonio Agostino Murgia infermo da parecchi mesi ed estremunziato, ed ora perfettamente guarito, e quindi non devo che comendare il buon portamento del sullodato Sig. Medico Carlo Todde in tutti e singoli i rapporti sociali, e doveri della professione medica, come cos’ lo intesi pure predicare dalla maggiore e più sana parte di questi miei compagni, a riserva si dice oltre che mal sofrono medico in Villacidro per far essi da medico, da chirurgo e da speziale: che è quanto ingenuamente mi consta e posso certificare, e perchè ......
Il Sottotenente nelle R.i Armate
Raimondo Sogno

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B. 93 doc. n. 12

Addì 3 febbraio 1829 Villacidro

Certifica il sottoscritto qualmente essendosi presentato il molto Illustre Medico il Sig. Carlo Todde in questa di Villacidro e già assalariato nello scorso anno per tutte le malattie Comunali di questo pretendendo un dettaglio sulla sua Proffessione, non può il sottoscritto negare, ed appertamente dire, che avendo contrato una grave malatia di febri cuotidiane nel mese di Giugno del detto scorso anno 1828; a non essere dell’assistenza del suindicato Medico, forse sarebbi perito, se non fosse stata vivace la dovuta attendenza medicale ; per mezzo della quale, e con la volontà divina, venne ristabilito frà breve; in seguito alla convalescenza del sottoscritto la moglie dello stesso venne attaccata da una infiammazione intestinale, che per necessità dovrebbe conchiudere i suoi giorni se per accaso in questo villaggio fosse mancato un tal soggetto, od altri di simil professione, e questi anche non conoscendo la condizione della donna li avrebbe potutti sorprendere, in non conoscerne i sintomi della malatia, la diligenza però d’un tal soggetto fecce conoscere la sua capacità , cioè interessandosi di giorno e di notte senza risparmio d’ora in visitare l’ammalata, ed applicando a tempo le dovute medicine per mezzo della quali a Dio grazie la rese sana d’una malatia, la quale se non vi si fosse trovato in questo luogo un tal soggetto certamente il sottoscritto sarebbe rimasto vedovo persa la sua compagna per non esservi stato tale aprodamento perchè a dir il vero in questo luogo trovansi molti i quali si vantano esser capaci d’una tale proffessione, e sono peggio dei giumenti mandando al sepolcro or uno or lìaltra colla massima indifferenza come carneffici della Pubblica Beccaria della bestie irrazionali, i quali attesa la loro ignoranza, screditano la miglior persona d’onore sebbene fosse spiccata dal Superior Governo; entusiasmo sempre avuto in questo luogo, chi brama ignoranti e non persone di talento e di buona condota, il che tutto nasce dagli ideali arroganti del luogo superbi senza sappersi a dove pottrà mai tendere il loro aggire, che solo alla ignoranza maliziosa e di malignità piena, ch’è quanto certiffica sul vero e pottrebbe anche esporlo pubblicamente che &
Notaio Francesco Mossa


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B. n. 93 doc. n. 14


E C C E L L E N Z A

Il Medico Carlo Todde di questa Città riferendosi a quanto ebbe altra volta l’onore di rassegnare all’E.V. per rapporto ai richiami inoltratisi dal Consiglio Comunitativo di Villacidro si reca a dovere di umiliarle i certifiacti spediti dal Clero, Comandante la Stazione de’ Carabinieri reali, e persone più accreditate del paese, non che una lettera confidenziale di Monsignor Vescovo d’Ales per somministrarle un argomento che non è la Comunità di Villacidro disgustata per la condotta del ricorrente, ma è un vero spirito di partito che ha determinato quell’ Amministrazione Locale ad inventare e supporre dei fatti che non sono esistiti che in mente de’ seduttori della medesima.
Questi sono lo Speziale Clemente Aquenza e Chirurgo Vincenzo Caria, i quali e per poter senza soggezione alcuna esercitare la facoltà medica; ed anche per non essere più sottoposti a delle ragionevoli riprensioni allorchè o la Spezieria non trovavasi provveduta degli occorrenti medicinali, o questi si riconobbero alterati o sostituiti senza criterio, meditarono di sedurre il Consiglio e vi riuscirono facilmente per mezzo anche del Delegato di Giustizia* e Scrivano della Curia* che occupa anche l’impiego di segretario Comunale, i quali in ogni occorrenza regolano e dirigono a loro talento i membri componenti della Amministrazione locale.
La ricetta spedita dal Chirurgo che ho l’onore di unire convince che il medesimo la faceva da vero Medico; e le annotazioni dello Speziale sulle ricette spedite dal Supplicante persuadono che la Spezieria si teneva poco provvista.
Il supplicante ha fiducia che l’E.V. avrà avuto riguardo alla rassegnanza precedente e che avrà commesso l’informazione de’ fatti esposti in essa a persona integra, onde spera che non sarà lontano il caso di convincersi che il medesimo oratore non ha per rapporto alcuno demeritato e che non gli stanno le mortificazioni che sta ricevendo.
Troppo stando a cuore al Supplicante di venire reintegrato in quel grado di riputazione che godeva e che ha saputo procurarsi coi suoi assidui studi e condotta
sempre uguale si fa ardito in supplicare l’E.V. a degnarsi d’accertarsi in ogni modo della condotta dell’oratore, di cui potrà anche somministrarne prova irrefragabile il prelodato Mons. Vescovo qualora ne venga da V.E. richiesto e dello spirito di partito che domina ne’ già accennati soggetti, di uni? potrà attestarne il Medico Trudu che sperimentò le stesse persecuzioni, e quindi lasciare quelle disposizioni che crederà del caso a protezione dell’innocenza e ad umiliazione dell’impostura. Chè grazia


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B. 93 doc. n. 15


A Monsignor Arcivescovo di Cagliari

10 Febbraio 1829

Dopo che il sottoscritto con Nota del 9 scorso Gennaio fece conoscere all’Ill.mo Rev.do Dev.mo Monsignor Nicolò Navoni Arcivescovo di Cagliari ..... Presidente della Giunta Primaria sul Vaccino essere intenzione di S. E. il Sig. Vicerè , che non convenendo affidare la Condotta del Distretto di Villacidro al Medico Carlo Todde pei motivi accennati in essa nota proponesse la Giunta un altro soggetto per quel Distretto, il suddetto Medico Carlo Todde nel 31 stesso mese rassegnò una supplica alla prelodata E.S. domandando di riceversi informazioni su i capi d’accusa contro di lui proposti dal Consiglio Comunitativo de Villacidro, l’E. S. ha riflettuto che non ostante qualunque riguardo che possano meritare dell’attestati , e non ostante pure che il ricorso fattosi contro il detto Medico Todde a nome del Consiglio Comunitativo dovesse soltanto attribuirsi all’influenaza di pochi particolari, ciò che tendono a dimostrare le informazioni implorate da esso Medico, mentre nel novero di questi pochi sarebbero compresi il Chirurgo e lo Speziale del suriferito Villaggio dubito se anche supponendosi vero l’esposto in dette suppliche fosse conveniente di destinare a Medico di Condotta il prenominato Todde in un Villaggio dov’è così mal visto e odiato dal Chirurgo e Speziale i quali sembrano altronde godere della stima del pubblico.
Nell’avere perciò la prelodata E.S. sospeso ogni provvedimento sulle dette informazioni desiderando di conoscere prima sul proposito il sentimento della sovradetta Giunta ha ordinato al sottoscritto di comunicare alla medesima il ricorso del Consiglio unitamente alle Suppliche summenzionate del detto Medico Todde colle annesse pezze, onde considerare se il contenuto sia in grado di far conoscere il suo parere per assumersi l’informazione dimandata dal suddetto Medico Todde, oppure la nomina del medesimo o d’altro soggetto a Medico di Condotta di Villacidro.
Si fà pertanto il sottoscritto una doverosa premura d’adempiere l’ordine datogli, e profittando della circostanza per rinnovare al suddetto Mons. Arc.vo gli atti del suo riverente ossequio

CHI SCRIVE ?
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B. 92 doc. n. 3
Ricevuto il 2 marzo 1829

ECCELLENZA

Il Sindaco e il Consiglio di Villacidro unendo l’atto Consolare col dovuto rispetto rappresenta all’E.V. che quel Comune non potrà mai godere di vantaggi che il Sovrano ha divisato di recare ai suoi sudditi collo stabilire i Medici di Condotta se verrà destinato a quella di Villacidroil Medico Carlo Todde.
Quelli abitanti hanno concepito una aversione tale al Medico suddetto che pendente anche il contratto del medesimo col Comune, malgrado concorressero al pagamento dello stipendio convenuto non si servivano avendone bisogni della di lui opera.
Cresciuta quella avversione colla fermezza del Todde nel voler restar Medico del paese a dispetto di tutti , è diventata massima ora che si sa che debba essere Medico di condotta, e che abbia voluto esserlo di Villacidro a preferenza di qualunque altro luogo per dar disgusto ai villacidresi.
Essendo le cose in questo stato si può facilmente capire quale grado di confidenza possa esservi tra gli ammalati ed il Medico e quale utilità possa risultare al paese dal sistema, da cui per altro deve ripromettersi un reale vantaggio.
Non deve dissimulare il Consiglio che in Villacidro vi siano alcuni che proteggono la causa del Medico, ma si a questa simpatia o civiltà egli è positivo che in generale egli non va a sangue, ed il Consiglio non teme certamente che possa esser smentito su ciò che viene da esporre.
Epperò supplica si degni V.E. preso in benigna considerazione l’esposto destinare altro Medico per la Condotta di Villacidro. Grazie &


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B. 92 doc. n. 3

Addì 22 Febbraio 1929 Villacidro
Radunatosi questo Sindaco e Consiglio.............ed intervento del Delegato di Giustizia e fatta proposta dal Sindaco se ................convenga ...............che va farsi al Consiglio................d’alcuno i particolari di questo Villaggio che come ....................la Condotta del Medico del Signor CarloTodde...............rispondono che gli consiglieri che non può comportarsi che dei particolari s’arroghino una facoltà non propria e si .........................in un impegno che pregiudica la parte più debole del popolo che sono appunto i poveri, fatuità dei quali é chiaramente consueta al Medico di Condotta.
Potersi dubitare della capacità del detto Medico per la stravaganza di aver dato acqua gelata a una puerpera che dovette subito morire, nonché può esigere l’attenzione dei superiori sinché i certificati suddetti. Che queste pezze altronde insignificanti ed ..................fanno rilevare che il Medico si é già fatto a Villacidro un numero di seguaci fra i quali sono delle persone messe altra volta in osservazione del Governo.
D’essere difficile che egli possa conciliarsi la stima e far cessare la diffidenza mentre minaccia tuttavia di voler restare in faccia al popolo ed a dispetto del medesimo.
E finalmente, che l’età sua non matura fa dubitare di un buon contegno e non da luogo a sperare che possa .........................nelle funzioni di ........................
Con quali ragioni, vogliono i Consiglieri che il Sindaco .......................e faccia conoscere ................e la migliore convenienza del popolo di avere in questa condotta un Medico esperto, come lo notificano............................in lingua volgare, e per essere illetterati fanno il solito segno della croce.
Avvocato Antonio Ravot
+ Segno del Sindaco Antioco Sollai
+ Segno di Croce del Consigliere Sisinnio Deidda
+ del Consigliere Antioco Cosseddu
+ del Consigliere Raimondo Aru
Assente Raimondo Onidi
+ del Consigliere Sisinnio Lai
+ del Consigliere Vincenzo Pittau
Notaio Cosimo Spano Segretario
Corrisponde in fede il Segretario di Comunità Cosimo Spano.
Iglesias 23 Febbraio 1829
L’Intendente Generale Pintor Porcu


B. 92 doc. n. 4 37

Ricevuto 7 Marzo 1829 28 Febbraio 1829

ECCELLENZA
Il Sindaco e Consiglio di Villacidro presentando la risoluzione di Giunta deve suo malgrado esser molesto all’E.V. onde prevenire le conseguenze che possono nascere nel paese a danno della tranquillità del medesimo.
Dopo un lungo contrasto nel quale il Consiglio per unanime consenso di tutti quelli abitanti voleva che il Medico Carlo Todde non s’intendesse più Medico fisso del paese dopo il trascorso di un anno e questi all’opposto vi si voleva sostenere a dispetto di tutti in forza di un contratto in cui non vi era alcuna sorta di uguaglianza, finalmente esso medico ha ceduto, ed in conseguenza si credeva che non dovrebbe più molestia a quel Comune.
Ma il Medico suddetto protetto, e forse consigliato da alcuni che godono vedendo irrittati quelli abitanti contro il Consiglio, meditava di stare a Villacidro con un’altra qualità, e per quanto se ne sente é stato eletto Medico di Condotta di quel distretto.
Questa notizia ha fatto universalmente impressione nel paese perché conoscono che in certi oggetti ed in quelli massime che sono i più contemplati nel sistema non possono sotrarsi al governo del Medico surriferito.
Eperciò il Consiglio conoscendo che in questo non si aveva alcuna confidenza, anzi era generalmente odiato, e vedendo che per la circostanza non si poteva conseguire quel vantaggio che il Sovrano ha avuto in mira nello stabilire i Medici di Condotta, é ricorso all’E.V. implorando che al Medico Todde si dasse un’altra destinazione.
Con questo ricorso il Consiglio non ha fatto che il suo dovere: ha fatto ciò che esiggeva il desiderio universale, contro cui non si può calcolare il voto di pochi che si risparmia di nominare.
Mentre si attendono in proposito le provvidenze alle quali, qualunque siano il Comune di Villacidro é pronto adattarsi, occorre che nella sera dei 23 dello Scorso Febbraio é stato attaccato nella porta del Segretario del Consiglio, lo scritto che si presenta.
Qualunque sia la mano che ha vergato questo scritto, qualunque sia la persona che ha divisato di farlo, é sempre un insulto al Consiglio e all’intiero Comune, un’insulto che compromette la tranquillità del paese e può produrre delle conseguenze funeste.
Il Consiglio rassegnante crederebbe di mancare al suo dovere se lo lasciasse ignorare all’E.V. che può mettere riparo agli inconvenienti che possono nascere, e quindi
Supplica si degni la Medesima lasciare in proposito le più pronte ed efficaci provvidenze.

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B. 92 doc. n. 4
Addì 27 Febbraio 1829 Villacidro

Radunatisi il Sindaco, Consiglieri nella solita forma con permesso ed intervento del Sig. Delegato di Giustizia e fattasi proposta dal Sindaco se sia ben fatto che nel giorno immediato alla Seduta delli 22 corrente siasi messo di notte tempo un cartello nel Portone delle case dell’infrascritto Segretario che ne fece di suoi lamenti, e lo trova scritto nei seguenti termini -
“ A crepacuore di chi non vuole tornerà il Medico Todde e resterà in Villacidro quanto vorrà “

Li Consiglieri tutti dopo d’aver inteso, e capito il senso delle parole lettesi in volgare, unanimi corrispondono: Che i termini del detto cartello hanno veramente dell’impertinente, e sembra pure un’insulto, ed un disprezzo l’affissione fattosene nel detto Portone. Che il Consiglio ha dei Superiori da reprimerlo se non opera per zelo, e con quella facoltà, che pare venga accordata nella stessa sistemanzione dei Medici di Condotta, mentre chi abbisognano di Certificato del Consiglio dopo il Biennio. E mentre ha da rispettarsi l’Impiego, ed il Corpo Comunitativo benchè vogliasi ferire le persone componenti lo stesso Corpo, bisogna rimettere originalmente il detto cartello ai Superiori per qualsivoglia uso che sembri conveniente autorizzando, come autorizzano il detto Sindaco a ricorrere, e far conoscere d’esser vero, come si è esposto, che il Sig. Medico Todde ha trovato dei Fautori, ma però persone, che fanno giuocar la penna, non già i zappatori, ed i poveri giornalieri per i quali il Sindaco e Consiglio ha preso la difesa, come lo notificano previa lettera fattane in lingua volgare, e per esservi ascriti illeterati fanno il solito segno della croce del che ....
Avv.to Antonio Ravot Delegato
Segno + del Sindaco Antioco Sollai
+ del Consiglier Sisinnio Deidda
+ del Consigliere Salvatore Cosseddu
+ del Consifgliere Raimondo Aru
+ del Consiglier Raimondo Onidi
+ del Consigliere Sisinnio Lai
+ del Consigliere Vincenzo Pittau
Not.o Cosimo Spano Segretaro
Corrisponde In fede
Il Segr.o di Comunità Cosimo Spano

V.a Si approva
Iglesias 28 Febbraio 1829
l’Intendente Prov.le
Pintor Porcu

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B. 92 doc. n. 5

5 marzo 1829

La Giunta Primaria sul Vaccino e Condotte Medico-Chirurgiche radunatasi nel giorno 5 del corrente Marzo si è fatta in dovere d’occuparsi specialmente dell’esame dei vari capi d’accusa proposti contro il medico Carlo Todde dal Consiglio Comunitativo di Villacidro unitamente alle due suppliche del predetto Dott.e colle pezze annessevi per poter così aprire il suo sentimento richiesto con memoria della Regia Segreteria di Stato e di Guerra dei 10 precorso Febbraio.
Considerando che le attestazioni implorate dal Medico Todde sulla sua condotta ed accettazione presso la Comune del suddetto villaggio appartengono alla classe più distinta ed accreditata della popolazione ed a più di 50 capi di famiglia di probi contadini, i quali non avrebbero potuto ignorare imputazioni di tal natura, la Giunta non esitò a persuadersi delll’intrigo del prefato ricorso. Era già a notizia della Giunta che lo Speziale e Chirurgo di Villacidro, intenti a conservarsi d’accordo i frutti d’una scienza loro straniera, han sempre fatto aperta guerra a qualunque medico abbia tentato di stabilirvisi, ond’era ben supponibile che presentendo prossima la sistemazione dei medici distrettuali raddoppiassero questi i loro sforzi per impedire l’installamento del Medico Todde in circostanza massime, in cui servivano di possente appoggio i raporti di parentela, e d’amicizia col delegato di Giustizia, e con vari membri del suindicato Consiglio.
La Giunta intanto che ha avuto già l’onore di far presente a S.E. con memoria dell’ 11 scaduto Febbraio quali ostacoli s’opponevano al pronto realizzamneto del R.o Stabilimento dei Chirurghi e flebotomi in questo capo, non può ora dispensarsi dal far osservare, che la maggior parte dei medici che avrebbero potuto prender parte dei servizi delle Condotte instruiti appieno delle conseguenze di tali incovenienti hanno ricusato fin dal primo invito, che loro diresse la Giunta, e vede ora con rammarico titubare sulla loro scelta quelli stessi che avevano accettato: qualcuno ha già deciso di recedere dal contratto impegno.
Epperò la Giunta in vista di questo generale scoraggiamento crede di massimo interesse del Governo di sostenere nella sua destinazione a medico distrettuale di Villacidro il Dottore CarloTodde . Le Autorità non mancano di mezzi per contenere nei limiti del loro dovere questi invidi facoltativi; e si lusinga per altro la Giunta che tornando loro inutili questi primi tentativi, impareranno a cercare nella Chirurgia i legitimi loro compensi e le popolazioni ad apprezzare i benefici della Medici
Qualora poi S.E.desiderasse per maggir appagamenmto ulteriori rischiarimenti sulla verità del sunominato richiamo, la Giunta opina, che si potrebbe prevalere dell’integrità del Sig. Intendente della Provincia d’Iglesias e dell’Ill.mo Rev.mo Monsignore Vescovo d’Ales col comunicar loro le carte d’accusa e coerenti difese.
Volgendo quindi la sua attenzione alla proposta del medico distrettuale di Pozzomaggiore, che la Giunta Superiore di Sassari ha rasseganto a S.EE. con memoria dei 12 decorso Febbraio, in favore del Medico Dott. Gavino Bene, con ciò però che possa dimorare in Tiesi sua patria, la Giunta Primaria ha riflettuto, che non sarebbe conveniente di privare la Comune di Puzzumaggiore dei vantaggi, che le accorda la Legge coll’art. 14 del Rewgio Editto, sulla sola speranza, che non tarderà il sulodato villaggio a provvedersi di medico locale; ed è d’avviso, che una tal grazia darebbe campo ad implorarla a tanti altri medici e chirurghi distrettuali, che hanno ugual desiderio od ugual bisogno d’una residenza più adatta alle domestiche circostanze.
Premurosa finalmente la Giunta di risparmiare ogni maniera d’incomodi e spese che soffrirebbero gli impiegati del Regio Sstabilimento nel dover prestare il loro giuramento per se o per procura nella Capitale, ha deliberato di portare ciò a conoscenza di S.E. pregandola di autorizzare le Giunte Provinciali a ricevere il prefato giuramento.
Nicolò Arciv. di Cagliari
Tola S. Az. .. di S.M.
Caboni S.G.le
Fois Capo Giurato
Boy Protomedico G.le
Cossu Pref.to di Mat. Medica
.... Direttore Generale del Vaccino
Piso Conserv.re Gen.le del Vaccino


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B. 865 doc. n. 2

A Monsignor Vescovo d’Ales
21 marzo 1829
Desiderando sapere con certezza quale condotta abbia tenuto in Villacidro il Dottor Carlo Todde dal Luglio 1827, in cui stabilì colà il suo domicilio in seguito al convenio stipolato con quel Consiglio Comunitativo per Medico fisso della Popolazione,quale accettazione abbia egli incontrato presso quelli abitanti, e quale sia la confidenza che i medesimi in lui ripongono non posso ad altri meglio rivolgermi che alla S.V. Ill.ma.
La prego pertanto a volerne prendere riservatamente le opportune cognizioni ed informazioni indi ed informarmi del risultato. Mentre gradirò i di Lei riscontri su questo particolare, bacio la....
Vicerè ?

compreso nella stessa minuta
Al Sg. Intendente Provinciale d’Iglesias
21 Marza 1829

Dovendo essere pienamente accertato delle imputazioni fatte dal Consiglio Comunitativo di Villacidro al Medico Carlo Todde di questa Città colà dimorante trasmetto ... ai quali vanno uniti i capi d’accusa, il ricorso del suddetto Consiglio affinchè ne prenda segreta cognizione, verificando nel tempo istesso se insista la diffidenza nella quale si suppone il Medico Todde essere presso quegli abitanti oppure sia questa un pretesto di pochi malevoli che vorrebbero allontanarlo dal Villaggio come egli ha esposto nei due suoi ricorsi, che parimenti le trasmetto per di Lei norma nello scoprire la verità.
Attenderò, che Ella eseguisca quest’incarico con tutta circospezione e zelo informandomi del risultato colla maggior possibile premura e preggola...........

B. 865 doc. n. 2

25 marzo 1829
E C C E L L E N Z A

Parrà un po' troppo quello che scrivo a Vostra Eccellenza in favore del Medico CarloTodde; intanto però gli rendo giustizia ed io non devo mentire. Io sarei il Vescovo più fortunato per quella porzione di greggia che mi è affidata se ogni individuo si qualificasse come si qualifica nel suo portamento il Medico Todde tanto dell’uomo morale. In quanto all’uomo Sociale devo dire, che appunto il di Lui discernimento in distinguere le Persone con le quali trattare, e le case nelle quali abitare forma quella mancanza di confidenza, che essendo particolarissima a quei pochi che gli sono perciò appunto nemici perchè non si assoccia ai loro stravizzi, essi la chiamano universale e di tutto il popolo. Non è però così . Nissuno ha motivi particolari di risentirsi di Lui, e nissuno gli vuol male.
Considerato come Medico Egli gode nientemeno di confidenza di quella che tutti i villici ripongono nei Medici, che è quanto dire se non li guarisce con un salasso, ed al più con un purgante non è un buon Medico . Anzi se non salasse semprechè l’infermo duole non è buon Medico ed in Villacidro si ama più un flebotomo ed uno speziale che male o bene diano medicamenti, che il primo Medico di Europa, disgrazia che mi tocca piangere dapertutto.
Eccellenza io non devo per liberare il cuore dei nemici degli uni condannare degli altri, prego solo Vostra Eccellenza ad assicurarsi, che il Medico Todde merita la stima di tutti, e la protezione di Vostra Eccellenza.
Sono Eccellenza col più profondo ed ossequioso rispetto
Dell’ Eccellenza Vostra

Ales 25 Marzo 1829 Um.mo Dev.mo Oss.
+ Antonio Raimondo Vescovo

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B. n. ?
Al Sig. Intendente Prov.le d’Iglesias
20 Giugno 1829

Non avendo Ella trasmesso per anco il risultato delle informazioni sulle accuse proposte dal Consiglio Comunitativo di Villacidro contro il Medico Carlo Todde colà dimorante delle quali ne venne incaricato con mio dispaccio del 21 precorso Marzo N. 79/53 di questa divisione la eccito ad occuparsi di quest’oggetto, ed a farmene la rimessa senza ulteriore ritardo.
Attenderò che Ella si compiaccia con premura, e pregola
Vicerè


B. 865 doc. n. 2

Intendenza d’Iglesias
Risposta lettera 20 corrente
Iglesias lì 24 Giugno 1829

E CC E L L E N Z A

Per questo corso di Posta non mi è possibile poter trasmetter all’E.V. il risultato delle informazioni sulle accuse proposte dal Consiglio Com. di Villacidro contro il Medico Carlo Todde, mancandomi tuttora alcuni dati necessari che aspetto fra la settimana.
Riservandomi ......... ad adempirvi infallantemente col primo corso di Posta passo all’onore di riafferamarmi col più profondo rispetto e venerazioe
Dell’E.V.
Um.mo Dev.mo Obb.mo Serv.re
L’Intend.te Prov.le
Pintor Porcu

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B. 865 doc. n.2

Al Sig, Intendente Provinciale
d’Iglesias 27 Giugno 1829

Attendo col primo venturo corso il risultato delle informazioni da Lei prese su i capi d’accusa proposti dal Consiglio Com.vo di Villacidro contro il Medico Carlo Todde colà dimorante essendo oramai troppo notabile il ritardo che ha sofferto quest’affare.
Prego intanto il Signore ..........................

B. ?

Intendenza d’Iglesias

Risposta al Dispaccio
21 precorso Marzo
Iglesias primo Luglio 1829

ECCELLENZA

Presa da me segreta e stragiudiziale informazione sui Capi d’accusa avanzati all’E.V. dal Consiglio Com.vo di Villacidro contro il Medico Carlo Todde col ricorso che va unito alla Risoluzione Consolare de’ 27 settembre scorso anno 1828 nonchè sui due ricorsi dello stesso Medico, venne a risultarmi di non esser del tutto alieni dal vero i motivi su cui i Popolatori di Villacidro fondano l’apposta difidenza ...........a niuna confidenza nel medico suddetto se si riflette all’aspro modo di trattare gli ammalati:: in quanto riguarda alla maniera .......... ed in provadi ciò riferir debbo all’E.V. quanto in appresso.......

P.mo: Che Egli nel visitare la moglie gravida di Francesco Raimondo Saju avendo anche tastato il polso alla sua domestica zitella Antonia Anni abbia dichiarato incinta questa e non la padrona, ed ordinato perciò medicamenti adatti a questo stato, il che sebbene sul principio avesse scomposto quel Capo di famiglia, pure accertatisi che la gravidanza della serva era immaginaria, terminò col somministrar loro materia d’irridere il Medico con tutte le persone con le quali ne parlavano.

2° D’aver dichiarato gravida la zitella Maria Piras figlia della Vedova Maria Casti Piras come madre e figlia lo dissero e lo dicono tutora pubblicamente befeggiando il Medico.

3° Che nel visitare la figlia nubile di Sisinnio Concas abbia detto al Padre e Madre di questa ed alla di Lei presenza che per guarire dal male che soffriva la facessero dormire collo sposo, il che dispiacque tanto a quell’onorata famiglia, che il Capo della medesima non volle più aizzare il Medico predetto per gli amalati di sua Casa.

4° D’aver il medesimo Medico detto alla moglie di Raffaele Concas con maniera aspra ed indecente che se voleva guarire si applicasse la sanguetta alle gran labbra come egli le aveva ordinato, del che rimasero mortificati marito e moglie e scandalizzate varie persone che all’atto si trovavano presenti.

5° Che avendo visitato l’ammalata Sig.ra Caterina Carta Diana separata già d’alcun tempo dal marito, l’abbia detto alla presenza del figlio e della domestica Lucianna Agus che dificilmente guarirebbe dal suo male se non dormiva con un uomo e faceva altro figlio maschio e così ripetuto in altre visite con scandalo di quel ragazzo e serva, e che avendogli essa constatato che lo supponeva di migliori sentimenti, egli abbia insistito dicendole che in quella notte legerebbe il libro che trattava della di lei malatia, e le farebbe poi sentire come si dovrebbe regolare. Difatti ritrovato il giorno dopo le disse d’aver letto il libro e che perciò era necessario d’avisare a lui nel momento che si accorgeva di venirle la periodica mestruazione ed adducendogli essa seria difficoltà e specialmente raro di poter ciò accadere di notte egli le repplicò che lo troverebbe pronto a qualunque ora. Non ....... però l’aviso, ma si reccò alla di lei casa giorni dopo e trovandola sola tentò di visitare la di Lei onestà con un atto indegno, dacchè essa si sottrasse fuggendo nel piazzale e minacciando di gridare.

6° L’operazione chirurgica ........... l’art. 4 della suinidcata Risoluzione Consolare sul fatto dell’introduzione della grossa candela di cera e gancio di ferro nella golla dell’oggi diffunto Antonio Mura Vinci mi risultò esser accaduto non nel modo che si riferisce nei ricorsi del Medico; ma pare diversamente.La candella se la introdusse egli stesso dopo d’aver il Chirurgo ricusato di farlo, e non essendogli riuscito con questa operazione di far precipitare il boccone rimasto nell’esofago, si ritirò in casa, e ritornando poi dall’ammalato gli fece sentire che dopo d’aver letto e riletto avea fortunatamente ritrovato l’unico rimedio per liberarlo e che sperava che la sua guarigione gli farebbe onore. Preso indi un sottil filo di ferro e formato un piccolo uncino in una delle estrenità vi attaccò due uncini di quelli che si usano per prendere le anguille e l’introdusse nell’esofago dove rimasero con danno di quel miserabile, il qual danno cercò di riparare introducendovi nuovamente la candela di cera, ma tutto contribuì ad accellerare la morte al disgraziato

7° Che essendo stato avvisato dalla puerpera Giuseppa Steri la quale dopo d’aver partorito si trovava circa quattro ore senza potersi sgravare della placenta, abbia ordinato al flebotomo Angelo Spiga nei giorni più rigidi dello scorso inverno, che prendesse dell’acqua fredda che potesse avere, come difatti fu presa d’una pila esistente nel piazzale ed introducesse un .... di quest’acqua nella placenta per mezzo del cordone ombelicale essendo egli a siffatta operazione rimasto presente per dirigerla, la quale operazione dopo dì essere stata così eseguita apportò la morte della puerpera predetta entro la quarto dì ora successivo.
Questi sono i fatti reali che mi risulta e che non possono essere smentiti non ostante siasi il medico procurato sì gran numero di certificati per poterli ricusare, per i quali certificati mi resta anche il dubbio che siano del tutto sinceri, mentre rilevo che molti individui che ora attestano in favore attestarono tutto all’opposto nelle unite Risoluzioni Consolari alle quali intervennero come coaggiunti.
Infatti mi risultò capriccioso e falso il certificato disteso dal Notaio Cabriolu a nome di .....individui, perchè avendo fatto parecchi di essi, alcuni risposero di non esser stati cercati, altri d’aver riferito il contrario essendo stati richiesti, ed altri d’esser stati quasi costretti a dire come si voleva da chi distese il certificato suddetto .
In questo stato di cose non devo ommettere di far riflettere all’ E.V. che non ostante risultò manifesta la difidenza e malcontento che la massima parte di quei villici ... al detto Medico, posto anche il caso che questa fosse capricciosa, e non si estendesse generalmente nell’animo di tutti , nulla dimeno non sarebbe equitativo il .... al medesimo già a lungo entro detto villaggio fra le spade di due già dichiarati accaniti .....; alcuno dei quali porebbe forse divenire a qualche opera di fatto in danno del prelodato Medico e da .. potrebbe anche derivare qualche sommossa popolare.
Il prefatto Medico sarebbesi spontaneamente allontanato dal suddetto Comune, come così preso avea la determinazione sin da quando fu da me a nome dell’E.V. interpellato a dire se intendeva o no rescindere di buon grado dal contratto che stipolato avea col Consiglio Comun.vo di Villacidro, ma le lingue de’ non pochi malevoli di quel villaggio che premono acremente d’occupare il posto di persone civili e prudenti, ma che realmente sono veri perturbatori della pubblica tranquillità, tentarono di persuaderlo all’opposto, forse per dar sfogo per di lui mezzo a lor private vendette ed alimentare così ai perversi disegni che nutrono contro le persone, che nei due suoi ricorsi il prefatto Medico forma apperta doglianza, le quali non sono realmente tali come si vogliono decantare.

Questo è quanto informar posso all’E.V., e mentre Le restituisco qua compiegati i predetti ricorsi passo all’onore di rasseganrmi col più profondo rispetto e venerazione .
Dell’E.V.
Umil.mo Divot.mo Obbed.mo Serv.re
L’Intend. Prov.le
PINTOR PORCU


B. 865 doc. n. 2


Al Sig.Dottore Carlo Todde
Villacidro

17 Settembre 1831

Mi è stato rappresentato da questo Protomedicato Generale* d'aver Ella portato delle lagnanze alla Giunta Primaria del Vaccino intorno a vari danni che allegò dipendenti dall'imperizia, ed ignoranza delle Mammane e dei Flebotomi stabiliti in codesto Distretto e di avere informato la stessa Giunta d'essersi in codesto Capo luogo eccitate molte dissenterie provenienti dalla cattiva acquavite che vi si distilla non che manifestate delle febbri per causa del ... mosto delle distillazioni che si getta nelle pubbliche strade.
Mentre trovo irregolare, che Ella per i suddivisati oggetti siasi indirizzata alla Giunta suddetta, e non al Protomedicato Generale, nelle di cui attribuzioni essi cadono, ed al quale deve Ella riconoscersi soggetta non tanto per la qualità di medico ma ancora in forza della sorveglianza appoggiatale negli affari riguardanti la Polizia Medica, la eccito a specificare dettagliatamente i danni occorsi a causa dell'imperizia , ed ignoranza delle Mammane, e dei Flebotomi e delle febbri e dissenteria enunciate per quelle misure che converrà adottare onde ovviare in progresso a tali mali.
Attenderò i di Lei riscontri nel proposito, e prego...........

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B. 865 doc.n.2

27 Ottobre 1831

Al Sig. Professore Dottor Francesco Antonio Boi
Protomedico Generale

In conformità al sentimento del Protomedicato Generale del 14 scorso Settembre avendo il Medico Carlo Todde di Villacidro somministrato i dettagli chestigli su i danni che rappresentò alla Giunta Primaria essere derivati in quel Villaggio dall'imperizia delle Mammane e dall'ignoranza dei Flebotomi e sulle febbri e dissenteria che asserì eccitate dalla cattiva acquavite che si distilla, il sottoscritto d'ordine di S.E. comunica il foglio relativo del predetto Medico in data 19 correnten all'Ill.mo Sig. Professore Dottor Francesco Antonio Boi Protomedico Generale, affinchè sia in grado di far conoscere se sia il caso di far assunmere l'informazione annunciata nel summenzionato sentimento, oppure si abbisognino ulteriori schiarimenti, proponendo nel suo caso la persona alla quale dovrà appoggiarsi la suddetta informazione per le occorrenti provvidenze.
Nell'eseguire esso sottoscritto l'ordine datogli ha l'onore .....

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B. 92 doc. n. 7

Ricevuto lì 3 Luglio 1829

Avendo la Giunta Primaria del Vaccino con sua memoria della scorsa settimana rappresentato a S. E. la necessità di far spedire le Patenti al Medico Carlo Todde, e Giambatta Pau per il posto di Medici di Condotta per Villacidro e per Mandas, non può il sottoscritto far a meno di aderire alle nuove istanze e che gli sono state fatte dalla Giunta pregando S.E. per la spedizione di dette Patenti, e per le altre provvidenze richieste in detta memoria, atteso che da tutte le parti si hanno notizie che il vaiolo va comunicandosi da un luogo all'altro.
Profitta il sottoscritto di questa circostanza per rinnovare alla prelodata E.S. i sentimenti del suo più distinto rispettosissimo ossequio.

Cagliari 3 Luglio 1829

+ Nicolò Arcivescovo di Cagliari


B. 866 doc.n.4

Ric. 29 Ottobre 1830

ECCELLENZA

Mi fò un dovere di rassegnare a V.E. che dopo vari richiami a voce o in scritto a questo Ministro di Giustizia per impedire gli abusi e contravenzioni dello Speziale Clemente Aquenza in questo Villaggio a norma del disposto nel Pregone del Vicerè Carlo Tana 21 Agosto 1761 e del precedente, nientemeno nn si crede autorizzato di più d'una suposta semplice ammonizione, in modo che persistendo lo stesso Speziale nel vedere malati e dar loro medicine senza ricetta del Medico anzi distogliendo di avvisarlo e cambiandone le ordinazioni; non posso prescindere di partecipare all'E.V. massime in questa circostanze, che imperversando malattie di pessimo carattere che potrebbero divenire epidemiche, si rende impossibile riconoscersi perfettamente la natura senza veder tutti gli ammalati per indi darne una pronta rilazione a norma del Regio Editto 8 Febbraio 1828.
Prego intanto V.E. si degni dare quelle provvidenze che stimerà opportune; nel sentirmi con profondo ossequio rispetto e devozione ho l'onore di costituirmi
Di V. E:

Villacidro 27 Ottobre 1830
Um.moDiv.moUbb.mo Serv.
Medico Carlo Todde
_________________________________________________ A)
Si sono date le opportune provvidenze
Cagliari dal Regio Palazzo lì 30 Ottobre 1830

RANDACCIU
_________________________________________________


B. 866 doc. 4

B)

Il Medico Carlo Todde col più proffondo osequioso rispetto rassegna all'E.V. che passato a domiciliarsi in Villacidro da qualche tempo in qualità di ;edico di Distretto, ha dovuto incontrare con lo Speziale Clemente Aquenza che .... i termini di sua facoltà in onta delle leggi si ha sfacciatamene arrogato le attribuzioni di Medico e Chirurgo di quel Villaggio.
Osservando il Rassegnante la connivenza e tolleranza dei ministri locali, coi quali si dolse, si vede nella necessità di richiamare a questa Regia Segreteria di Stato e con scritto 30 Ottobre 1830 li fu riscritto di essersi in proposito lasciate le oportune provvidenze.
Restò il Rassegnante al'oscuro delle disposizioni date, speranza eravi di conoscerle negli effetti ma invano.
Lo Speziale Clemente Aquenza anzichè desistere dal suo proposito continuò ad esercitare la medica professione e continua al presente con più arditezza visitando pubblicamente gli ammalati, amministrando loro medicinali, e contrattando salari quando non può esigere le visite ad un medico, che pretende.
Così quello Speziale calpesta alla sfacciata le vigenti leggi, ed il Rassegnante soffre l'onta di vedersi negletto e posposto ad un semplice Speziale, fraudato sull'unica risorsa, onde trae i mezzi di sua sussistenza.
Non ha trascurato il Rassegnante di metter a notizia al Sig. Protomedico li acennati trasgressioni, rappresentandoli anche i danni, che si apportano alla pubblica salute da rimedi dati da persone impreparate; e nonostante abbia motivo a creder che Sig. Protomedico abbia lasciato li analoghi disposizioni, però non ha visto il risultato come altre volte ebbe a sperimentare dai Ministri locali, sicchè non li resta ora altro spediente che di richiamare all'imparziali giustizia l'amata bontà dell'E.V.
Supplicandola umilmente voglia lasciar le più efficaci provvidenze per contenere nei limiti del suo dover lo Speziale Clemente Aquanza, come anche perchè vengano esiguiti dal Diligato di Giustizia del luogo, onde al Supplicante si lasci libero ..e privativo l'esercizio della medica professione sotto disposizioni portate dalle leggi, ed altri a V.E. arbitrarii, previa se fosse d'uopo cognizione dell'esposto, esclusivamente ai ministri locali da commetterla a persona disinteressata ed alla E.V. ben vista .
GRAZIE.


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B. 866 doc. 4


Al Delegato di Giustizia
di Villacidro

30 Ottobre 1830

Avuto raporto che codesto Speziale Clemente Achenza si faccia titolo di violare scandalosamente le veglianti ordinazioni sanitarie visitando ammalati e somministrando medicine senza prescrizioni del Medico, ed anzi contro i di lui ordini, e dissuadendo pure gli ammalati dal chiamarlo, è mia intenzione ch'Ella faccia a mio nome a predetto speziale una serie d'ammonizioni avvertendolo che in caso di recidiva prenderò disgustose misure per contenerlo nei limiti della sua facoltà di Farmacista


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Sonosi lasciate le opportune disposizioni alla Curia del luogo, onde far contenenre l’Achenza nei limiti della sua facoltà di farmacista sotto le pene a Noi ben viste in caso di nuova recidiva.

Cagliari dal Regio Palazzo


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B. 866 doc. 2 d
Riscontro al dispaccio del 30 scorso Ottobre


Villacidro lì 3 novembre 1830

Mi ho fatto un dovere indispensabile di personalmente notificare alla Speziale C.A. di Questo Villaggio le precise determinazioni che V.E. mi ha lasciato a di lui riguardo col controdistinto venerbilissimodispaccio acciò Egli nell' avvenire debba limitare il di lui esercizio alla sola facoltà di Farmacista e dìastenersi di fare il Medico con averli io ad un tempo stesso fatto a nome di V.E. una seria ammonizione con averlo reso avvertito che nel caso di recidiva si prenderanno da V.E. delle disgustose misure per farlo contenere nei limiti della sua profesiione; non avendomi a tutto ciò riscontratto altra cosa che di riservarsi di far conoscere alla E.V. di non aver egli esercitato altra facoltà che quella alla quale è stato autorizzato e di nn aver in tempo alcuno fatto le funzioni di Medico.
Ed in attenzione intanto dei venerabilissimi comandi di V.E. mi dò l'onore di costituirmi con profondo rispetto e singolare venerazione

DI V.E.
Umil.mo Obb.mo Obbligat.mo Servitore
Notaio Antonio Giuseppe Giua


B. 866 doc. n. 5

R. 27 Luglio 1833

E C C E L L E N Z A

Ho l’onore di presentare all’E.V. l’acclusa memoria pregandola di lasciare quelle provvidenze che nella di Lei saviezza stimerà a proposito.
Mi prendo la libertà di prevenire l’E.V. che a giudicarsi di ..... cognizioni di fatti esposti in essa memoria, non avvi sicura la giustizia in persona di questo delegato per li rapporti d’amicizia, e di famigliarità che fa manifesta conoscenza con lo Speziale Aquenza, e di cui è il primo a valersi in qualità di Medico nei bisogni di sua salute e della famiglia; è quindi ad eccitare col suo esempio i poveracci a fare altrettanto.
Rinnovo gli atti del più profondo ossequio venerazione e rispetto con cui ho l’onore di costituirmi
Di V. E.

U.mo D.moUbb.mo Serv.
Carlo Todde

Villacidro 16 Luglio 1933


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Sonosi lasciate le opportune disposizioni alla Curia del luogo, onde far contenenre l’Achenza nei limiti della sua facoltà di farmacista sotto le pene a Noi ben viste in caso di nuova recidiva.

Cagliari dal Regio Palazzo


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B. 866 doc. 2 d
Riscontro al dispaccio del 30 scorso Ottobre

Villacidro lì 9 novembre 1830
Mi ho fatto un dovere indispensabile di personalmente notificare alla Speziale C.A. di Questo Villaggio le precise determinazioni che V.E. mi ha lasciato a di lui riguardo col controdistinto venerbilissimodispaccio acciò Egli nell' avvenire debba limitare il di lui esercizio alla sola facoltà di Farmacista e dìastenersi di fare il Medico con averli io ad un tempo stesso fatto a nome di V.E. una seria ammonizione con averlo reso avvertito che nel caso di recidiva si prenderanno da V.E. delle disgustose misure per farlo contenere nei limiti della sua profesiione; non avendomi a tutto ciò riscontratto altra cosa che di riservarsi di far conoscere alla E.V. di non aver egli esercitato altra facoltà che quella alla quale è stato autorizzato e di nn aver in tempo alcuno fatto le funzioni di Medico.
Ed in attenzione intanto dei venerabilissimi comandi di V.E. mi dò l'onore di costituirmi con profondo rispetto e singolare venerazione

DI V.E.
Umil.mo Obb.mo Obbligat.mo Servitore
Notaio Antonio Giuseppe Giua

B. 866 doc. n. 5 c


Cagliari 27 Luglio 1833

La domanda del Sig. Medico Carlo Todde in odio all’illegale esercizio dello Speziale Clemente Achenza nella medicina interna è sì evidententemente ragionevole e giusta da non abbisognare altre ragioni per avvalorarla ulteriormente . Quindi si dee far contenere nei suoi limiti. Egli è vero che avendo detto Achenza preso il Baccigliere in Medicina, ed in grazia ancora del corso fatto in essa facoltà il Magistrato sopra gli Studi aderì alla sua supplica con cui chiedea di lasciarlo esercire la chirurgia per lo spazio di un anno tra cui prenderebbe i suoi esami nella medesima, ma vi aderì colla condizione che si presentasse per un mese in quest’ospedale, in cui dasse saggi del suo sapere; ciò non s’è per anco eseguito, quindi non solo non può farla da medico, ma senza adempiere allacondizione indicata neppure da chirurgo.
Tanto ho l’onore d’informare

BOY Protomedico Generale


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866 doc. n. 5 D

Al delegato diGiustizia di
Villacidro Ord. n. 1103/748


29 Luglio 1833
Dietro le emerginate disposizioni lasciate a codesta Curia con ... Regi o Dispaccio del 30 Ottobre 1830 N. 1461 onde venir inibito codesto Speziale C.A. dall’esercizio della Medicina essendomi ristato raprresentato che il medesimo non ostante tale severa disposizione abbia continuato e continui tuttora ad esercire la suddetta facoltà con danno della pubblica salute ed in pregiudizio anche del Medico di distretto costì stabilito, cui spetta esclusivamente l’esercizio, ciò non ha potuto che farmi gran senso essendomi stato ......supposto che il medesimo faccia tale abusivo esercizio perchè protetto da Lei che è la prima a prevalersi della sua opera nei di Lei bisogni, ed in quelli della famiglia, il che induce poi gli altri del luogo a prevalersieneseguendo il di Lei esempio .
.........................è specificamente proibito dai vaglianti Regolamenti l’esercizio della Medicina ed anche della Chirurgia a persone non autorizzate risultando massime come risulta in tal posto un medico, in cui oltre al prescritto della Legge che lo fa anteporre a qualunque altro nelle attribuzioni della sua facoltà, avendosi pure la particolare circostanza d’essere stato dal Governo prescelto a Medico di distretto; ed ove anche non ci fosse costà stabilito un Medico, l’Achenza fosse pure abilitato all’esercizio di detta facoltà, non potendo il medesimo esercitarli tutte cumulativamente, perchè ciò espressamente proibito, non ho potuto di riconoscere irregolare e biasimevole per ogni caso la condotta di esso Achenza, masssime dopo gli ordini in proposito lasciatigli dal Governo.
Mentre perciò la incarico di farlo nuovamente a mio nome, con la seria ammonizione al predetto Achenza per tutto irregolare sua condotta,

La ingiungo pure di metterlo in avvertenza che in caso di nuova recidiva si prenderanno delle disgustose misure per farlo contenere nei limiti della sua facoltà di farmacista.
Dio la ..........

sonosi lasciate le opportune disposizioni alla Curia del luogo, onde far contenere l’Achenza nei limiti della sua facoltà di farmacista, sotto la pena a voi ben in caso di nuova recidiva

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B. 866 doc. n. 5

Risposta al dispaccio 30 luglio 1833

Villacidro lì 7 agosto 1833

In solvenza di quanto mi ha V.E. ingiunto col qui emarginato veneratissimo suo Dispaccio devo assicurarla di aver io seriamente ammonito lo Speziale Clemente Achenza di non più eserciretarsi nelle operazioni mediche, ed a mia maggior cautela mi ho fatto da lui sottoscrivere la notificazione da me fattagli.
Non è che un anno e mesi che io reggo questa Curia, e conseguentemente m’erano ignote le disposizioni in proposito lasciate dal Giusdicente cui sono stato surrogato: nell’uno e nell’altro dispaccio però io non vedo prescritto al Giudicente, che di ammonire lo Speziale ora indicato se non devo dissimulare a V. E, che per le malattie mediche e Chirurgiche questa mia famiglia non si prevale dell’opera del Sig. Medico Todde, con cui ho .............. motivi di diffidenza, e la di lui opera quindi non potrebbe ....... giacchè la famiglia per le prime si è prevalsa del Sig. Medico Giovanni Battista Muscas di Sanluri che dista da questa due sole ore, e per le seconde dei Dottori Colleg, Raimondo Kalb e Chirurgo Antioco Piras residenti a Cagliari: sui piccoli incomodi avendo a Cagliari quasi giornalmente occasione, io contatto per lettera i miei amici di Cagliari, che mi scrivono come regolarmi, mandandomi le ricette, lo Speziale non fa altro che apprestarmi le Medicine.
Ed intanto passo all’onore di costituirmi col solito perfettissimo rispetto, ed eguale venerazione.
Di V. E.
Um.mo D.mo Ubb.mo Servitore
Giovanni Porcu

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B. 866 doc. n 5 F

N. D’Ordine 1103/792

Al Sig. Delegato di Giustizia di
Villacidro
20 Agosto 1833

Dopo quanto ebbi ad ordinarle con dispaccio del 29 scaduto Luglio a riguardo di codesto Speziale Clemente Achenza, essendomi stato rappresentato, che a malgrado la fattagli inibizione continui il medesimo ad esercire la Medicina e la Chirurgia e che fra le altre persone abbia d’allora in poi visitato il Notaio Bolachi, le famiglie dei contadini Vincenzo Carta, Antonio Casti, Rafaele Anni, Antonio Ignazio Margiani, Sisinnio Cuccu “ Cuccagna”, la figlia di Rosa Monni Cadoni, e finalmente i figli del contadino Antonio Aru Piras, come forse ne potranno anche deporre meglio i vice Parrocchi Piras, Cabras, ....... e Podda ed inoltre il .............. denominato Becciu, La incarico di prendere stragiudiziali cognizioni e risultandole d’aver il suddetto Achenza realmente visitato qualcheduno in seguito alla fattagli proibizione, d’ordinargli di recarsi immediatamente in questa Capitale e presentarsi appena giunto in questa Regia Segreteria di Stato e di Guerra onde sentire i miei ordini, risocntrandomi Ella a posta corrente dello operato e risultato

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B. 866 doc. 5 G)
Risposta al Dispaccio
20 Agosto 1833
N. 1000/792
Villacidro a 28 agosto 1833

In esecuzione di quanto è piaciuto a V. E. di incaricarmi col qui emargianto suo veneratissimo dispaccio per mia maggior cautela all presenza del mio Scrivano Notaio Pedroni, ho estragiudizialmente e senza formalità verbalmente sentito i Sig, Vice Parrochi Cabras, Senis, Podda e Piras ai quali ho chiesto, dopo aver letto ad essi il suo dispaccio se dalli 30 Luglio in qua abbiano veduto lo Speziale C.A. visitare ammalati e segnatamente le persone, e famiglie nominate, nel preaccennato veneratissimo dispaccio di V. E. mi risposero i tre primi, che non solo non avevano veduto esso Achebza visitare quelle persone, ma che ignoravano affatto se in quelle famiglie da due mesi a questa parte, sianvi stati ammalati; l’ultimo però asserisce che da Rosa Mocci ha inteso, che Achenza avesse visitato la di lei figlia nel primo agosto, e così lo ha pure a me certificato la Mocci stessa, ma siccome fin qui mi vedo l'Achenza desobbediente perchè il dispaccio dell 29 Luglio D.ve 4. 83 N°. 1100/740 fugli da me notificato nelli 2 d'Agosto non mi vedo in dovere di farlo partire alla Capitale mi propone però partecipare a V.E. che lo Speziale Achenza è costì fin trenta e due ad oggi in casa della Suocera Annica Xisi. Dal Raniese Giovanni Becciu ho rilevato che avendo lui chiamato lo Speziale per visitare una forestiera fu congedato in cattivo modo e mandato dal Medico Todde.
Ed intanti passo all'onore di costituirmi con perfettissimo rispetto ed eguale veneazione
Di V.E.
Um.D.mo Ubb.mo Servitore
Giovanni Loi

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B. 866 doc. n. 5
1103 /825
Al SIg. Prefetto
Iglesias

Dal Medico del Distretto di VIlacidro Carlo Todde essendomi stati inoltrati li più vivi reclami contro quello Spaziale Clemente Achenza, il quale non ostanti la severa proibizione fattagli per ordine del Governo nel 1830 di più oltre ingerirsi nell'esercizio della Chirurgia ed anche della Medicina, mi si rappresentò di continuare tuttora in tale esercizio in danno della pubblica salute ed in pregiudizio anche del medesimo Medico con dispaccio del 29 passato Luglio incaricai quel Giusdicente di inibirnele nuovamente sotto le più severe pene portate dai vaglianti Regolamenti oltre quelle altro straordinarie al Governo ben note.
Dentro quei tali disposizioni essendomi stato inoltrati nuovi richiami dallo stesso Medico Todde sul supposto, che il suddetto Achenza a malgrado gli ordini datagli continui ad esercire la medicina e la chirugia e che fra le altre persone abbia d'allora in poi visitato il Notaio Bolachi, la famiglia dei contadini Vincenzo Carta ed Antonio Casti, Rafaela Anni, Antonio Ignazio Margiani, Sisinnio Cuccu o Cucagna, la figlia di Rosa Monni Meloni e finalmente la figlia del contadino Antonio Saiu Piras come oltre i sunnominati soggetti si potranni anche farsi deporre quali i vice Parrochi Piras, Cabras, S..... e Podda ed inoltre il Ranieri denominato Becaiu; stante la circostanza di non aver il suddetto Medico Todde sicura la giustizia nei Ministri di Giustizia del luogo pei supporti d'intelligenza col suddetto Speziale Achenza, della di cui opera si prevarrebbe per i primi essi e la loro famiglia, commetto a Lei di prendere stragiudiziali cognizione per nuovi richiami del citato Medico Todde indipendentemente dai suddetti Ministri e di farmene conoscere il risultato colla maggior sollecitudine.

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B. 866 doc. n. 5

Addì 27 Agosto 1833 Villacidro

Il Sacerdote Giuseppe Cabras Vice Parroco di questo Villaggio interpellato debitamente giusta il prescritto nel Dispaccio 20 Agosto 1833 N. 1103/792 e perchè specifichi se dalli due Agosto in cui è stato notificato allo Speziale Clemente Achenza il Dispaccio delli 30 Luglio detto anno abbia veduto esso Speziale Achenza visitar nella qualità di Chirurgo e di Medico, il contadino Vincenzo Carta, Antonio Casti, Raffaele Ignazio Margiani, Sisinnio Cuccu e il Notaio Bolachi, la figlia di Rosa Mocci ed i figli di Antonio Aru Piras.
Risponde: io faccio fede come dalli due agosto, fino ad oggi non ho veduto visitare le persone nominate in questa interpellanza, e sul ViceRegio Dispaccio ora da meletto, dallo Speziale Clemente Achenza né nella qualità di Chirurgo, e menchemeno nella qualità di Medico, anzi soggiungo che io ignoro affatto se quelle persone siano state ammalate; che è quanto si fornisce; del che.......
Sacerdote Giuseppe Cabras Vice Parroco
PORCU sottoscritto
Cosimo Pedroni Not.
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B. 866 doc. n. 5

Detto giorno Villacidro

Il Sacerdote Antioco Podda Vice Parroco di questo Villaggio interpellato debitamente giusta il Dispaccio 20 Agosto 1833 N. 1103/792 perchè specifichi se dallii due Agosto corrente annoo fino al giorno d'oggi 24 Agosto abbia veduto visitare le persone nominate nel suindicato Dispaccio ora da lui letto.
Risponde: dalli due agosto fino ad oggi, nonchè aver io veduto visitare lo Speziale C.A. nella qualità di Chirurgo e di Medico le persone accennate nel ViceR.o Dispaccio ora da me letto non so neanche se quelle persone siano state ammalate, se quelle fossero state ammalate; io sono stato sentito nella mia qualità di Vice parroco, che è quanto si fornisce; del che
Letto Battista Antioco Podda Vice P.co

PORCU D.to Cosimo Pedroni Not.

B. 866 doc. n. 5

Detto giorno Villacidro

Il Sacerdote Francesco Ignazio Piras Vice Parroco di questo villaggio è stato interpellato perchè specifichi se dalli due agosto fino al presente giorno abbia veduto lo Speziale Clemente Achenza visitare le persone nominate nell’ora letto da lui Vice Parroco Dispaccio delli venti andante mese.
Risponde: Io non ho veduto lo Speziale Clemente Achenza visitare le persone nominate nel ViceRegio Dispaccio ora da me letto, né nella qualità di Chirurgo, e moltomeno nella qualità di Medico, so solamente che nei primi giorni di questo mese, essendomi io prestato ad ospitare un ammalato, che era nell’Osteria di Rosa Moci, disse questa al Medico Todde che il suddetto Achenza avea visitato nelle surriferite qualità, la di lei figlia giorni prima; che è quanto, e si sottoscrive : del che
Letto &
Sacerdote Francesco Ig.o Piras
PORCU Delegato Cosimo Pedroni Notaio
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B. 866 doc. n. 5

Detto giorno Villacidro

Il Sacerdote Ignazio Serra Vice parroco di questo Villaggio è stato interpellato debitamente perchè specifichi se dalli dueagosto fino ad oggi abbia veduto lo Speziale Clemente Achenza visitare nella qualità di Chirurgo e di Meduco,le persone accennate nel ViceRegio Dispaccio ora da lui letto . Risponde: non che aver io veduto lo Speziale C.A. visitare lepersone accennate nel ViceRegio Dispaccio ora da me letto, ,nonso neanche se il Not. Bolacchi,e le altre persone in esso ViceRegio dispaccio nominate siano state dalle due agosto fino ad oggi neanche ammalate,; che è quanto si soscrive: del che .....
Letto ... Sacerdote V.Parroco Ignazio Serra
PORCU Del.to Cosimo Pedroni Not.o

B. 866 doc. n. 5

Detto giorno Villacidro

Giovanni Becciu di Tresnuraghes nativo e qui residente, interpellato perchè dica se dal giorno due agosto fino al presente giorno abbia veduto questo Speziale Clemente Achenza, visitare nella qualità di Chirurgo e di Medico le persone accennate nell’ora lettogli Viceregio Dispaccio . Risponde: non che non io veduto questo Speziale Signor Clemente Achenza dal giorno due agosto fino a quest’oggi visitare nellaqualità di Chirurgo e di Medico, il Notaio Bolachi e le altre persone indicate nell’ora lettomi ViceR.o Dispaccio, devo dire che no so manco se quelle persone siano state d’allora in qua ammalate, soggiungo però, che nei primi giorni di questo mese, o per dir meglio nel giorno sesto io mi portai in casa di esso Speziale Achenza per chiamrlo avenire a visitare nella qualità di Medico un certo mastro Giuseppe di Piemonte, il cui cognome io ignoro, desso Speziale Achenza mi diresse a casa del Sig. Medico Todde, che è quanto dice e non soscrive per esse egli illeterato: del che .....
Letto &
PORCU Del.to
Cosimo Pedroni Not.o

B. 866 doc..n. 5

Addì tre Ottobre 1833 o 1835? (verificare la data ) Villacidro
Fatti comparire il Chirurgo Vincenzo Frau di questo Villaggio ed il Prochirurgo Clemente Achenza del medesimo all’oggetto di procurare fra di loro un amichevole accordo in proposito dei proventi dipendenti dall’asistenza flebotomica che l’Achenza s’obbligò di praticare alle persone che alle persone che hanno .... lui convenuto onde poter liberamente esercire la flebotomia sotto la dipendenza del detto Frau in virtù dello speciale incarico dato da S. E. nel sotto scritto Regio Prefetto Delegato con venerabilissimo Dispaccio delli 256 precorso Settembre contrassegnato 1.ma Divisione e N. d’ordine 263 e di registro 197; dopo d’aver fra di loro gli stessi Frau ed Achenza avuto una ben lunga discussione hanno finalmente combinato che l’Achenza darà al Frau la metà di tutti i proventi in massa siano salari od avventizi che potrà percevere dall’esercizio della Flebotomia dalle persone che si serviranno della di lui opera ed ove la massa di tali prodotti arrivi alla totale di starelli cento quaranta grano, sarà obbligato il medesimo Frau dalla sua metà di starelli settanta di pagare il salario d’un barbiere di quegli che tiene l’Achenza nella sua bottega per la barbitonsura, rimanendo a carico di di quest’ultimo il pagamento del salario degli altri barbieri e di qualunque altra spesa occorrente . Con tale intelligenza promettono, ed assicurano vicendevolmente di vivere in pace e perfeta armonia fra di loro, e di non impedire il Frau all’Achenza l’esercizio della flebotomia benchè con accordo e colla debita dipendenza dell’uno dall’altro a mente della Viceregia provvidenza sottomettendosi ben volentieri uno verso dell’altro al risarcimento dei danni che potranno ridondarli nel caso d’inadempimento o ritrattazione e sottoscrivono del che---
Cadeddu D.to Speciale Chirurgo Vincenzo Frau
Clemente Achenza
Raffaele Doneddu Not.o


B. 866 doc. n. 5

1586
R. 5 Ottobre 1833

Vincenzo Caria Chirurgo del distretto di Villacidro, umilmente espone alla E.V.,aver presentito che lo Speziale C.A. presentava una supplica al Magistrato soppra gli studi per permetterli l’esercizio della Chirurgia in questo paese, ove supponeva non poter il Chirurgo loccale bastare per ..... tutti gli abitanti.
Qualora fosse vero il presentimento del sottoscritto fa presente all’E.V. che sebbene non possa niagarsi d’esser numerosa la popolazione diVillacidro, non è però vero che non possa esser assistita da un solo Chirurgo chiamando anche quanti in aiuto l’opera d’un numero sufficiente di flebotomi; e mentre vi sia nel posto un medico a regolar li amalati nella malatia interna, come appunto occorre in Villacidro dove tiene la sua residenza il medico di condotta ed il medesimo si porta con grande premura all’attendenza degli amalati; e vi è pure il sottoscritto Chirurgo approvato, che con flebotomi sufficienti si disimpegna all’occorrente nonostante la numerosa popolazione. La domanda supposta dello Speziale tenderebbe a gravemente pregiudicare gli interessi del Suplicante, privandolo dell’unico ramo di una sussistenza, e quindi si vede costretto di ricorrere all’E.V. non essendo equitativo che un Chirurgo approvato venga pregiudicato da uno Speziale che non ha prestato un eguale esame.
Supplica quindi all’E.V. avere della presnte l’opportuno riguardo, e dove per mottivi alla E.V.ra ben visti veda d’autorizzare il suddetto Speziale a servire nel luogo di Villacidro, si degni ordinare che ciò faccia sotto la dippendenza del suplicante.
Grazia &


B. 866 doc. n. 5

Regia Prefettura dìIglesias
N.d’ord. 1103/825
4° Div.ne/ Sez. 2.a
Iglesias lì 16 ottobre 1833


E C C E L L E N Z A

Dietro quanto mi ordinava nel riveritissimo controindicato suo Dispaccio, recato essendomi a Villacidro per prendervi, come vi presi stragiudiziale cognizione su i richiami all’E.V. inoltrati dal Medico Carlo Todde contro lo Speziale Clemente Achenza, il quale, a quanto esponevasi, non ostante la severa proibizione fattagli per ordine del Governo nel 1830, rinnovatagli dall’E.V. con Dispaccio del 29. ultimo Luglio, continuò sempre ad ingerirsi nell’esercizio della Chirurgia e della Medicina in danno della pubblica salute e in pregiudizio del Ricorrente Medico, visitando fra altre persone le famiglie del Not.o Bollachi, dei contadini Vincenzo Carta, ed Antonio Casti, Rafaela Anni, Antonio Ignazio Margiani, Sisinnio Cuccu Cucagna, la figlia di Rosa Mocci Cadoni, i figli del Contadino Antonio Aru Piras, il Ramiere denominato Becciu: sentito avendo tali soggetti, non che li Vice parrochi Piras, Cabras, Serra, e Podda, mi risultò pienamente, che il suddetto Achenza agisse daMedico e da Chirurgo senza riserva alcuna fino al 31 Luglio delcorrente anno, ma con molta precauzionedal primo di Agosto a questa parte.
Varie delle persone visitate, fra le quali il Nota.o Bullachi, non negando di esssersi quello Speziale prestato ad agire come Medicoin loro favore, soggiungono che dal primo del suddetto Agosto agì sempre come amico, e senza compenso alcuno.
Li tre primi dei surriferiti Vice Parrochi, assieme al Podda depongono come testi di vista fino al 31 Lugli: ma da quella data in poi dice lo stesso Podda di nulla constargli; ma gli altri tre affermano di aer udito dire nelle case degli ammalati, ove recavansi, che li visitava l’Achenza, ma di non averlo mai trovato come per l’avanti, dal che deducevano, che vi si trasferisse di nottetempo.
Il Rev.do Piras soggiungeva che i medicamenti somministrati dall’Achenza non erano mai li meno costosi, bensì li più utili a smaltirsi dallo Speziale, lo che gravava non poco gli ammalati di ristrette fortune.
Mi risultò pure di godere esso Achenza la protezione tutta di quei Ministri di Giustizia, come risentiva il Todde tutta l’odiosità: che il Giusdicente, sorpreso da febbri nelli scorsi mesi di Agosto e Settembre, facesse venire dalla Villa di Sanluri un Medico per pura formalità, congedandolo quasi subito con servirsi poi dell’Achenza.
Nè mi si tacque di essersi propalato in detta Villa che il Superior Governo veniva di autorizzare lo stesso Achenza ad agire e da Medico, e da Chirurgo, dietro la volontà manifestatagli sul proposito da quel Consiglio Comunitativo; ed è dietro altrettanto che opinavano molti di fissargli annua fissa corrisponsione e come Medico e come Chirurgo.
Questo è quanto posso informare all’E.V. per essermi in tal modo risultato; e non tacendogli che detto Speziale destramente trarre a sè molti di quei Popolatori colla sua buona maniera, sebbene commesso abbia sviste madornali come Chirurgo, servendosi di tenaglie per aiutare qualche parto difficile; e come Medico sbagliando di pianta la malattia, come accadergli dovea, e gli accadrà con molta frequenza, se il Superior Governo non vi mette un riparo a riguardo di quella popolazione, passo a costituirmi col più profondo rispetto, ed ossequiosa venerazione.
Dell’ E. V.
Div.mo Ubb.mo Servitore
Bernardo Carbonela

B. 866 doc. n. 5

Risposta al Dispaccio
26 Ottobre 1833 N. 1103/985
Villacidro 30 Ottobre 1833

E C C E L L E N Z A

Compiego a V. E.l’atto notarile per copia autentica come mi ptrscrive nel qui emarginato suo veneratissimo dispaccio.
Qualunque sia la persona che ha avuto la temetità di informare V.E. che sonomi io prevalso dello Speziale Achenza nelle operazioni Crirurgiche o malattie Mediche, ha ingannato V. E. con una impostura: il certificato che unisco mi giustifica rapporto alle prime e quello del Medico Muscas di Sanluri che andrò a trasmettere col venturo mi lascierà perfettamente giustificato con V.E. rapporto alle seconde.
Se uno dei Sacerdoti da me sentiti nelli 27 Agosto ultimo scorso non si fosse ......... a comparire da me all’amichevole chiamata, ma che farò comparire per per ordine del suo Superiore, avrei avutola soddisfazione di ........ V.E. con questo Corriere della genuinità della mia informativa fatta con foglio delli 26 precorso Agosto, che assolutamente è più sincera della seconda per i motivi che farò conoscere nel prossimo novembre.
Con mio foglio delli 7 ultimo passato Agosto io partecipava V.E. che io non mi mi ero pravalso nè potea prevalermi del Medico Todde perchè in esso ho trovato motivo di sospetto, e son sincero , che V.E. non mi vorrà obbligare di aventurare nelle mani di lui la mia persona o d’alcuno dei miei giacchè io son debitamente provisto col Medico Muscas.
So bene che le persone che vogliono sostenere ingiustamente il Medico Todde contro l’universale sentimento di tutto il Villaggio non abbiano l’arroganza di far conoscere a V.E. che io mi prevalgo di Achenza e ripetano ciò dal vedere che io frequento la di lui Spezieria, io non .....mi si possa imputare a colpa, ma se ciò fosse e così piace all’E.V. mi asterrò dal più andarci e mi ....... di qualche cattiva ............ trovare le migliori persone del Paese .......................................
E riservandomi al venturo di rassegnare a V. E. gli ....che il Medico vuol mettere nel Con.so Com.vo, coll’essersi impegnato per espellere ....... ed Antonio Porta passo all’onore di costituirmi con perfetissimo rispetto ed eguale venerazione Di V.E.
Um.mo D.mo Ubb.mo Ser.re
GIOVANNI PORCU


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B. 866 doc. n. 5
E C C E L L E N Z A
Villacidro lì 6 Novembre 1833

Dal certificato del Medico Musca che accludo mi conoscerà V.E. giustificato dalle fattemi imputazioni d’essermi io, cioè prevalso dell’opera di Achenza nelle malòattie e mediche.
Compiego all’E.V. distessa l’informativa, che feci con mia lettera delli 28 Agosto ultimo passato, .......in un solo periodo e dalla lettura di essa informativa sotoscritta dai Viceparrochi, rileverà cho ho io informato ciò che genuinamente mi è stato risposto e quindi scevra totalmente di mendacci la mia inforamtiva perchè io sono incapace di mentire con chichessia, non che con V.E. .
Lasciando intanto alla giustizia di V.E. il darmi soddisfazione se ne merito passo all’onore di costituirmi con perfettissimo rospetto ed eguale venerazione
Di V.E.
Um.mo Dev.mo Ubb.mo Servitore
GIOVANNI PORCU


B.866 Doc. 7

Sanluri alli 5 Nov.bre 1833
Sono stato chiamato in qualità di Medico cubicolare dal Sig. Avv. D. Giovanni Porcu attuale Giusdicente di Villacidro verso li tre Settembre p.p. per la di lui malattia che in allora lo tenea a letto, debbo a sua richiesta darne piena fede, come anche nelle successive indisposizioni di salute essere stato io sottoscritto che diedi norma a quanto dovea operare in seguito ad una malattia che dovea recidivare per propria natura, quindi è che di propria scienza che gli spedisco il presente testimoniale sottoscritto di mia mano Med .co D.re Ant.co Batt.a Muscas
M. Cond.o di Guasila


B. 866 doc. n. 5

E C C E L L E N Z A

Si .... le insubordinazioni di questo Speziale Clemente Achenza che hanno spesso determinato l’E.V. ad adottare delle misure di rigore per mantenerlo entro i limiti della sua arte del buo ordine fino oggi in causa che mi costringono ad implorare dall’E.V. quelle che giudicherà opportune allo stato attuale di cose.
Fin dal principio delle mie funzioni di Delegato in questo villaggio ho trovato esso Achenza in continua discussione col Medico e Chirurgo quà stabiliti, giacchè esercendo egli la Medicina , la Chirurgia e la Flebotomia e la Farmacia al tempo stesso e questi pretendendo di essere quelle incompatibili fra loro nell’esercizio, e le prime due non potendo egli esercire perchè a lui estranee, nascevano degli asti vicendevoli.
Questi da altra parte producevano nel popolo e negli ammalati una perniciosa diffidenza verso di loro, in modo però che nel conflitto spesso prevaleva il consiglio e la direzione dell’Achenza che riunendo anche in sè l’inspezione sui lambicch e liquori teneva come tiene la massima parte di questa popolazione a sè dipendente perchè la massima parte appunto fabbrica e vende acquavite, minacciando ed accusando ad alcuni delle penali, ad altri rimettendole quando le abbiano rimesse, agli uni concedendo dei diritti da altri esigendoli con rigore.
......... pertanto il titolo di Speziale assieme a quello di ProChirurgo, affidando la direzione della Spezieria al figlio Agostino. Prescindendo poi che il figlio convivendo col padre non potrebbe esercire la Farmacia esercendo quegli la Chirurgia e Flebotomia ove fosse abilitato, che la Spezieria è affatto sprovvista di medicamenti, e che in questi si commettono degli abusi con grande danno dellapubblica salute: egli con quello specifico titolo passò a contratti con questi abitanti per l’esercizio dell’alta e bassa Chirurgia .................... al far le barbe esigendo il salario solito corrispondentesi al Chirurgo patentato per uguali attendenze, ed associati a se cinque flebotomi e barbieri per se e per mezzo di questi salassa e medica e non di raro somministra anche medicine interne non solo senza dipendenza e direzione del Chirurgo o del Medico, ma anche contro la proibizione dei medesimi o finalmente apresi bottega per disimpegnare i contratti che fece.
Questi eccessi .... finalmente il Consiglio Comunitativo ed il detto Chirurgo a ricorrere all’E.V. che coll’aspettatissio decreto dei 7 corrente vennero strettamente prescritti all’ Achenza entro cui dovesse ......... ma nulla valsero quelli stessi ordini giacchè dopo il giorno13 che io stesso gieli comunicai, colla stessa indipendenza dal Medico e Chirurgo salassò fra molti altri Giò Antonio Erbì, Raimondo Casti, Raimondo Saba, Vincenza Curreli, Giuseppe Caddia, Giuseppe Porta, le mogli di Raffaele Concas, di Giovanni Deidda e di Salvatore Saiu, e somministrò eziandio ad alcuni delle medicine interne.
Avendogli io pertanto fatto chiudere sabbato scorso la detta bottega ne fu gravemente indisposto e disse anche inutile siffatta proibizione ricevendo in altra casa i salariati e mandò nelle rispettive case i suoi flebotomi e barbieri.
Nè ciò gli bastò che ieri dopo pranzo mi mandò in casa il figlio sudetto Agostino il quale con voce alterata e con maniere aspre ed insubordinate ebbe ad interpellarmi se sabbato venturo permettessi di riaprir la bottega, facendomi intendere che in difetto risenterei dei danni, e mi sostenne con la massima sfrontatezza che il padre poteva indipendentemente dal Chirurgo salassare.
Siffatta tracotanza e contumacia dello Speziale Clemente Achenza è abbastanza nota all’E.V. che fin dal 1830 e particolarmente nei 30 ottobre detto anno, 29 e 30 Luglio e ... agosto 1833 e 26 Ottobre dello stesso anno a lui .... Provvidenze e gl’inculcò gravemente di non eccedere i limiti dell’arte e gli minacciò delle misure di rigore estensive anche alla pena del carcere e dell’allontanamento da questo Villaggio.
Se pertanto queste varie misure nulla hanno giovato per farlo contenere, che anzi oggi è nella maggior contravenzione alle Leggi ed agli ordini della prelodata E.V. potrò con ragione sperare che provvederò in quel modo che giudicherà più opportuno pel di lui contegno.
Ho l’onore di costituirmi col più profondo rispetto
Dell’E.V.
U.mo D.mo O.mo Servitore
El Delegato di Giustizia
Giuseppe Deluna ?
Villacidro lì 23 settembre? 1833

B. 866 doc. n. 8/1


Il Sottoscritto ordina al Sig. Claemente Achenza in ....... di Chirurgo di portare al deteneuto Giuseppe Anni in queste Baronali Carceri li soccorsi necessari per un flemone al braccio destro, salassando, e facendogli applicare delle ....... emollienti essendo compensato della sua fatica di chi di ragione, e si riterrà responsabile presso il Governo chiunque vi opponga degli ostacoli o non lasci operare il detto Aquenza, dei danni o funeste conseguenze potesse accagionare al detto Anni il ritardo degli opportuni rimedi .
Villacidro a Marzo 1834
Dr Carlo Todde
Medico Distrettuale
Incaricato dal Sig. Regg. delle Pr.
della visita delle prigioni.

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B. 866 doc. n. 8/3

Ricevuto il 2 Luglio 1834

E C C E L L E N Z A
CarloTodde Medico di Condotta del Distreoo di Villacidro dovendo umiliare al regio Trono l'unita rassegnanza.
Supplica si degni l'E.V.di avviarla al suo destino e di volerne avvalorare la dimanda coll'alto valevole patrocinio che suole accordare alla Giustizia. Grazia che &


B. 866 doc. n. 8/11

N.110/269
Al Sig.Protomedico G.le
Cav.Dr. Fran. Boi

lì 16 Luglio 1834
Desiderando S.E. esser informata sotto qual titolo lo Speziale Clemente Achenza esercisca la Chirurgia nel Villaggio di Villacidro, dove ha per tale oggetto contratto degli obblighi con quella Comunità per la corresponsione del salario solito corrispondersi ai veri Chirurghi, il Sottoscritto prega l'Ill.mo Sig. Protomedico Generale Don Fancesco Boi a compiacersi dare in proposito gli opportuni riscontri onde l'E.S. sia in grado di lasciare le convenienti disposizioni nel caso che esso Achenza si ravvisi in contravenzione alle vigenti costituzioni e si pregia..........


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B. 866 doc. n. 8/13


N.d'ord. 110
Cagliari 17 Luglio1834


Lo speziale Clemente Achenza ceduta la Spezieria ad Agostino suo figlio Speziale approvato, ricorse con supplica al Magistrato sopra gli Studi implorando l'autorizzazione di poter esercire la Chirurgia in Villacidro, a quel esercizio credea di poter in certo modo aspirare comechè non solo compì nel 1817 il quarto anno del corso medico, ma che subì ancora il periodo del Baccalaureato con approvazione.
In data quindi dei 3 Luglio 1833 ebbe da detto Magistrato il seguente decreto: " Ove il Supplicante si presenti nel RegioOspedale di S.Antonio per un mese continuo a dar saggi di sua abilità, e faccia constare ancora dell'assenso del Chirurgo di Villacidro, si provvederà".
Adempì l'Achenza a detta intenzione del Magistrato col frequentare l'Ospedale pel tempo imposto, e fu con ciò che con attestato del Prof. Nonnis dei 30 settembre di detto anno si fece fede al sullodato Magistrato del quotidiano suo intervento alle lezioni cliniche dell'ospedale per tutto il mese di settembre ove ha potuto dare quei pochi e piccoli saggi corrispondenti a così breve spazio di tempo.
Avendo pure il Magistrato voluto, che all'esercizio dall'Achenza implorato procedesse l'assenso dell'or defonto Chirurgo di Villacidro Caria, e comunque questo non lo avesse ottenuto; pure stante la malattia di quello, e considerata la irragionevolezza del dissenso del medesimo, in vista di detto attestato del Nonnis, con decreto dei 3 Novembre detto anno lo autorizzò ad esercire la Chirurgia.
Imprese l'Achenza ad esercitarsi in questa parte di manualità, ma non tardò a far ricorso in suo odio al Magistrato del Protomedicato Generale; il quale riflettendo in seduta dei 18 Novembre detto anno, che comunque detto Achenza offrisse fondata presunzione di saperne in teoria forse al di là di qualche Chirurgo, comecchè fece tutto il corso di Medicina, in cui si comprende lo studio delle parti del corpo; pure gli ostava la mancanza del corso Chirurgico, il quale non potea dispensare che S.M. restrinse l'esercizio in detto Achenza alla sola flebotomia, e ciò per lo spazio d'un anno, che anderà a terminare nel Novembre di quest'anno 1834 dandoli luogo ad implorare dalla M.S. il corso, che gli osta per gli opportuni esami di Chirurgia. Che se Egli avesse contrattato, previo l'affidamento del Magistrato sopra gli Studi, a tal esercizio

B. 866 doc. n. 8/7

N. d'ordine 110/420

Al Sig. Regio Prefettodella Provincia d'Iglesias

19 Luglio 1834

Essendo stato informato che lo Speziale Clemente Achenza trovasi attualmente esercitando la Chirurgia in Villacidro, e che a tal riguardo abbia pattuito di corrispondersegli da quel Comune il solito stipendio, io interesso Lei a farmi conoscere dettagliatamente tutte le suddette circostanze informandomi ad un tempo da chi a tutto ciò sia stato autorizzato, ed intanto prego ...


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B. 866 doc. n. 8/8

Regia Prefettura d'Iglesias
Risposta al numero d'ordine 110/420

Villacidro lì 30 Luglio 1834

E C C E L L E N Z A


Dalla pezza che ho l'onore di rassegnare all'E.V. rileverà molto bene che questo Speziale Clemente Achenza venne autorizzato dal'Assessore di codesta Regia Università ad esercitare la flebotomia. Egli però non si limitò ad altrettanto, mentre agisse pure da Chirurgo, e da Medico, come fece fin lo passato. Variò solamente nel non comparire come Speziale quando si suppliva da un suo figlio.
Col decesso del Chirurgo Vincenzo Caria rimpiazzò le sue veci in questo Comune senza autorizzazione alcuna e ne sta pescando li utili, esenguendolo pure per il tempo che rimase ammalato il Caria medesimo, ragion per cui lo chiamarono in tribunale i di lui eredi, onde non rimanere pregiudicati se fosse possibile.
Con quanto posso informare all'E.V. in riscontro al ... indicato riveritissimo suo dispaccio all'atto che passo a costituirmi col più profondo rispetto ed ossequiosa venerazione
Dell'E.V.
D.mo O.mo Servitore
Bernardo Carbonel

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B. 866 doc. n. 8/10


N.110/458

Al Prefetto della Provincia
d'Iglesias

P.mo Agosto 1834
Dietro le informative datemi con foglio dei 30 precorso Luglio rapporto allo Speziale Clemente Achenza, occorrendomi di dargli alcune disposizioni a voce, ingiungerà Ella al detto Achenza che tosto abbia a presentarsi in questa Regia Segreteria ed intanto prego .........

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B. 866 doc.n. 8/12

Villacidro lì 7 Agosto 1834

Ill.mo Sig. Sig. Prefetto ...
Con dispaccio del primo corrente n° d'ord.ne 110/452 4a. Div.ne S. 2a. mi ordinava S.E. che ingiungessi a questo Speziale Clemente Achenza di tosto presentarsi da lui. Ho eseguito l'ingiunzione ed il suddetto Achenza si è quelli appunto che presenterà alla S.V.Ill.ma questa mia lettera.
Nel pregarla di secondare intesa la prelodata E.S. col desiderio dei suoi ambiti comandi, passo a riprotestarmi col più distinto e singolare rispetto
Di V. E. Ill.ma
Div.mo O.mo Servitore
Bernardo Carbonel

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B.866 doc.n. 8/16

Ricevuto 11 Agosto 1834


E C C E L L E N Z A

Il Baccelliere in Medicina Clemente Achenza domiciliato in Villacidro ossequiosamente espone all'E.V. che onde proccaciarsi onestamente il sostentamento pella famiglia previo esperimento dato in questo Regio Ospedale venne abilitato ad esercitare la bassa Chirurgia per lo spazio d'un anno in cui presenterebbe l'esame dell'alta Chirurgia. Mentre il assegnante era in quell'esercizio, il Medico Carlo Todde, che ha sempre cercato la rovina del supplicante e di sua famiglia, fece venire al predetto Villaggio di Villacidro il Chieurgo Vincenzo Frau di Guspini e simulando il carattere d'amicizia, chiamarono il rassegnante a casa d'esso Todde e gli proposero che ove il supplicante prestasse la sua attendenza agl'ammalati nei casi d'assenza dell'uno, e dell'altro, gli darebbero il terzo dell'accordo, che terrebbe il Chirurgo dei vassalli d'esso Villaggio , dedotte tutte le spese, ed il salario del palazo di Monsignor Vescovo e dei Padri Mercedari, e ciò oltre la metà degl'avventizi, che pagherebbero i vassalli i quali non volessero convenire . A scanso d'ulteriori dispute e dispiaceri tuttochè menomo fosse il compenso a tanta fatica, che doveva fare, accettò il rassegnante il proggetto, nè altro mancava che ridurlo in scritto.
Instò il supplicante la suddetta scritta, ma avendo passato il convegno con molti vassalli, e presi tutti i barbieri al loro servizio, si ricusavano formalmente d'eseguire quanto loro stessi avevano proggettato; ed anzi fecero pubblicare un bando inibendo tuti gli abitanti di Villacidro di far convegno con alcuno eccetto che con loro, comminando dele pene contro i trasgressori.
Nulla premerebbe al supplicante un tal bando se sì rustica gente male interpretando il significato del medesimo non intendesse esser al supplicante proibito l'esercizio, che gli venne dalla competente autorità conceduto, e quindi temendo d'incorrere pene non vogliono servirsi del comparente il che è l'istesso che renderlo alla limosina.
Non lascia il ricorrente di far presente all'E.V. che essendo il Chirurgo Vincenzo Frau domiciliato nel Villaggio di Arbus ove tiene i suoi beni e famiglia, distante da Villacidro non meno di tre ore; ed essendo il medesimo Chirurgo di Condotta, non potrebbe ritrovarsi alle occorrenze nel Villaggio e quindi si vedrebbe questo obbligato a servirsi o dei barbitonsori, che appena sanno rasare la barba o dell'istesso medico il quale non avendo dato alcun saggio di studio, ed esercizio chirurgico sarebbe tampoco al caso di potter supplire le veci del Chirurgo Frau quandochè avendo il rassegnate fatto il corso di medicina e datto sagi di Chirurgia sarebbe più al caso di disimpegnare e l'uno e l'altro.
Se si tratasse d'un combegno dell'intiero Villaggio fatto cioè dall'intiero comune, se si tratasse d'esser domiciliato nel Villaggio sarebbero forse meno valevoli le lagnanze del comp.nte, ma poicchè sarebbe il medesimo assente dal Villaggio ne potendovisi che di raro arrecare avendo anche il convegno colla Comunità di Arbus, crede il rassegnante di potersene giustamente lagnare.
Iò supplicante e la sua famiglia hanno dritto a procurarsi la sussistenza con mezzi onesti a questo fine si procurò l'abilitazione dell'esercizio della bass chirurgia, e pare contro ogni principio di natura, e di equità che vengano proibiti gl'abitatori di Villacidro di servirsi del ricorrente. Epperò lusingandosi della giustizia dell'E.V.
Supplica si compiaccia V.E. ordinare la pubblicazione d'un bando nel detto Villaggio di Villacidro imponendo, ed intimando d'esser libero agl'abitatori d'esso Villaggio di servirsi del ricorrente per quelle operazioni che riguardano l'esercizio della bassa Chirurgia statogli permesso da questo Magistrato sopra gli studi e dal Protomedico Generale. Grazia che


B.866 doc. n. 8/6

Ai Signori Ministri di Giustizia di Villacidro cui la presente si dirige: Salute &.....
Essendosi dietro al ricorso fatto all'Ass.to di questa Regia Università dallo Speziale Clemente Achenza domiciliato in detto Villaggio ed in forza della risultanza degli atti lasciata la providenza che......ed è come siegue del risultato delle informazioni prese in seguito al nostro decreto dei 9 ottobre ultimo scaduto, ed in vista anche della irragionevolezza e del dissenso del chirurgo Caria, presso il parere del Protomedicato Generale permettiamo allo Speziale Achenza di poter esercire a pro dei popolatori di Villacidro, qualora ne venga richiesto tutti gli atti , ed operazioni toccanti alla sola flebotomia, e di farsi e si dee pagare dali stessi richiedenti la su aopera senza pregiudizio degli interessi del Caria, e del salario, che si fosse al medesimo dal Comune fissato, e ciò per il tempo d'un anno da lui domandato, spedendosi in coerenza l'opportuna lettera d'ordine ai ministri di Giustizia di Villacidro.
Cagliari l' 8 Novenbre 1833 _ Mameli Assessore -
Perciò si spedisce la presente in forza della quale li prelodati Signori Ministri di Giustizia di detto Villaggio chiamati a sè tanto lo Speziale Clemente Achenza, quanto il Chirurgo Vincenzo Caria, faranno sentire al primo d'esser autorizzato per un anno ad esercire la facoltà di flebotomo in favore degl'individui di Villacidro, ....... le condizioni spiegate nella sovraesposta provvidenza, ed al secondo d'essersi provveduto in favore dell'Achenza come sovra, e ciò perchè essendone a notizia, non possa reccare al medesimo alcuna molestia, e dopochè si sarà ciò eseguito, e cordinato a piè della presente l'opportuno atto giuridico, si rimetterà la medesima originalmente in potere dell'infrascritto Notaio per inserirla negli atti Decretati in Cagliari lì 20 novembre 1833
Seguono firme ...................................................


B. 866 doc. n. 8/4

Numero d'ordine 189/462

Al Ministro di Sardegna?
Oggetto
Ricorso del Medico Todde

Regia Seg.ria lì 13 Dicembre 1834

Il Medico di Condotta del Distretto di Villacidro Carlo Todde mi ha presentato l'unito ricorso diretto a S.M. col quale domanderebbe di venire inibitolo Speziale Clement Achenza dal preseguire nel disipegno delle appoggiategli incombenze protomedicali che egli crederebbe di .....esclusiva del Medico.
Avendo io sentito questo Magistrato sopra gli Studi, il medesimo si sarebbe riferito ai rilievi fatti in proposito dal Protomedicato generale tendente a dimostrare, come nell'appoggiarsi al detto Achenza l'incarico della visita dei lambicchi e liquori per nulla siasi mancato alla legge, e come perciò non abbia motivo a richiamarne il ricorso Todde.
Trattandosi di un ricorso diretto al Re non posso dispensarmi di trasmetterlo alla S.A. Serenissma? in un coi relativi pareri, onde sia in grado di farne quell'uso che nell'atto di Lei ..... poi per credere opportuno.
Mi valgo nel mentre della opportunità per rinnovarle gli atti del mio più .....insuperabile ossequio _

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B.866 doc. n. 8/19
29 Gennaio 1835 ( N. 412 )

Il Dottore Carlo Todde Medico di controllo del distretto di Villacidro nel ricorso a S. M. ha implorato di venir egli incaricato della incombenza protomedicale in detto villaggio a preferenza dello Speziale Clemente Achenza.
Annotazione

La Regia Segreteria di Stato per gli affari di Sardegna ...... di fare conoscere cogli altri dispacci ; ......chi non essendosi trovati formulati i reclami dal suddetto Medico avanzati non potè trovare favorevoli accoglienze la di lui dimanda.

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B. 866 doc. n. 10/1

Addì 6 d'Agosto 1835 Villacidro

Trovandosi congregato secondo le solite forme il Consiglio di questa Comunità nelle persone dei sottosegnati Sindaco Serafino Curreli e Consiglieri, previa partecipazione e con intervento dell'Infrascritto Signore Delegato di G.a prorpose desso Sindaco ai prefati Amministratori di questo Comne, ede essi previe varie conferenze intra loro avute, corrispondendo, che il Sig. Clemente Achenza stabilito in questo Villaggio non avendo fatto il corso degli Studi, nè subito gli Esami col metodo prescritto dal Viceregio Pregone dei 30 Agosto 1759 Ordine 6 Titolo della Riunione degli Editti e Pregoni non potrebbe clendestinamente esercitarvi la Chirurgia nè tenervi aperta la Bottega, che tiene a tale oggetto preparata e disposta (A), altronde se egli venisse col tempo ad ottenere la Patente di Chirurgo, non potrebbe in allora nel'istesso tempo esercitare la professione di Chirurgia, e manipolare e distribuire,, come presentemente fà, dei rimedi interni agli ammalati sotto pene prescritte al N.2do del Pregone 21 Agosto 1761 Ordine 7.a dello Tit.16; inoltre di essersi varie volte perinteso, che il prefato Sig. Clemente,ovvero il di lui figlio di famiglia anche Speziale Agostino Achenza abbia variato a suo talento qualche ingrediente prescritto, con sostituirne un altro sul pretesto di essere della medesima efficacia, e ciò non per altro che per essere la loro Spezieria sprovvista di Droghe; che anzi essere informati che in essa Spezieria si contengono alcuni medicamenti vieti e rancici, forse per causa di non essere stata mai sottoposta alla regolare visita Protomedicale, mentre le attuali gravi circostanze impongono a ciascun Corpo sociale di prendere tutte le opportune misure sanitarie; hanno perciò ad unanimità di voti deliberato, e deliberano ordinando al medesimo Sindaco, che in riparo di quanto sovra abbia indilatamente a ricorrerne dai Superiori cui spetta implorando umilmente dai Medesimi le analoghe Provvidenze pel maggior vantaggio, e pubblica Sanità di questo Popolo. Ed a voce alta , ed intelligibile fattas dal Sottoscritto Segretario lettura della presente deliberazione di Giunta Consolare, l'approvano e confermano ,sottoscrivendosi i Letterati e gli idioti facendo il solito segno di Croce.
Del che &..

Delirea Delegato
Serafino Correlli Sindaco
Assente il COnsigliere Giuseppe Luigi Mocci
Segno + del Cons.re Sisinnio Pinna Steri
Segno + del Cons.re Antioco Anni Sollay
Segno + Consigliere Michele Lay
Vincenzo Carta
Segno + del Cons.re Sisinnio Loru Steri
Segno + del Censo Locale Anonio Loru
Not.o Francesco Correlli Segretario di Comunità

Ove retro vedesi la lettera A s'aggiunga " massime trovandosi quà stabilito il Chir.o Vinc.zo Frau, anche Chir.go di condotta"
Del resto corrisponde & Ed in fede &

Not.o Francesco Correlli Segretario

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B. 866 doc. n. 10/2

17 Agosto 1835

E C C E L L E N Z A


Il Sindaco e Consiglio Comunitativo di Villacidro col dovuto rispetto espone che lo Speziale e flebotomo Clemente Achenza nativo della città di Iglesias ed in detto Villaggio domiciliato si fà lecito non solo di esercitare la Chirurgia ma pur anche la Medicina non ostante vi sia nelluogo Medico e Chirurgo approvato, tant'è che per formarsi un partito và seducendo i rustici ed incauti a prevalersi della di lui opera screditando quelli che sono veramente dell'Arte onde obbligarli ad abbandonare il paese dove peraltro hanno esercitato finora la loro rispettiva facoltà con comune soddisfazione.
A questo disordine se ne aggiungeun altro peggiore qualè quello di aver lo stesso Achenza in unione al figlio una Spezieria sprovvista di tutte le droghe motivo per cui sostituisce quelle che lui dice avere la stessa efficaccia e stante la di lui dimora non vi è stato altro Speziale che sia voluto andare.
Intanto quella vasta Popolazione si trova con una Spezieria inutile senza essere sottoposta alla visita del ProtoMedico a motivo che il suddetto Achenza trovasi subdelegato del medesimo Protomedicato per esiggere il dritto dell'acquavite che si corrisponde dai fabbricanti e rivenditori dello stesso liquore nella quale esazione ha dato più volte luogo a delle doglianze mentre senza praticare la prescritta visita, d'altro non si occupa che di far pagare il dritto.
Se in ogni tempo è necessario il provvedere alla pubblica salute questo è il terribile momento in cui più se ne abbisogan rifletendo massime alla immensa Popolazione di esso luogo ove risiede un Vescovo, un Clero e tante famiglie di perone impiegate che con più frequenza ricorrono ai rimedi dell'Arte.
Presentando pertanto l'atto consolare e rifferendosi a quanto nel medesimo si è risoluto
Supplica si degni V.E. lasciare le più pronte ed efficaci provvidenze per andare al riparo d'un disordine di tanta importanza.
Grazia &&&.....


N.B. Questo documento è da abbinare al precedente atto consolare del 6 agosto.


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B. 866 doc.n.10/3

Villacidro 6 Ottobre 1835


E C C E L L E N Z A

Non potei disimpegnare l'incombenza che l?E.V. stimò d'appogiarmi sulla parte del veneratissimo Dispaccio dello 26 precorso settembre contrassegnato a N.d'ordine 263/197 che riguarda il ricorso di questo Consiglio Comunitativo contro lo Speziale Agostino Achenza figlio di questo Pro-Chirurgo Clemente, per mantenere la Spezieria sdebitamente provvista di buon medicinale; poichè oltre d'aver rilevato non piccole difficoltà di trovare persone imparziali ed informate, di cui potermi fidare per le informazioni prescritte, ho giudicato anche opportuno d'astenermene per delicatezza, attesa la circostanza che sono in dovere di non lasciare ignota all'E.V. di conoscere qualche rapporto di parentela benchè in grado rimoto, tra me e la madre di esso Speziale Maddalena Cadello, moglie del predetto Pro-chirurgo.
Altronde, sebbene da alcuni si supponga la detta Spezieria mancante di diversi medicinali ed altri di quelli che vi esistono non essere buoni, e sebbene possa ciò anche esser vero; non potrebbe nulla di meno accettarsi un tal supposto con sufficiente appagamento se non per mezzo di qualche visita delli stessi medicinali di persona perita.
Credo poi che il pubblico in massa non sia persuaso della verità del ricorso del Consiglio, o perchè la maggior parte del popolo non avendo sperimentato il bisogno di servirsi delle medicine di detta Spezieria, non hanno avuto occasione di esser informati della mancanza o bontà di esse, o perchè tutti quelli che non hanno alcun particolare interesse contro lo Speziale, non avrebbero curato di sincerarsi dell'oggetto dello stesso ricorso.
Nel far conoscere quanto corra all'E.V. per quelle disposizioni ulteriori che nella Sua saviezza stimasse del caso, mi rinnovo l'onore di protestarmi con pieno ossequio e predistinta venerazione.
Dell'E.V.
U.mo Ubb.mo D.mo Servitore
Cadello Prefetto Delegato


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B. 866 doc. n. 10/4

Cagliari 18 Agosto 1835
Il sottoscritto fungente le veci del Protomedicato Generale, avendo letto ed esaminato il ricorso del Consiglio Comunitativo di Villacidro contro il Prochirurgo Clemente Achenza ha dovuto rilevare che è falsa l'asserzione intanto quella vasta popolazione si trova con una Spezieria inutile senza essere sottoposta alla visita del Protomedico, mentre il Protomedicato ha mandato tutti gli anni il suo Delegato Medico Efisio Massa, dal quale gli fu sempre fatta relazione di essere sufficientemente provvista, attese le circostanze ed esigenze locali.
Questa falsità fa nascere il dubbio, se tutte le altre cose esposte nel detto ricorso siano vere o false; e quindi il sottoscritto, fatta parola col Protomedico tuttora ammalato, è di sentimento di mandare lo stesso Delegato del Protomedicato con un Notaio per assumersi legale e rigorosa informazione, od altro Delegato al Governo ben visto, eccetto quello del luogo, coll'intervento sempre del Delegato Protomedicale, come più al caso di far rilevare lo stato attuale della Spezieria, e tante altre circostanze che possono ignorarsi da quelli che non sono della Facoltà Medica, tutto a spese del soccombente; inde venire incognizione della verità, e dare indi quelle provvidenze che saranno del caso per far cessare d'una volta le dispute fra il Medico e Chirurgo Distrettuale e lo Speziale ore Prochirurgo Clemente Achenza.

Cagliari l' 18 Agosto 1835

Sechi Consigliere del Protomedicato.

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B. 866 doc. n. 13 /1

Regia Segreteria L' 26 Settembre 1835
N.d'ordine 263
Al SIg. Prefetto della Provincia di Isili ?
Villacidro

Dal Baccelliere in Medicina e Pro Chirurgo Clemente Achenza costì dimorante, mi è staot rasseganto l'unito ricorso con cui domanda di permettirglisi il libero esercizio della flebotomia, e di levarsi prontamente la proibizione ordinata ai suoi servienti barbieri di far la barba a coloro che hanno a tal fine convenuto col medesimo. (N.d.R. vedere il documento precedente di riferimento n. 8/16 ).
Mi è stato d'altro lato presentato un ricorso di cotesto Con.Comun. con cui richiama contro l'Achenza ed il suo figlio Speziale e per ragione di voler il primo esercitare colà non tanto la chirurgia ma anche la medicina, e per motivo di aver ambidue una Spezieria male assortita, e di surrogare alle ordinate medicine delle altre di minor efficacia con grave danno della popolazione.
Su questo stato di cose interessando molto di far in modo di accordare l'Achenza col Chirurgo patentato a scanso d'ulteriori incovenienti che possano facilmente nascere stante la irritazione degli animi, trovo molto oportunala di Lei presenza costì per affidarlene l'incarico
Ed in quanto alla barbitonsura essendo lecito a chiunque di esercire un tal mestiere Ella si prenderà cura di ordinare tosto a cotesto Caria in mio nome sì che non si rechi alcuna molestia al'Achenza ed ai suoi servienti nell'esercizio dello stesso mestiere, lasciando che esso convenga in proposito con chiunque.
In quanto poi alle operazioni flebotomiche ed al salasso, Ella farà bene di chiamare sia in mio nome l'Achenza ed il Chirurgo patentato costì residente e procurerà di accordarli fra loro in proposito dei provventi dipendenti dall'assistenza flebotomica che l'Achenza si obbligò di prestare alle persone che hanno seco lui convenuti, ripartendoli fra ambi in quel modo che sarà più equo. E riguardo questo amichevole componimento Ella ne farà distendere un altro verbale che indi mi trasmetterà.
Ove più non sia possibile di accordarlo, Ella prenderà delle più accurate informazioni sù quanto si espone da parte a parte, ed indi me ne farà rapporto col suo avviso ............................. ( N.d.R. Rivedere il documento perchè fotocopiato male)
Relativamente poi a quanto si accenna sulla Spezieria Ella si darà pure premura di assumere segrete informazioni sullo stato della medesima e sull'opinione che ne ha la massa della popolazione; dandomene particolare riscontro in foglio separato.
Nell'attendere il risultato di questo speciale incarico prego Dio che la conservi.........

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B. 866 doc.n.13/4
Villacidro 6 Ottobre 1835


E C C E L L E N Z A

Dall'unito atto verbale rileverà l'E.V. l'accordo che mi riuscì di procurare tra questo ProChirurgo Clemente Achenza ed il Chirurgo Comunale Vincenzo Frau in eseguimento del prescritto dall'E.V. in mia parte del veneratissimo Dispaccio delli 26 precorso Settembre contrassegnato 1a, Divisione a n.267/197,
Credette l’achenza migliore il partito di dividere i suoi proventi col Frau, che l'altro da quest'ultimo esibitoli di dare a lui scudi trenta per prestare in tutto l'anno la sua opera a conto del Frau; nè costui volle contentarsi di minor porzione di provventi riflettendo alla perdita che verrebbe a soffrire dall'aver l'Achenza tirato a se un numero considerevole di persone che altrimenti avrebbero dovuto convenire collo stesso Frau.
Avendo poi conosciuto che la pace e buon accordo di quei due individui non sarebbe sussistente se l'Achenza non si riamicava anche col Medico di Condotta Dottor Carlo Todde e non protestava verso di questi la debita subordinazione e dipendenza nell'esercizio delle di lui operazioni flebotomiche; ho creduto di non eccedere l'incarico dall'E.V. datami, persuadendo lo stesso Achenza ad uno tal'atto di dovere ed utile necessità per lui, come sono accertato d'averlo eseguito e d'aver anche esso Medico corrisposto con soddisfazione alle di lui protesta.
Nel restituire intanto a V.E. le pezze annesse al sullodato Dispaccio, ho l'onore di rinnovarmi con pieno ossequio, e distintissima venerazione
Della E.V.

U.mo, Ubb.mo, Devot.mo Serv.re
Cadeddu Prefetto Delegato

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B. 866 doc. n. 11/1

Cagliari 27 Luglio 1836

Il sottoscritto ha l'onore d'informare l'Ill.mo Sig. Cav. Reggente la Regia Segreteria di Sttao e di Guerra sull'unito ricorso del Chirurgo Vincenzo Frau di Villacidro, d'esser ben vero che trovandosi lo stesso sottoscritto in esso Villaggio nel Settembre dello scorso anno 1835 per speciale incombenze del Magistrato, li venne dall'E.S. dato speciale incarico con Dispaccio delli 26 detto Settembre, contrassegnata 1a. Divisione a N. 263/197 di procurare un amichevole accordo tra il detto Frau, ed il ProChirurgo Clemente Achenza residente nello stesso di Villacidro, il quale era allora ricorso domandando di permetterlisi il libero esercizio della flebotomia, dietro ad essersi stati inibiti i di lui servienti di far la barba a coloro, coi quali avea egli convenuto; ed essendo riuscito al sottoscritto di comporre quei due soggetti con essersi l'Achenza avvenuto a dividere i suoi provventi col Frau, a questi a non inferire molestia a lui nell'esercizio della Flebotomia, se ne distese nel contesto l'opportuno atto verbale con quei patti speciali che alle parti piacque d'apporvi, e dopo d'averlo le medesime segnato venne dal sottoscritto trasmesso originalmente alla prelodata E.S. nel modo prescritto dal sucitato Dispaccio, con foglio delli 5 successivo Ottobre, senzachè perciò possa in oggi spiegare con maggior detaglio i precisi termini d'uno tal'atto verbale.
Si rinnova intanto l'onore di protestarsi con distinto ossequio e dezione

Um.mo Dev.mo Servitore
Cadeddu Prefetto

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B. 866 doc. n. 11/2

Villacidro addì 25 Agosto 1836


Risposta alla Lettera 22 Agosto 1836

Ill.mo Sig. Sig. Proc. ..........

Avendo questo Consiglio Comunitativo redatto nuovamente il contratto col Chirurgo Vincenzo Frau colle aggiunte richieste da S.E. il Vicerè, mi affretto di trasmetterlo qui compiegato a V.S. Ill.ma per la definitiva approvazione del medesimo.
Tornò anche in questo il Consiglio l'apparente eccesso del salario assegnato al Chirurgo, accennando alle molte spese che deve fare nel pagare le opere dei barbieri e flebotomi sufficienti a disimpegnare il servizio assuntosi, per cui secondo i calcoli fatti non spenderà egli meno di dugento starelli di grano ogni anno.
Accolse altresì lo stesso Consiglio colla dovuta sottomissione l'avviso che quel contratto non servirebbe d'ostacolo alle disposizioni che potrebbero emanarsi in ordine alli Flebotomi ed alla barbitonsura, penetrato come si protesta dell apiù profonda venerazione verso il Governo.
In attenzione pertanto dei suoi ordini ho l'onore di ,,,,col più distinto rispetto

Di V.E. Ill.ma
Um.moDev.mo Obb.mo Servitore
Giuseppe De Ara


Busta n. 866 doc. n. 1

E C C E L L E N Z A


Il Baccelliere * in medicina Clemente Achenza ossequiosamente espone all’E.V. d’aver presentito che venne accusato d’aver ....dell’abilitazione concedutagli dal Magistrato sopra gli Studi* a poter esercire la bassa chirurgia fatto delle operazioni che appartengono all’alta chirurgia.
Il supplicante con quel candore, che ha accompagnato mai sempre ilsuo carattere a fronte anche delle più vive persecuzioni degli emuli non lascia di confesssare d’aver guarito, e perfettamentetre fratture a tre diversi ammalati ed una scoriazione emorroidale al Regio Prefetto.
Non può però che meravigliarsi, come di ciò gli venga fatta una accusa. Nontrovandosi nel Villaggio alcunchirurgo, non potea, né dovea in modo alcuno il supplicante lasciare languire i poveri ammalati con pericolo di divenire perpetuamente storpi, tale essendo la natura delle frattture, che ogni ritardata guarigione apporta dein gravi pregiudizi. E lo stesso Regio Prefetto che molestato gravemente dell’indicato incomodo chiamò ed obbligò il ricorrente ad accingersi alla guarigione non avrebbe forse per giorni eseguito le sue incombenze ove non l’avesse il rappresentante tratato.
E’ anche nel dover d’assicurare V.E. che non capricciosamente si arrogò tale facoltà, ma avendone fatta realazione al Protomedico Generale questi non dissentì che in queste precisissime operazioni, vi dasse mano e ciò in seguito alle prove, che il rappresentante diede di sè nella scuola di Clinica Chirurgica al Regio Spedale, ben inteso poi in assenza di Chirurgo esaminato, come appunto era in quell’epoca.
Il r.nte non ha mai inteso eccedere i limiti della facoltà accordatagli e come dall’altra rassegnanza all’E.V. umiliata, tosto che venne il Chirurgo s’adatò ad ogni proggetto di questo, e si sarebbe
facilmente convenuto se il Sig. Medico Carlo Todde non si fosse arrogato il permesso di fare lui da Chirurgo in assenza del Vincenzo Frau , come lo fece appunto dal giorno che convenne con vari particolari* del Villaggio andando per le case delli ammalati con i barbieri,il migliore dei quali sa appena metere la sua soscrizione* (firma) ; al confronto dei quali pare possa il ricorrente regere, ed anche del Medico, che niun saggio diede mai di Chirurgia.
Se il supplicante fosse reo sofrirebbe con pazienza la pena del suo delitto; ma può benissimo l’E.V. prendere informazione dal Protomedicato ed apurare se ella sia ascrivibile a colpa la precisa operazione d’alta Chirurgia allorquando vi maanchi nel Villaggio un Cerusico*.
Ed acciochè risulti la verità dell’esposto non meno in questo, ma anche nell’altra articolata che in altro tempo presentò il rapp.te, caldamente supplica si degni V.E. mandare una delegazione non già in capo al Regio Prefetto, ed Intendente d’essa Provincia: che convivendo col D. Todde semprechè si portano a Villacidro non possono essere che sospetti ma in capo alla persona che stimerà delegare crede evacuarsi gli articoli dedotti nell’altra rassegnanza, e quelli che annette alla presente.
Grazia che .............

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B. 866 doc.n.1

Allegato

P.mo E’ vero che dal Dicembre 1833 che morì il Chirurgo Vincenzo Caria dopo una malattia che lo tenne per quasi cinque mesi a letto, sino al giorno 2 Agosto 1834, che venne in Villacidro il Chirurgo Vincenzo Frau e precisamente nei mesi di Febbraio, Marzo, ed Aprile del corrente anno in cui il deducente Clemente Achenza fece la guarigione delle tre fratture diverse, d’una gamba, d’una coscia, d’un bracio non v’era in Villacidro nonsolo stabile Chirurgo, ma nepure Chirurgoalcuno che vi si portasse qualche rara volta; come meglio .....
2° e’ vero che il convenio* si fa coi particolari - vulgo accordiu* -, non riguarda che il radere la barba, i salassi ed estrazione di denti, operazioni tutte apartenenti alla bassa Chirurgia; ed è anche vero che per le altre operazioni si paga a disparte in ragione dell’operazione che si fa; come meglio ......
3° E’ vero che essendo venuto in Villacidro il Chirurgo Vincenzo Frau nel 2° giorno d’Agosto ad oggetto di convenire con i particolari d’esso Villaggio, si partì nuovamente al Villaggio dì Arbus, lasciando il Vill.o senza chirurgo sino al giorno nove , pendente quale assenza il Medico Carlo Todde si portava alla casa degli ammalati, che aveano convenuto col chirurgo, assieme ai barbieri, ed è anche vero che in detti giorni intraprese il detto Medico la guarigione d’un’escara cangrenosa in una gamba al servo di Salvatore Bollachi; come meglio ........
4° E’ vero che il Chirurgo Vincenzo Frau è domiciliato in Arbus, ove tiene la sua famiglia, e serve anche da chirurgo e non può fare rendenza in Villacidro, bensì portarsi talqualvolta, con grave pregiudizio degli abitanti, massime essendo anche destinato per chirurgo di condotta; come meglio ..

5° E’ vero che i barbieri che si vorrebbero al supplemento della bassa Chirurgia sono non solo incapaci ad esercirla non avenod dato mai esperimento alcuno, ma sono intieramente illeterati, non essendovene, che appena alcuno, che sapia metere la sua soscriizone; come meglio .....
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Nota dei testi per l’articoli controdescriti.

Giò Antonio Puddu
Giuseppe Mocci sul primo
S isinnio Giorri
Franco Raimondo Saiu

Detto Puddu, Mocci, Giorri, Saiu sul 2°

Efisio Cancedda
Giuseppe Mocci sul 3°
Raimondo Lorai

Detto Puddu
Efisio Farina
Detto Cancedda sul 4°
Sisinnio Cabriolu grande
Detto Lorai

Antonio Casti Orrù
Detto Cancedda sul 5°
Antonio Loru


B. 866 doc. n. 11

Sez. 2.° N. 1079/390
Al Sig. Delegato di
Giustizia di
Villacidro
6 Agosto 1836

Fin dall'anno trascorso, onde comporre le dissensioni insorte tra il Chirurgo Vincenzo Frau, e il Pro-Chirugo Clemente Achenza riguardo all'esercizio delle loro facoltà, venne da me specialmente incaricato l'Avv.to Cadeddu in allora Regio Prefetto d'Isili, e riuscì questi di accordare le parti nei termini del relativo atto verbale del 3 Ottobre detto anno. Ed essendo in oggi nuovamente ricorso il suddetto Chirurgo Frau esponendo che l’achenza abbia mancato alle stabilite convenzioni, io ho stimato di rescrivere alla supplica incaricando Lei di provvedere, perchè si osservi da ambe le parti il seguito convegno; ed ove non vogliano più stare a tali patti di lasciarle a provvedersi a termini delle leggi nanti la Giurisdizione ordinaria.
Mentre quindi Le trasmetto copia dell'atto suddetto, e la supplica del Chirurgo Frau coll'apportarvi providenze perchè provveda Ella in conformità, prego Dio & ......


E C C E L L E N Z A

Il Sindaco e Consiglio Com.vo di Villacidro col debito rispetto rassegna a V.E., che dopo due ani, in cui ha avuto il contento di essere stato ben servito dal Chirurgo di Condotta Sig. Vincenzo Frau e dopo la di lui pubblica promessa in cui prima dell'Agosto 1836 ha affermato preso il locale Sig. Delegato di Giustizia ed altri rispettivi Pubblici Funzionari di aver da servire a quella Popolazione anche per l'anno 1836 - 1837; non capisce perchè ora all'improvviso , e senza più, nè meno voglia detto Frau abbandonare il Posto in tempo, in cui tutti i Chirurghi trovandosi già salariati dalle varie Comunità, la detta di Villacidro non potrebbe ritrovarne alcun altro, e non avrebbe la menoma confidenza ne' Flebotomi ed altri, che quivi inutilmente presumono esercire la Chirurgia, senza d'essere stati legalmente auorizzati od almeno denza di esser soto la sorveglianza di un buon Chirurgo Patentato.
Supplica quindi la innata Bontà dell'E.V. si degni rispettivamente provvedere, ed ordinare al suddetto Chirurgo Vincenzo Frau, che sotto pena d'essere destituito dalla carica di Distrettuale Condotta, e della refezione di tutti i danni, e spese in favore della vasta Comunità di Villacidro, debba mantenerle la summentovata promessa del Cerusico suo servizio per l'entrante anno a favore della medesima Comunità come sovra, tanto èiù essendosi dal Governo ora, come pubblicamente desideravasi, sostenuta al Medico di Condotta del Distretto di Guspini la residenza nella riferita più vasta, e conseguentemente anche più contribuente <comunità di Villacidro di Villacidro;Grazie, che &..............


B. 866 doc. n. 11


N.1079

E C C E L L E N Z A

Il Sindaco e Consiglio Com.vo di Villacidro col debito rispetto rassegna a V.E., che dopo due ani, in cui ha avuto il contento di essere stato ben servito dal Chirurgo di Condotta
Sig. Vincenzo Frau e dopo la di lui pubblica promessa in cui prima dell'Agosto 1836 ha affermato preso il locale Sig. Delegato di Giustizia ed altri rispettivi Pubblici Funzionari di aver da servire a quella Popolazione anche per l'anno 1836 - 1837; non capisce perchè ora all'improvviso , e senza più, nè meno voglia detto Frau abbandonare il Posto in tempo, in cui tutti i Chirurghi trovandosi già salariati

B. 866 doc. n. 11

Sez. 2.° N. 1079/398
Al Sig. Avv.to De Arca
Delegato di Vilacidro
12 Agosto 1836
Codesto C.C. mi ha rassegnato l'unito ricorso all'oggetto d'impedir che il Chirurgo distrettuale Vincenzo Frau del di cui servizio dichiarasi ben soddisfatto, abbandoni codesto Comune per andarsene a servire altra Comunità
Sembra probabile che il detto Chirurgo abbia determinato di andarsene credendo forse di potergli essere pregiudiziali le provvidenze testè emanate sulle contestazioni insorte fra lui e lo Speziale Achenza. Ed è per ciò mia intennzione di far sentire ad esso Frau che l'amanata provvidenza posta di osservarsi il contratto, ed Ella lo farà assolutamente osservae, fra lui preposto e l’Achenza nanti il già Prefetto d'Isili, finchè non venga altrimenti provveduto in via giudiziaria cui allo stesso Achenza si lascia libero l'adito, di ricorrere se si crederà gravato. Nel caso che avesse luogo questa giudiziale contestazione, io commetto a LEi di provvedervi colla maggior possibile prontezza e sommarietà. onde il Frau non abbia ad un lungo e dispersivo litigio.
All'Achenza poi che oltrepassando i limiti della sua professione di Farmacista, che si disse avere storpiato chè incautamente si commise alla di Lui imperizia, che turbò costantemente la tranquillità dei Medici, e Chirurghi di Codesto paese e che diede tanto fastidio al Governo, farà Ella sentire che ove non resti a dovere, e dia nuovo motivo di giuste doglianze, io saprò adottare a di lui contegno le misure che mi ero già proposto prima che il medesimo avesse costì promesso nanti l'anzidetto Prefetto di stare all'amichevole adeguamento di cui ordinai l'osservanza col mio Dispacio del 6 corrente Agosto.
Attenderò riscontro sul risultato e prego Dio che &....

B. 866 doc. n. 11/7

N. 566/269
Al Ministro di Sardegna
Torino

Oggetto: nuovi reclami del Medico
Carlo Todde per venire nominnato
Tenente Protomedico in Villacidro

17 Settembre 1836

Adempiendo alle riserve che col precedente dispaccio del 26 precorso Novembre alla S,V, Ill.ma riguardo alla nuova chiamata del Medico Carlo Todde di Villacidro onde essergli affidato l’incarico di Tenente Protomedico in quel Villaggio, mi faccio a rassegnarle qui unito il parere in proposito ..............................................................

B. 866 doc. n. 11/8

N. D’ordine 1103/985
Al Delegato di Giustizia di
Villacidro

26 Ottobre 1836

dopo quanto Ella informava con foglio del 28 precorso Luglio......sulle rappresentatemi nuove ...... di codesto farmacista Clemente Achenza rapporto all’esercizio della Medicina e Chirurgia, e malgrado la recente severa proibizione fattagline con dispaccio del 29 scontato Luglio, essendomi risultato, che anche in seguito a tal divieto sia egli continuato ad ................... nell’esercizio di detta facoltà,se non sfrontatamente come per lo avanti, almeno di nascosto ed indirettamente, e che Ella per il primo sia quello, che continua tuttora a prevalersi dell’opera di detto Speziale Achenza nei bisogni della sua famiglia non posso dissimulare lamia sorpresa non meno per la .....informativa da lei datemi con detto foglio ..................................................... .
Mentre perciò la metto in seria avvertenza ad essere in avvenire più veridico e più .......... nei rapporti che Le potrà occorrere di fare al Governo, ed a non lasciarsi guidare dallo spirito di parzialità a fronte della Giustizia, le faccio pure conoscere che continuando Ella a prevalersi di esso Achenza non potrò dispensarmi di prendere delle disgustose misure a a di Lei contegno.
In ordine poi all’Achenza è mia intenzione che Ella chiamatolo alla Curia gli faccia a mio nome una ben forte ammonizione per tale suo operato e lo metta in ........................ che venendo a risultare nuove contravvenzioni nell’esercizio della Medicina e della Chirurgia si procederà contro di lui a delle rigorose misure compendiosamente a quella del carcere, ed anche dell’allontanamento da codesto Villaggio, tirando ... un atto verbale, da tenersi in codesto Curia, di cui mi dovrà Ella poi trasmettere copia autentica.
Sonosi lasciate le opportune disposizioni nella Curia locale onde venir nuovamente inibito l’Achenza dall’.............nell’esercizio della Medicina e della Chirugia sotto le più rigorose pene ......................... a quella del carcere ed anche dell’allontanamento da Villacidro.


________________________________________________________

B. 866 doc. n. 12/1

Parere del Protomedicato Generale
in data 9 Dicembre 1836

Il Pr.to G.le nell’unire al Sig. Reggente la Regia Segr. di Stato e di G.rra copia di tutti gli atti del Prot.to riguardanti le dimande in diversi tempi inoltrate dal Medico Carlo Todde, dai quali manifestamente appare il progresso dei successivi sentimenti del Proto.to medesimo, ho l’onore di soggiungere che dal tenore della memoria di questa R.a Seg.a di Stato dei 21 pregresso Novembre ha avuto campo di rilevare la falsità delle ragioni dal medesimo Todde affacciate nel ricorso a S.M.
Perocchè dicendosi nella medesima che il Ministro per gli affari di Sardegna** avesse manifestato il desiderio di conoscere i motivi per cui non stimò il Protomedicato d’incaricare il Medico Todde delle incombenze di Tenente Protomendico inVillacidro, quali inoltre non consterebbe di essere ad altri affidate, si palesano i fondamenti del ricorso , cioè che il Preotomendicato lo abbia privato di un uffizio già prima esistente e a lui conferito e che ora trovisi allo scoperto.
Primieramente è stat la supposizione che in Villacidro sia mai esistita persona incaricata delle incumbenze di Tenente Protomendico, mentre dagli uniti documenti si rileva, che i Tenenti Protomedici, a mente ancora del S. 6° tit. 21 delle Regie costituzioni per l’Università, sono costituiti in quei luoghi principali, oltre le Città che hanno porto di mare, dove occorrano provvedimenti sanitari di entità?, ew Villacidro non è mai stato per la sua posizione mediterranea considerato luogo tale da doversisi stabilire un Tenente protomedico.
In secondo luogo è stato l’altro supposto che il Protomedicato abbia privato il Medico Carlo Todde dell’uffizio della polizia medica in Villacidro; anzi essendone stato incombenzato vi si è resistito presso il delegato di Giustizia di deto luogo cui il Proto.to diresse tale destinazione;

allegando il Todde , non esservi tenuto, per non essergli ancora stat affidata l’esazione, in lui poco sicura, dei diritti dell’acquavite
Con quale ripulsa il Medico Todde ha pure date non equivoche pruove della sua inosservanza dell’uffizio di Medico di condotta.
Finalmente che intanto il Proto.to ha stimato di presciegliere lo Speziale C.A. a Delegato Protomedicale per la visita dei lambichi e distillazioni, perchè detto Pr.to ha fondata fiducia nella abilità del medesimo e sull’onestà per la riscossione degli uniti dritti spettanti al Protomendico; qual favorevole giudizio non può ugualmente formare dell’idoneità del Medico Todde, cui intanto stimò potersi affidare l’uffizio dei Medico di condotta per la scarsezza di soggetti, per cui è costretto di accogliere le dimande di chi si presenta, non avendo opportunità di preferenze
Dalla relazione di queste verità di fatto potrà S.E. il Sig. Vicerè e il Ministero agevolmente giudicare, qual conto si debba tenere di un soggetto, il quale sotto pretesto d’interesse per la medica polizia pretende il posto di Tenente Protom. mai esistito in Villacidro, e tacitamente la esazione dei dritti spettanti per l’onorario al Protom.co il quale non può riposare nella sua onestà.
Cagliari lì 9 Dicembre 1836

Firmati all’originale
Cav. Francesco Boy Protomedico G.le
Cav. Giuseppe Ignazio Cossu Primo C.re del P. G.le
Sechi Consigliere del Protomedico

PASELLA


1843

Ill.mo Mag.to del protomedicato
Il sottoscritto Giudice del Mandamento di Villacidro occupandosi della verificazione dei fatti esposti da questo Sig. Medico Carlo Todde …….è dovuto risultare più che vero occuparsi costantemente il chirurgo Achemza della facoltà medica trattando malattie interne e di cognizione non sua.
……… ..La circostanza di tenere il chirurgi Achenza il proprio figlio con farmacia aperta in Villacidro, anzi nella comune casa, non abbisogna di dimostrazione o di fatti; che poi il padre indichi alle famiglie dei malati di provvedersi dei medicamenti da lui prescritti, dalla farmacia del figli, è del tutto naturale, anzi si dice, che molti che vorrebbero provvedersi degli occorrenti medicinali dall’altro farmacista Ligas, stabilito pure a Villacidro, per non dispiacere al padre si provvedono dal figlio.

Villacidro 23 settembre 1843

Col Dovuto Rispetto
Il Giudice del Mandamento
Dessì

 



 

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